Legge bilancio 2019: prima intesa su fisco, 1 miliardo per super-Ires

Economia
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Filtrano i primi dettagli dell'intesa sul provvedimento: dal prossimo anno dovrebbe essere prevista una platea più ampia per il regime forfettario e, per le grandi imprese, un consistente risparmio sulle tasse  

Prende forma uno dei pilastri della manovra, il pacchetto fiscale per aziende e autonomi messo a punto dalla Lega che ha ricevuto un sostanziale via libera politico, oltre che il placet del ministro dell'Economia Giovanni Tria. Dal prossimo anno arriverà quindi una platea più ampia per il regime forfettario, che consentirà a piccoli e autonomi di essere esonerati dall'obbligo di fatturazione elettronica. Per le grandi imprese arriva invece la super-Ires che vale, secondo le prime stime, "quasi un miliardo di risparmi" sulle tasse per le aziende, come ha sottolineato il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci che sta seguendo il dossier in prima battuta insieme al collega Massimo Garavaglia. Ecco in sintesi le principali misure del pacchetto fisco.

Flat Tax per 1,5 milioni di Pmi  

Il forfait esiste già ed è al 15% per i professionisti con ricavi fino a 30mila euro e per le altre categorie con ricavi fino a 50mila euro. La platea, a oggi circa 935mila soggetti, salirà a 1,5 milioni di autonomi, Snc, Sas e Srl che potranno optare per il regime di trasparenza con ricavi fino a 65mila euro. Dai 65mila ai 100mila euro si pagherà un 5% addizionale. Per startup e attività avviate da giovani under 35 resterà lo sconto al 5%. Il costo della misura è di circa 1,5-1,7 miliardi. Commercianti che emettono lo scontrino, artigiani che lavorano con i privati e tutti coloro che decideranno di aderire al nuovo regime, che rimane comunque opzionale, saranno esonerati dall'obbligo di fatturazione elettronica che scatta dal 1 gennaio. Obbligo che resta per le medie e le grandi imprese che sono soggette all'Ires.

Super-Ires per chi investe in azienda

Per le grandi aziende arriverà un taglio, strutturale, di 9 punti dell'Ires, con l'aliquota ordinaria del 24% che scende al 15% sugli utili reinvestiti in azienda per ricerca e sviluppo, macchinari e assunzioni stabili. Il costo, e il conseguente risparmio per le imprese, è di poco meno di un miliardo e potrebbe essere coperto assorbendo gli attuali ammortamenti di Industria 4.0 o l'Ace.

Cedolare sui negozi per far rinascere i centri storici

Per i nuovi contratti di affitto degli immobili commerciali (C1 e loro pertinenze) si potrà optare per la tassa fissa sugli affitti al 21%, sulla falsariga di quanto già accade per gli affitti delle abitazioni. Introdotta solo per i nuovi contratti sarà "a costo zero", mentre estenderla anche a quelli in essere avrebbe avuto un costo di circa 900 milioni.

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