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Minibot, Tria: "Dal Mef girato parere negativo". Di Maio: “Trovi altra soluzione”

i titoli di sky tg24 delle 18 dell'8 giugno

4' di lettura

Dal G20 finanziario di Fukuoka, il ministro dell’Economia boccia l’ipotesi per pagare i debiti della P.A.: “Se sono debito non servono, se sono valuta alternativa sono illegali”. Di Maio: “Se lo strumento non è questo, ne trovi un altro”. Salvini: “Urgente pagare”

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria boccia i minibot, su cui la Lega ha aperto come ipotesi per pagare i debiti arretrati della pubblica amministrazione. "Questa è una cosa che sta nel loro programma: il ministero dell'Economia ha girato un parere negativo", ha detto Tria a margine del G20 finanziario di Fukuoka. Ore dopo è arrivata la risposta del vicepremier pentastellato Luigi Di Maio. "Se lo strumento per pagare le imprese non è il minibot, il Mef ne trovi un altro. Ma lo trovi, perché il punto sono le soluzioni, non le polemiche, né le presunte ragioni dei singoli", ha scritto in un post su Facebook. Più tardi è intervenuto anche Matteo Salvini. "Sullo strumento dei minibot si può discutere, è una proposta, ma il fatto che sia urgente pagare le decine di miliardi di euro di arretrati e di debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti di imprese e famiglie (debiti risalenti a governi e anni precedenti) deve essere chiaro a tutti, in primis al ministro dell'Economia. È una questione di giustizia", ha detto il vicepremier leghista. Sui minibot, condividendo i giudizi negativi del presidente della Bce Mario Draghi, Tria aveva detto: "Penso che in un'interpretazione, quella del debito, non servono. Nell'altra (valuta alternativa, ndr), ovviamente, si fanno i trattati e quindi non possono essere fatti".

Di Maio: "Mef studi un piano"

La replica di Di Maio a Tria è arrivata via social network. "Questa storia dei minibot sta diventando paradossale. Se c'è una proposta per accelerare il pagamento dei debiti commerciali della pubblica amministrazione si discuta. Ci sono migliaia di aziende che aspettano ancora di essere pagate dallo Stato e non è accettabile. Anche perché, quando è un privato a non onorare i pagamenti, poi ne fa le spese, quindi non vedo perché lo Stato se ne debba approfittare", ha attaccato il vicepremier. E ha aggiunto: "Il Mef dice che sono inutili e che è sufficiente pagare le imprese, allora lo faccia. O che studi un piano per iniziarlo a fare! Perché qui stanno sempre tutti zitti, fermi, immobili, poi appena qualcuno propone qualcosa si svegliano e dicono 'ah, no, non si può fare'".

L’apertura di Salvini e Giorgetti

Venerdì anche Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, ha aperto all’idea dei minibot. "Sono una proposta per accelerare i pagamenti, una delle possibilità, una delle soluzioni: ma la strada maestra è quella della crescita”. Anche il vicepremier Salvini aveva dato un parere possibilista: "A me piace quello che piace agli italiani”, aveva risposto a chi gli faceva notare le critiche del presidente di Confindustria Boccia. Oggi, dal convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria a Rapallo, Giorgetti ha ribadito che i minibot "non sono né l'anticamera dell'uscita dall'Europa né dall'euro". Sono "semplicemente un tentativo di risolvere un problema", il debito della Pubblica amministrazione, "che non abbiamo creato noi", ha sottolineato. Poi è tornato sul paragone usato dagli imprenditori tra i minibot e i soldi del Monopoli. "Al Monopoli giocavo anche io da piccolo: si gioca minimo in due e fino a sei, ho studiato bene le regole, e se dai fiducia alla moneta, questa acquista valore", ha detto Giorgetti parlando dal palco. E comunque, ha sottolineato, non è una proposta "imprudente", ma "è evidente che sia da discutere e da condividere". Dallo stesso convegno, invece, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha rimarcato che "non è opportuno aumentare il debito" pubblico italiano.

Il dibattito sui minibot

Il dibattito sui minibot è nato dopo che la Camera ha approvato una mozione in maniera bipartisan (poi ripudiata dal Pd) in cui sono stati indicati come possibilità per pagare i debiti della P.a. Nell’ultima settimana sono arrivati moniti e critiche da Bankitalia e Bce sul rischio della creazione di una “moneta parallela”. Il presidente Mario Draghi ha detto: "I minibot o sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito, e dunque lo stock del debito sale”. Altri pareri negativi sono arrivati da Confindustria e Moody’s, secondo cui i minibot sarebbero "un primo passo verso la creazione di una valuta parallela e la preparazione dell'uscita dell'Italia dall’Eurozona”.

Cosa sono i minibot

I minibot sono un surrogato di titolo di Stato che non viene assegnato in un'asta del Tesoro con un rendimento deciso dal mercato ma si tratta di un titolo infruttifero e privo di scadenza. Inoltre mentre i titoli di stato sono oramai dematerializzati, il minibot, nelle intenzioni dei suoi fautori, è destinato alla circolazione cartacea, con una imitazione cromatica e di formato delle regolari banconote in euro. Anche per questo gli operatori di mercato lo hanno definito un passo verso l'uscita dell'Italia dall’euro.

Data ultima modifica 08 giugno 2019 ore 18:45

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