Manovra, Boeri: "Pressioni per modificare le nostre valutazioni, ma non cediamo"

Economia

Il presidente dell'Inps difende l'autonomia del proprio istituto e chiede che le decisioni su quota 100 "siano improntate alla massima trasparenza" e che si chiarisca in fretta sulle finestre pensionistiche

Mentre la trattativa tra governo italiano e Unione Europea sulla manovra prosegue “a oltranza” a Bruxelles, in Italia il presidente dell’Inps Tito Boeri difende l’autonomia del proprio istituto e parla di “pressioni sempre forti per modificare le valutazioni rendendo le previsioni sui costi di certe norme compatibili coi vincoli di bilancio”. Per cui, continua Boeri “a queste pressioni non dobbiamo cedere come non abbiamo ceduto di un millimetro negli ultimi mesi di fronte ad attacchi anche molto diretti e pesanti". Per il presidente dell’Inps, quindi, “l'autonomia del nostro centro studi va tutelata. Non può certo essere un ambito soggetto allo spoils system".

"Su pensioni non sappiamo ancora nulla, situazione paradossale"

Boeri poi parla delle tempistiche della legge di bilancio, in standby al Senato e in attesa di un secondo passaggio alla Camera, e definisce la situazione “paradossale”: “Non sappiamo ancora nulla su cosa accadrà alle pensioni degli italiani e cosa ne sarà del reddito di cittadinanza nel 2019”, afferma Boeri, “a pochi giorni dalla data ultima per l'approvazione della manovra senza finire in esercizio provvisorio” e “dopo mesi in cui sono state annunciate - e confermate a parole - riforme estremamente ambiziose del nostro stato sociale ".

"Decisioni siano improntate a massima trasparenza"

Il presidente dell’Inps si augura “che si giunga finalmente a delle decisioni e che queste siano improntate alla massima trasparenza dato che avremo poco tempo per spiegare il tutto ai potenziali beneficiari”. Su quota 100, su cui Conte da Bruxelles ribadisce che non ci sarà nessun arretramento, secondo Boeri “parlare di requisiti pensionistici con 38 anni di contributi e 62 di età e poi imporre finestre semestrali” significa in realtà “avere una ‘quota 101’ perché ci saranno 6 mesi in più di età e sei mesi in più di contributi. Finestre di nove mesi implicano di fatto arrivare quasi a ‘quota 102’”, sottolinea il presidente dell’Inps.

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