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Ricalcolo pensioni e tagli da aprile, i sindacati annunciano una manifestazione nazionale

I titoli di Sky Tg24 delle 18 del 22/03/2019

3' di lettura

Sono 5,6 milioni i trattamenti pensionistici coinvolti come previsto dalla manovra. Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil annunciano un corteo che sarà preceduto da tre assemblee il 9 maggio a Padova, Roma e Napoli. Le tre sigle: "Penalizzati su tasse e sanità"

L'Inps annuncia il ricalcolo delle pensioni che prevede assegni ritoccati al ribasso dal prossimo primo aprile e i sindacati dei pensionati rispondono con una mobilitazione. I pensionati scenderanno in piazza sabato primo giugno, in piazza del Popolo, a Roma per protestare contro le politiche del governo. Prima del corteo nella Capitale, sono previste tre assemblee il 9 maggio: a Padova, a Roma e a Napoli. Per i sindacati Spi-CgilFnp-Cisl e Uilp-Uil “il governo si è mostrato del tutto sordo alle rivendicazioni e alle necessità dei pensionati italiani, accusati addirittura di essere degli avari per aver osato protestare a fine dicembre contro il taglio della rivalutazione. La loro mobilitazione è quindi necessaria e non più rinviabile”. La protesta dei pensionati nasce dal ricalcolo previsto dalla manovra 2019, che ha introdotto il contributo di solidarietà e ritoccato i meccanismi che adeguano gli assegni all'inflazione. Strumenti utilizzati per recuperare 3,6 miliardi nei tre anni di applicazione (dal 2019 al 2021). Le risorse recuperate sono state impiegate anche per Quota 100.

Cosa prevede il ricalcolo dell'Inps

Dal prossimo primo aprile, dunque, i trattamenti pensionistici superiori a tre volte il minimo (oltre i 1.522 euro al mese) avranno una rimodulazione della perequazione rispetto all'inflazione così come previsto dalla legge di bilancio per il 2019. L'Inps in un comunicato spiega che i pensionati coinvolti sono 5,6 milioni. Per circa 2,6 milioni delle posizioni interessate la riduzione media mensile dell'importo lordo risulta di 28 centesimi. Per altri potrà invece arrivare fino a un centinaio di euro. Si tratta di somme che i pensionati hanno riscosso nei primi tre mesi dell'anno e che dovranno restituire a conguaglio. "Nei mesi successivi - si legge nella nota dell'Inps - l'Istituto comunicherà le modalità di recupero delle somme relative al periodo gennaio-marzo 2019".

"Pensione di cittadinanza riguarda solo pochi"

L'annuncio dell'Inps arriva nello stesso giorno in cui Spi-Cgil, Fnp-CIsl e Uilp-Uil annunciano l'avvio di una mobilitazione dei pensionati. “L'unica misura messa in campo - denunciano i sindacati - è stata quella del taglio della rivalutazione, che partirà dal 1° aprile e a cui si aggiungerà un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi. La tanto sbandierata pensione di cittadinanza invece finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà”.

"Penalizzati su tasse e sanità"

“Nulla è stato previsto inoltre - continuano le tre sigle - sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti, e tanto meno sulla sanità, sull'assistenza e sulla non autosufficienza, che sono temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie e che necessiterebbero quindi di interventi e di risorse”.

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