Dl Rilancio, il congedo per i genitori fino a 30 giorni esteso dal 31 luglio al 31 agosto

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Lo prevede uno degli emendamenti, approvato in commissione Bilancio alla Camera. Via libera anche a 200 milioni per sicurezza imprese, reddito d'emergenza anche a occupanti case abusive se con minori o persone gravemente malate in famiglia. Il provvedimento è atteso per lunedì in Aula a Montecitorio, per l'inizio della discussione generale

È stato esteso dal 31 luglio al 31 agosto il periodo nel quale i genitori di bambini fino a 12 anni, dipendenti di ditte private, possono chiedere un congedo fino a 30 giorni,. La misura era scattata il 5 marzo scorso per l'emergenza coronavirus. A prevederlo è uno degli emendamenti al decreto Rilancio, approvati in commissione Bilancio alla Camera. I lavori sono iniziati stamattina. Il provvedimento è atteso per lunedì in Aula a Montecitorio, per l'inizio della discussione generale (CORONAVIRUS, AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE).

Inail, 200 milioni per sicurezza imprese

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Un altro emendamento dà il via libera all’Inail per l’utilizzo di 200 milioni di euro, in via eccezionale per il 2020, con l’obiettivo "sostenere ulteriormente la ripresa delle attività produttive in sicurezza delle imprese”. I progetti finanziati saranno scelti con un bando.

 

Rem a occupanti case abusive se con persone malate 

 

Passa in commissione anche la norma che prevede la possibilità di accedere al Red (reddito di emergenza) anche ai nuclei familiari che occupano abusivamente un immobile. Ciò sarà possibile soltanto se in difficoltà economica, in presenza di minori o persone gravemente malate o portatrici di handicap, solo per la fase di emergenza Covid e non oltre il 30 settembre 2020.

 

Sei milioni a lavoratori frontalieri

 

La commissione Bilancio alla Camera ha inoltre approvato un emendamento che riconosce un contributo da 6 milioni per bonus in favore dei lavoratori frontalieri, che svolgono la loro attività nei Paesi limitrofi ai confini nazionali, "che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro dal 23 febbraio 2020” e che non avevano potuto accedere al beneficio in questi mesi.

Chi ha patologie può continuare smart working

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"Per tutta la durata dell'emergenza Covid19, le persone con disabilità o con patologie che comunque le rendono più esposte a rischi in caso di contagio hanno diritto a pretendere di lavorare in smartworking, in tutti i casi in cui sia compatibile con le loro mansioni lavorative. Lo stabilisce l'emendamento che abbiamo presentato al Dl Rilancio su sollecitazione di FISH e che la Commissione bilancio alla Camera ha appena approvato". Lo dichiarano i deputati di Italia Viva Lisa Noja e Luciano Nobili. 

 

Più facile importare mascherine

 

Passa anche una norma per semplificare l'importazione e la validazione delle mascherine chirurgiche e dei dispositivi di protezione individuale. L’obiettivo, si legge nel testo, è "assicurare alle imprese il necessario fabbisogno di mascherine chirurgiche e di dispositivi di protezione individuale e di sostenere la ripresa in sicurezza delle attività produttive". La norma prevede che i criteri semplificativi per le mascherine chirurgiche vengano stabiliti entro 10 giorni dall'entrata in vigore del Dl Rilancio.

 

Paletti alle scelte del Mef su redistribuzione fondi

 

Un emendamento inoltre "riporta nell'alveo del Parlamento l'autorità di Bilancio". E' quanto spiega Stefano Fassina (Leu) che, con Stefano Ceccanti (Pd), ha firmato l'emendamento per limitare i cosiddetti 'superpoteri' che il testo originario del Dl Rilancio attribuiva al ministero dell'Economia: il Tesoro poteva apportare con propri decreti variazioni di bilancio ritenute necessarie ad attuare le misure del decreto Rilancio, pur "ad invarianza degli effetti sui saldi di finanza pubblica". Per questo tipo di 'potere', l'emendamento approvato ora introduce il limite temporale dell'esercizio finanziario 2020, un parere delle commissioni parlamentari Bilancio e, aggiunge Fassina, "circoscrive il perimetro dei decreti ministeriali alle norme che hanno previsioni di spesa, e non alle autorizzazioni di spesa, che sono e rimangono di competenza parlamentare”.

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