Autostrade, Atlantia all'Ue: "A rischio la sopravvivenza di Aspi"

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Il gruppo che controlla Autostrade per l'Italia ha inviato una lettera al vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, accusando il governo italiano di aver violato le norme europee, e ha sottolineato come la questione della concessione creata dal decreto Milleproroghe "potrebbe compromettere seriamente i piani di investimento" della società, con possibile perdita di 7mila posti di lavoro

Se non risolta con urgenza, la questione della concessione creata dal decreto Milleproroghe "potrebbe compromettere seriamente i piani di investimento attuali e futuri di Aspi e, soprattutto, la sopravvivenza della società stessa". Questo è l'allarme contenuto in una lettera che il gruppo Atlantia ha inviato al vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, con l'accusa al governo italiano di aver violato le norme europee.

A rischio 7mila posti di lavoro

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Nella missiva alla Commissione europea viene sottolineato come le norme del decreto siano costate il downgrade a junk ("spazzatura") del rating di Autostrade per l'Italia e della stessa holding, ma anche come siano ora a rischio i posti di lavoro di 7.000 dipendenti. 

“Governo viola norme, desiderio di compromettere redditività di Aspi”

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"Sebbene Aspi soddisfi tutti i criteri e i prerequisiti per accedere alla garanzia statale" prevista dal dl liquidità, si legge ancora nel testo, il viceministro dello Sviluppo economico "ha dichiarato che non è possibile concedere tale garanzia ad Aspi. Ciò è palesemente discriminatorio, a conferma del desiderio delle autorità italiane di compromettere la redditività di Aspi, indebolire la società e ridurne il valore a fini politici". Il gruppo Atlantia chiede quindi alla Commissione di intervenire per risolvere il nodo della concessione ad Autostrade per l’Italia. Nella lettera il presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai, e l'amministratore delegato Carlo Bertazzo hanno chiesto a Bruxelles di prendere "iniziative rapide e decise" con le autorità italiane "per far fronte alla violazione delle norme Ue”.

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