Fca e Peugeot, c'è l'accordo per la fusione alla pari

Economia

Secondo il Wall Street Journal, John Elkann sarà presidente del nuovo colosso - che diventerebbe quarto costruttore al mondo con 8,7 mln di auto vendute - e Carlos Tavares l'ad. Avvertiti governi Usa e francese. Per Psa 6 posti nel cda, 5 per il gruppo italo-americano

Via libera alla fusione fra Fca e Psa. Ad annunciarlo è il Wall Street Journal. Secondo le fonti del giornale, il matrimonio per creare un nuovo colosso mondiale dell'auto è cosa fatta e dell’accordo sarebbero già stati informati sia il governo americano sia quello francese. L’annuncio ufficiale, comunque, è atteso per giovedì. John Elkann - continua il WSJ - sarà il presidente della nuova società, mentre Carlos Tavares sarà l'amministratore delegato. Il consiglio di amministrazione di Psa - spiega il giornale - ha approvato la fusione e quello di Fca è in programma nella serata di mercoledì.

Nel cda 6 posti per Psa e 5 per Fca

Alcuni dettagli dell'operazione, che porterà alla nascita del quarto costruttore al mondo con 8,7 milioni di auto vendute, sono noti e somigliano a quelli del progetto poi saltato con Renault. La nuova società dovrebbe essere paritetica: 50% Fca e 50% Psa. Secondo il Wall Street Journal, Psa dovrebbe avere sei posti nel consiglio di amministrazione, Fca cinque. Fca starebbe valutando 5 miliardi di euro di dividendi straordinari, mentre la società francese - che tra suoi advisor ha Mediobanca - potrebbe decidere per lo spin off o la vendita del 46% nella società di componentistica Faurecia.

L’operazione piace ai Mercati

L’operazione, con le indiscrezioni che erano iniziate a circolare martedì e sono state poi confermate da una nota di Fca, sembra piacere ai Mercati. A Piazza Affari il titolo Fca ha concluso la seduta con un balzo del 9,53% a 12,87 euro, su livelli che non vedeva da aprile. Hanno chiuso in rialzo anche la holding Exor (+4,6% a 65 euro) e, a Parigi, Psa (+4,53% a 26 euro).

L’attenzione dei governi

Lo Stato francese, che detiene circa il 12% di Psa attraverso BpiFrance, sarà "particolarmente vigile" su occupazione, governance e impronta industriale della nuova società, ha spiegato il ministero dell'Economia. Il nuovo gruppo automobilistico - ha aggiunto - dovrà confermare gli impegni già esistenti sulla "creazione di una filiera industriale europea delle batterie". Per quanto riguarda l’Italia, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha spiegato che “c'è attenzione, del ministro Patuanelli e di tutto il governo, rispettoso di una trattativa di mercato ma anche consapevole che stiamo parlando di un'industria importantissima per il Paese". "Stiamo osservando quello che accade. È una operazione di mercato, credo sia corretto non rilasciare dichiarazioni", ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

La reazione dei sindacati

Sul fronte sindacale, sono prudenti ma positivi i commenti in Italia mentre in Francia i torni sono più duri. È pesante la bordata di Jean-Pierre Mercier, rappresentante del sindacato francese Cgt nel gruppo Psa. "La fusione sarebbe nell'interesse degli azionisti. Noi non smetteremo di combattere per i nostri interessi, tutti devono esserne consapevoli", ha spiegato. E ha aggiunto che, a suo avviso, l'operazione può "mettere a rischio i posti di lavoro, gli stipendi, i diritti collettivi dei dipendenti in Francia e in Italia". "Siamo davanti a una operazione che se va in porto è davvero imponente, davvero importante, per l'azienda e per il Paese. Speriamo si riesca a concludere positivamente", ha osservato invece la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Per il numero uno Fim, Marco Bentivogli, "ci possono essere sovrapposizioni, ma un buon piano industriale di integrazione può superarle garantendo occupazione stabile in Italia". "Le priorità sono rilanciare sviluppo e produzione in Italia e tutelare l'occupazione", ha ribadito Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile automotive. "Devono esserci piani che prevedano sviluppo e non riorganizzazione e sacrifici per gli stabilimenti italiani", ha avvertito il segretario della Uilm, Rocco Palombella. "Il possibile accordo apre scenari positivi. Quando c'è crescita non ci possono essere preoccupazioni", ha commentato Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic.

I numeri del nuovo gruppo

Il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione di Fiat Chrysler Automobiles e Psa sarà il quarto costruttore al mondo con 8,7 milioni di auto vendute, alle spalle di Gm, Volkswagen e l'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Oltre 400mila i dipendenti. Il fatturato sfiorerà i 200 miliardi di euro. Fca comprende dieci marchi: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Ram e Maserati. Psa ne comprende cinque: Peugeot, Citroen, Ds Automobiles, Opel e Vauxhall. Il gruppo italo-americano ha 102 stabilimenti, quello francese 45. Per quanto riguarda i dipendenti, Fca ne ha 199mila, Psa 211mila. Il fatturato nel 2018 è di 110 miliardi di euro per Fca e di 74 miliardi per Psa (+18,9% sul 2017). Le auto vendute sono 4,8 milioni per Fca e 3,9 milioni (il 90% in Europa) per Psa.

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