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Cgil, Landini a Sky tg24: il 9 febbraio in piazza contro manovra, servono altre politiche

4' di lettura

Il nuovo segretario generale attacca la manovra: “Non c’è l’evasione fiscale, non si modifica la Fornero, non si combatte la povertà”. “La Cgil dice sì alla Tav”, aggiunge, chiedendo maggiore attenzione alla manutenzione di tutto il territorio, soprattutto il Sud

A meno di 24 ore dalla sua elezione a segretario generale della Cgil, Maurizio Landini detta la linea politica di rinnovamento del sindacato, attacca l’esecutivo e invita i cittadini a partecipare alla manifestazione nazionale del 9 febbraio a Roma per protestare contro la legge di bilancio. “Noi invitiamo tutti a venire in piazza a manifestare, non solo per dire che questa manovra non va bene ma anche per indicare cosa bisogna fare", spiega Landini ai microfoni di Sky tg24, sottolineando come nel provvedimento del governo "non c’è la lotta all’evasione fiscale, non c’è vera modifica della Fornero, non si combatte la povertà nel modo adeguato. Quindi noi diciamo che c’è bisogno di un’altra politica economica, vogliamo mettere al centro l’idea che chi lavora deve avere dei diritti”. Per il neo segretario “chi è giovane non deve essere precario, non ci può più essere nessuno che lavorando rimane povero: per fare ciò bisogna cambiare gli assetti politico-economici del nostro Paese”. “Questo governo non lo sta facendo – ribadisce – chiediamo che sia disponibile a confrontarsi e a discutere con noi: si apra un tavolo di trattativa vero, i problemi sono molto complicati, non si possono decidere a tavolino come loro credono di fare”.

“La Tav va portata avanti, ma anche la manutenzione del territorio”

In risposta a una domanda sulla posizione del sindacato sull’Alta velocità Torino-Lione, uno dei temi motivo di scontro all’interno dell’esecutivo, Landini risponde: “La posizione della Cgil dice in modo molto esplicito che è un errore aver bloccato tutte le grandi opere e tutti cantieri così come è stato fatto. Quindi noi diciamo che deve esserci uno sblocco dei cantieri”, chiarisce. “Ma al tempo stesso – prosegue l’ex segretario della Fiom – diciamo anche che il problema del nostro Paese non sono solo le grandi opere, ma anche la manutenzione e cura del territorio”. Landini porta l’esempio del Sud, dove “non ci sono le ferrovie adatte, le strade adatte, c’è un problema di estensione delle tecnologie digitali, siamo di fronte a un arretramento del Paese. Dentro questa legge di stabilità sono stati tagliati soldi che dovevano essere investiti dallo Stato anche per le cosiddette ferrovie secondarie che trasportano molte persone”. “Quello che noi critichiamo – attacca Landini – è che non c’è un piano, una visione di quello che dovrebbe essere il Paese nei prossimi anni. E tra l’altro definire un piano di investimenti consistenti avrebbe anche il pregio di andare in Europa e fare una battaglia vera per chiedere che questi investimenti vengano scontati dal debito e dal deficit”. “L’Europa va cambiata, non cancellata come pensa qualcuno. Questo governo con l’Europa ha fatto una figura barbina: perché hanno fatto finta di ottenere chissà cosa, semplicemente hanno fatto una manovra che ha aumentato il debito e i vincoli del Paese per i prossimi anni”, aggiunge.

“Venezuela? Non siamo né con Maduro, né con gli americani”

Landini interviene anche per spegnere la polemica nata ieri dopo che la Cgil ha twittato un messaggio che è apparso di sostegno al presidente del Venezuela Nicolas Maduro. “Polemica costruita sul nulla – chiosa Landini –. Noi non abbiamo mai difeso Maduro, anzi siamo contrari alle politiche che fa, il Paese sta peggio. Abbiamo detto allo stesso tempo che quello che sta succedendo lì, che qualcuno dall’esterno cioè gli americani riconosca un governo non eletto da nessuno, rischia di mettere in discussione i criteri con cui normalmente ragioniamo di democrazia. Non siamo né con Maduro né con gli americani – ribadisce il neo segretario –. Abbiamo detto che c’è a rischio una tenuta democratica, mi sembra molto chiaro. Sono state fatte polemiche ad arte, c’è chi è più attento ai tweet che alla sostanza dei temi. Penso che sarebbe ora di smetterla di giudicare attraverso Twitter, bisognerebbe quando le cose sono più complesse avere la pazienza di utilizzare un po’ più di intelligenza”, conclude. 

“Noi vogliamo cambiare il Paese, non Salvini”

Nel corso del suo intervento di insediamento al congresso a Bari, Landini annuncia che da nuovo segretario generale della Cgil ha “pensato di fare due cose subito, chiare: ieri sera sono andato a un'assemblea dell'Anpi a Bari per dire che la resistenza contro il fascismo non è finita e la dobbiamo continuare tutti insieme. Oggi vado al Cara di Bari-Palese, quelli che il governo vuole chiudere. Noi andiamo lì", dice Maurizio Landini dal palco. Perché "questa Cgil ha un'altra idea di società, noi vogliamo cambiare il Paese, noi siamo il sindacato del cambiamento, non Salvini, la Lega che ci sta portando indietro".

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