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Brexit, Mef: pronte misure cautelative in caso di 'no deal'

I TITOLI DI SKY TG24 DELLE 17 DEL 24 GENNAIO

3' di lettura

Il ministero dell'Economia e delle Finanze fa sapere che se dovesse mancare l'accordo tra Bruxelles e Londra sono già pronti gli strumenti per "garantire la continuità dei mercati e degli intermediari". Previsto un periodo di transizione

Se si dovesse arrivare al “no deal” su Brexit, l’Italia ha già predisposto delle misure per garantire la continuità dei mercati e degli intermediari (LE TAPPE). Lo rivela il ministero dell'Economia e delle Finanze, spiegando di aver "approntato le misure necessarie” in caso di addio del Regno Unito dall'Unione Europea senza accordo. "In tale scenario infatti - si legge in un comunicato - a decorrere dal 30 marzo 2019 il Regno Unito diverrà a tutti gli effetti uno Stato terzo, con conseguente discontinuità nei rapporti bilaterali con la Ue” (May: "Niente referendum bis"). 

L'obiettivo delle misure: assicurare la stabilità finanziaria

Le misure, predisposte in stretto raccordo con le autorità di vigilanza e sentite le associazioni di categoria, “saranno formalmente adottate solo nel caso in cui il recesso senza accordo venga definitivamente formalizzato”. Probabilmente, fanno sapere ancora dal Mef, si ricorrerà a un decreto legge, in caso di necessità e urgenza. L’obiettivo è quello di “assicurare la stabilità finanziaria, l'integrità e la continuità operativa di mercati e intermediari nonché la tutela degli investitori e della clientela”, con l'introduzione di un periodo transitorio dove i diretti interessati “potranno continuare ad operare”.

Il periodo di transizione

Durante il periodo transitorio, sarà possibile per gli intermediari - bancari, finanziari, assicurativi o che operano nel campo della previdenza complementare - continuare a operare secondo la normativa attuale: “La possibilità varrà sia per gli operatori britannici operanti in Italia, sia per gli operatori italiani operanti nel Regno Unito”. La normativa, viene inoltre spiegato, disciplinerà poi nel dettaglio tutti gli adempimenti che i vari tipi di intermediari saranno chiamati ad assolvere, per poter poi continuare a operare anche dopo la fase di transizione. Misure simili saranno presenti nella parte del provvedimento sui mercati, con particolare riferimento alle sedi di negoziazione e all'accesso degli operatori e anche in questo caso varranno sia per i gestori di sedi di negoziazione britannici che operano in Italia sia per quelli italiani che operano nel Regno Unito.

I tempi del provvedimento

Dal Mef precisano poi che l’unico obiettivo è quello di evitare soluzioni di continuità rispetto all'esercizio di attività soggette a riserva di legge in ambito nazionale, nel rispetto delle discipline Ue di armonizzazione. Quindi questo provvedimento non include disposizioni su aspetti sui rapporti bilaterali fra intermediari e clienti. La data di emanazione del provvedimento dipenderà dai prossimi sviluppi su Brexit. Sarà comunque adottato in tempo utile per dare un quadro normativo certo dove operare, "anche in caso di recesso senza accordo".

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