Cina, stop all'import di gorgonzola e taleggio

Quattro forme di gorgonzola (Getty Images)
3' di lettura

Lo ha detto un dirigente del ministero del Commercio di Pechino secondo cui si tratterebbe solo di una sospensione temporanea valida fino alla ridefinizione di nuovi standard di importazione. Coldiretti: "Misura ingiustificata"

Stop cinese ai formaggi con muffe provenienti dall'Europa, tra cui l'italiano gorgonzola. Lo ha annunciato Wu Jing-chun, vice direttore del Dipartimento per i Rapporti con l'Unione Europea del ministero del Commercio di Pechino, nel corso di un incontro con i giornalisti all'ambasciata italiana di Pechino.

"Non è un problema politico"

Il dirigente è intervenuto a margine della presentazione del prossimo Congresso Mondiale di Slow Food, che si terrà a Chengdu, nel sud-ovest della Cina, tra il 29 settembre e il 1° ottobre prossimo. Nel suo intervento, il dirigente asiatico ha comunicato la sospensione delle importazioni dei formaggi italiani con muffe, come gorgonzola e taleggio, e di quelli francesi come camembert e roquefort. "Non c'è un problema politico", ha detto Jing-chun, ma di regolamenti interni alle procedure dell'import nella Repubblica Popolare. Si tratterebbe di un caso che, secondo Wu, non prevederebbe soluzioni rapide e che richiede una ridefinizione dei parametri del 2010, molto bassi sulle muffe.

Atteso intervento dell'Ue

Si attende quanto prima anche l'intervento dell'Unione Europea visto che la lettura restrittiva dei regolamenti rischia di colpire non solo Italia e Francia, ma anche Gran Bretagna, Danimarca e Olanda. Quello che per ora pare certo è che la stesura dei nuovi regolamenti richiederà diverso tempo. "Il nostro ministero – ha detto Jing-chun - non si occupa direttamente della importazione dei formaggi. Se ne occupa l'Aqsiq (Amministrazione su ispezioni e quarantena, ndr). Ci sono procedure interne – ha aggiunto Wu, in quello che è stato il primo commento cinese sulla vicenda dalla denuncia degli agricoltori italiani -. Ai cinesi piacciono i cibi italiani. Non c'è problema sui formaggi. Questo è soltanto un problema di procedura interna, non di politica. Il mercato cinese dà il benvenuto ai prodotti italiani".

Relazioni commerciali in crescita

Per ribadire che non si tratta di un problema politico, Jing-chun ha ricordato ai cronisti presenti di essere andato di recente a Roma con la Commissione mista per la promozione commerciale, il cui compito è quello di sviluppare le relazioni economiche bilaterali e alla quale partecipano Mise e ministero del Commercio. Nel suo intervento, Jingchun ha inoltre sottolineato che le relazioni commerciali tra Italia e Cina sono in continua crescita e che l'interscambio dei prodotti è salito del 20% nei primi sette mesi dell'anno, raggiungendo quota 27 miliardi di dollari. "L'Italia – ha concluso Wu - ha effettuato quest'anno investimenti in Cina per 7 miliardi di dollari finora e la Cina ne ha fatti per 11 miliardi, confermando l'Italia tra i Paesi di maggior attrazione degli investimenti cinesi".

Coldiretti: "Stop ingiustificato"

Sulla questione dello stop cinese ai formaggi erborinati si è espressa anche la Coldiretti che ha ricordato come siano "circa 15 mila i chili di gorgonzola consumati nel 2016 dai cittadini della Cina". In una nota diffusa subito dopo le dichiarazioni di Jing-chun, l'associazione ha definito ingiustificato lo stop di Pechino ai prodotti caseari italiani. "Sono numerose le misure di carattere fitosanitario che impediscono ai prodotti Made in Italy di raggiungere il gigante cinese con il quale - sottolinea la Coldiretti - sono in corso numerose trattative, dalle mele alle pere, dalla farina di frumento al riso da risotto".

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