Ocse: ridurre l'età pensionabile aumenterà le disuguaglianze, Italia rischio per l'Europa

I titoli di SkyTg24 delle 17 del 21 novembre

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Il rapporto Economic Outlook 2018 indica che la ripresa italiana "ha perso slancio" e stima per il 2019 una crescita del Pil dello 0,9%, dato che rimarrà invariato anche nel 2020. Dal reddito di cittadinanza ci saranno "pochi benefici sulla crescita"

Nel giorno in cui l’Istat rivede al ribasso le stime di crescita del Pil italiano, l’Ocse denuncia il fatto che la ripresa italiana "ha perso slancio". In Europa "ci sono rischi" e uno di questi "è l'Italia", ha detto la capoeconomista dell'Ocse, Laurence Boone. Boone ha evocato, tra l'altro, "l'innalzamento dello spread", una situazione che converrebbe scongiurare, anche se l'Ocse ritiene che il rischio di contagio agli altri Paesi "sia limitato".

Riduzione dell'età pensionistica aggraverà le disuguaglianze

Nel rapporto Economic Outlook 2018 presentato oggi a Parigi, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico stima una crescita del Pil dello 0,9% nel 2019: un dato che resterà invariato nel 2020. "Considerata la bassa crescita, il rialzo dei costi per interessi e un più elevato deficit, il livello del debito cesserà di calare e resterà a circa il 130% del Pil", scrivono gli osservatori nella sezione sull'Italia, in cui è previsto un debito al 129,9% sia nel 2019 sia nel 2020. "La politica fiscale - spiega il rapporto - sarà espansiva nel 2019 ampliando il deficit al 2,5% del Pil e al 2,8% nel 2020. Il debito pubblico, che è sceso gradualmente rispetto al Pil, si stabilizzerà invece a un livello elevato". Mentre la riduzione dell'età pensionistica "aggraverà le diseguaglianze tra generazioni aumentando il già alto livello di spesa previdenziale" e "ridurrà la crescita di lungo termine riducendo la popolazione in età lavorativa" (I PILASTRI DELLA MANOVRA).

Si ridurranno i consumi privati

Nel 2019 "i consumi privati - si legge nel rapporto Ocse - si ridurranno, dal momento che la minor crescita dell'occupazione e il rialzo dell'inflazione ridurrebbero i guadagni in termini di reddito disponibile e controbilancerebbero gli effetti positivi delle politiche espansive". Secondo l'Ocse, inoltre, "gli investimenti delle imprese rallenteranno dal momento che si indebolisce la domanda interna e quella estera. Agli attuali livelli di debolezza della domanda il surplus delle partite correnti resterà attorno al 2,5% del Pil".

"Da reddito cittadinanza scarsi benefici sulla crescita"

Per quanto riguarda la manovra italiana, che "ha giustamente l'obiettivo di aiutare i poveri, data la sua composizione, i benefici sulla crescita saranno probabilmente modesti, soprattutto nel medio termine", afferma l'Ocse. Il reddito di cittadinanza attualmente promosso dal governo, si spiega, "rafforza notevolmente i programmi anti-povertà, ma per essere efficace e contenere i costi, il governo deve accelerare le riforme volte a migliorare i programmi di ricerca del lavoro e la formazione, nonché politiche di inclusione sociale". In ogni caso, secondo l'Ocse, "basarsi sul lavoro già fatto da numerosi comuni nel quadro del nuovo piano sul reddito di inclusione entrato in vigore a inizio 2018 darebbe risultati migliori e più rapidi". In Italia "servono una politica di bilancio prudente e riforme strutturali per rilanciare la crescita e far fronte alle profonde divisioni sociali e regionali", commentano gli osservatori.

I dati sulla crescita globale

"L'espansione globale ha raggiunto un picco. La crescita del Pil mondiale dovrebbe gradualmente calare dal 3,7% nel 2018 al 3,5% circa nel 2019 e nel 2020". Queste le previsioni sulla crescita complessiva: si stima anche che "la crescita nell'area dell'euro dovrebbe ridursi lentamente da circa il 2% nel 2018 a poco più dell'1,5%% entro il 2020". Le politiche macroeconomiche, commenta l'Ocse, diventeranno meno accomodanti nel tempo, mentre gli effetti delle tensioni commerciali, condizioni finanziarie più rigide e prezzi del petrolio più elevati sono destinati a continuare. Secondo l'Ocse, si pongono "sfide considerevoli" per i politici. In particolare una "necessità immediata" è quella di "ridurre l'incertezza legata alle politiche fermando la tendenza verso il protezionismo e rafforzando il commercio internazionale basato su regole globali attraverso il dialogo multilaterale". Quanto all'area euro, "una politica monetaria accomodante, una politica fiscale moderatamente espansiva nel 2019, una solida crescita dell'occupazione e condizioni di finanziamento favorevoli forniscono sostegno alla domanda interna, ma venti contrari arrivano dalla domanda estera più debole e dalla maggiore incertezza delle politiche".

Data ultima modifica 21 novembre 2018 ore 12:08

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