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Ex Ilva, Conte: ArcelorMittal rispetti impegni. Salvini: se provvedimento utile lo voto

Caso Ilva, tutti i possibili scenari

4' di lettura

Rinviato a mercoledì l'incontro tra il premier e la multinazionale. Prevista per giovedì l'informativa di Patuanelli alla Camera. Renzi: scudo penale si può recuperare con emendamento. Leader della Lega: sì a soluzioni che salvino posti lavoro

La vicenda di ArceloerMittal, che lunedì ha notificato la volontà di ritirarsi dall'ex Ilva di Taranto a causa dell'eliminazione da parte del Parlamento della protezione legale penale, continua a infiammare la politica. (COS'È LO SCUDO PENALE) Dopo la notizia del rinvio a domattina, mercoledì 6 novembre, dell'incontro previsto per oggi tra il premier Giuseppe Conte e la multinazionale dell'acciaio, il presidente del Consiglio avverte: "È stato stipulato un contratto e domani saremo inflessibili sul rispetto degli impegni incontrando Arcelor Mittal. Hanno partecipato a una gara con evidenza pubblica e in Italia si rispettano le regole". Giovedì, invece, il ministro per le Infrastrutture Stefano Patuanelli terrà nell'Aula della Camera un'informativa urgente sulla vicenda, come riferiscono fonti parlamentari di maggiornaza.

Intanto, dalle parole di Matteo Renzi, emerge l'ipotesi di un emendamento al Dl fiscale con cui si potrebbe "agevolmente recuperare la questione dello scudo penale". Un'idea che non dispiace a Matteo Salvini: "Se il governo porta un provvedimento utile per salvare i posti di lavoro avrà il sostegno della Lega - dice il leader del Carroccio - Ma se il Governo va avanti aggrappandosi ai codicilli faremo barricate in Parlamento, non scherziamo proprio con il lavoro di 10mila persone. Non permetteremo la ripresa dei lavori fino a che il presidente del Consiglio non verrà in Parlamento a dire che nessun posto di lavoro è a rischio". Mentre il presidente dei senatori dem, Andrea Marcucci, in giornata ha chiesto anche una "informativa urgente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Crediamo che debba venire a riferire in Parlamento la prossima seduta o comunque in tempi brevi".

Conte: "Pretendiamo che siano rispettati gli impegni sulle bonifiche ambientali"

"Ci sono impegni contrattuali da rispettare e su questo saremo inflessibili - ribadisce Conte - non si può pensare di cambiare una strategia imprenditoriale adducendo a giustificazione lo scudo o il non scudo penale che tra l'altro non è previsto contrattualmente". Poi, a chi gli chiede conto di indiscrezioni su un coinvolgimento di Jindal - ex capocordata avversario di ArcelorMittal - da parte di Renzi, il premier risponde: "I nostri interlocutori sono quelli che ci sono ora e che devono rispettare gli impegni contrattuali. Pretendiamo che siano rispettati gli impegni per quanto riguarda le bonifiche ambientali, che sono un tassello fondamentale della complessa strategia industriale per quella comunità e per quel polo industriale". Al governo, spiega Conte, "preme" che sia "non solo assicurata la continuità degli investimenti produttivi, ma sia rispettato assolutamente il livello occupazionale". 

Renzi: Mittal sta cercando dei pretesti

Critico nei confronti della multinazionale anche Renzi, che nella e-news attacca: "Ritengo che Mittal se ne voglia andare e stia cercando pretesti". Il leader di Iv, che ieri ha chiesto di riferire in Aula sulla questione, ha proseguito: "Qui il problema è capire se qualcuno vuole chiudere Taranto per togliersi dai piedi un potenziale concorrente. È un rischio che molti hanno evocato fin dai tempi della gara, nel 2017". "Ho detto al ministro Patuanelli che noi siamo pronti a tutto pur di trovare una soluzione - conclude Renzi - Io non mi rassegno alla chiusura di Ilva. E lavoro per evitarla".

Zingaretti: Proporremo iniziative parlamentari

Intanto anche Nicola Zingaretti annuncia che il Pd proporrà "iniziative parlamentari" per quanto riguarda la vicenda dell'ex Ilva: "Il Governo deve dare immediatamente seguito agli impegni richiesti dal Pd con il voto in Parlamento su un ordine del giorno che chiedeva di garantire in tempi rapidi e con ogni mezzo, anche legislativo, la permanenza dell'attività produttiva siderurgica a Taranto e la completa realizzazione del piano di risanamento ambientale”. 

Confindustria: situazione frutto di scelte irragionevoli

Critiche al Parlamento arrivano invece da Confindustria, secondo cui "i continui cambiamenti di norme, gli interventi a gamba tesa sulle norme penali, l'instabilità del quadro non solo non attraggono investimenti ma fanno scappare quelli che ci sono". 

I sindacati: Ad Morselli conferma recesso

Nel frattempo, l'Ad di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli ha confermato ai segretari generali di Fim, Fiom, Uilm e Usb, nel corso di un incontro che si è svolto nel pomeriggio, la volontà di recedere dal contratto per l'acquisizione della fabbrica. A farlo sapere sono stati gli stessi sindacati, al termine della riunione. Il segretario territoriale della Uilm, Antonio Talò, ha spiegato: "Ci hanno detto che domani daranno seguito alla procedura annunciata per la restituzione dello stabilimento ai commissari straordinari e che fino all'ultimo minuto in cui saranno qui, non solo pagheranno i lavoratori, ma continueranno a fare le operazioni propedeutiche al mantenimento dell'impianto. Noi ci crediamo poco".

Data ultima modifica 05 novembre 2019 ore 19:15

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