Processo nomine, assolta Virginia Raggi: la giornata della sindaca. FOTO

Il giudice: "Il fatto non costituisce reato" La sindaca, imputata per falso in relazione alla nomina di Renato Marra (fratello di Raffaele) a capo della direzione turismo del Campidoglio, ha detto: "Avanti a testa alta". L'ASSOLUZIONE
  • La sindaca di Roma Virginia Raggi è stata assolta nell'ambito del processo sulla nomina di Renato Marra alla direzione del dipartimento Turismo del Campidoglio. "Spazzati via due anni di fango, ora al lavoro con maggiore determinazione", ha dichiarato la prima cittadina, che si è presentata in udienza in trench beige, accompagnata dal marito Andrea Severini - Assolta Virginia Raggi
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    La sindaca aveva lasciato la sua abitazione stamattina per raggiungere il tribunale - Inchiesta sulle nomine, assolta la sindaca di Roma Virginia Raggi
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    Al centro del processo la nomina di Renato Marra al dipartimento Turismo del Comune - Virginia Raggi sindaca di Roma: la fotostoria
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    Raggi, in trench chiaro e con un paio di occhiali scuri, è apparsa sorridente prima della sentenza, nonostante la tensione - Le tappe del processo Raggi
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    La Procura di Roma aveva chiesto una condanna a 10 mesi per falso per la sindaca, che invece è stata assolta perché "il fatto non costituisce reato" - La Procura chiede una condanna a 10 mesi per falso
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    Per la Procura Virginia Raggi "mentì alla responsabile dell'Anticorruzione del Comune" per evitare un'inchiesta penale che l'avrebbe costretta a lasciare "in base al codice etico del M5s in vigore nel 2016" - Cosa prevede il codice etico del M5s
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    Ma ieri Virginia Raggi aveva replicato: "Il codice etico del 2016 relativamente agli indagati non è stato mai applicato" - I momenti chiave di Virginia Raggi da sindaca di Roma
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    Dopo la lettura della sentenza di assoluzione, la prima cittadina ha stretto la mano al pm Francesco Dall'Olio e al giudice Roberto Ranazzi - Raggi: "Ora avanti a testa alta"
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    La sindaca è uscita dall'Aula insieme al marito Andrea Severini. “Avanti a testa alta”, ha scritto su Twitter e su Facebook. "Vorrei liberarmi in un solo momento del fango che hanno prodotto per screditarmi, delle accuse ingiuriose, dei sorrisetti falsi che mi hanno rivolto, delle allusioni, delle volgarità, degli attacchi personali che hanno colpito anche la mia famiglia. Vorrei, soprattutto, che questo fosse un riscatto per tutti i romani, di qualsiasi appartenenza politica" - Di Maio: "Sempre con te, giornalisti sciacalli"
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    Ressa di cameramen e giornalisti anche con qualche spintone, fuori dal tribunale di Roma, dove la sindaca ha rilasciato poche brevi dichiarazioni: "Questa sentenza spazza via due anni di fango politico. Vado avanti a testa alta per Roma, la mia amata città" - Raggi: "Avanti a testa alta"
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    La sindaca ha poi negato con un tweet di aver pianto in aula dopo la lettura della sentenza: "Mi state sommergendo di messaggi di affetto: Grazie! Andiamo avanti #ATestaAlta. Dicono che in Tribunale sarei 'scoppiata in un pianto liberatorio'. Non è vero. Ad un sindaco uomo non lo avrebbero mai detto...", scrive - Assolta la sindaca di Roma
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