
Dalle murrine alla musica da corno: i patrimoni immateriali Unesco in Italia. FOTO
Le famose perle di vetro veneziane e l'arte musicale legata allo strumento nato per la caccia prendono il loro posto nella lista dei beni immateriali Unesco: ecco un elenco dei più importanti del nostro Paese. LA FOTOGALLERY

L'Unesco aggiorna la sua lista dei beni immateriali Patrimonio dell'Umanità e ancora una volta include le ricchezze della cultura italiana. Entrano tra questi tesori anche le murrine e la musica da corno (foto: Pixabay)

"Un nuovo primato che conferma la ricchezza del patrimonio culturale nazionale diffuso e che valorizza l'impegno delle comunità nella valorizzazione di quell'insieme di saperi e tradizioni che le contraddistingue", commenta il ministro della cultura Franceschini, contando un totale di 69 riconoscimenti Unesco portati a casa dall'Italia (foto: Pixabay)

L'Italia può vantare ora 55 siti riconosciuti dall'Unesco, ai quali si aggiungono 14 arti riconosciute nell'elenco della cultura immateriale, "un ricchissimo patrimonio di culture, saperi, competenze" come li ha definiti la sottosegretaria Mibact Anna Laura Orrico
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L'arte musicale dei suonatori di corno da caccia è stata candidata dopo un lungo lavoro, iniziato nel 2014. È un bene comune a Italia (rappresentata in questo caso dal Piemonte), Francia, Belgio e Lussemburgo. Protagonista del dossier italiano, la comunità dei suonatori dell'Equipaggio della Regia Venaria, fondata nel 1996 dall'Accademia di Sant'Uberto-Onlus: sono stati loro a seguire l'iter della candidatura (foto: Pixabay)
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Anche il riconoscimento alle murrine è frutto di una candidatura internazionale depositata da Italia e Francia. A perorare la causa è stata la Comunità dei perlai veneziani rappresentati dal Comitato per la Salvaguardia dell'Arte delle perle di Vetro Veneziane e per la parte francese dalla Comunità dei perlai francesi, rappresentati dall'Association des Perliers d'art de France
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Le murrine sono perle di vetro realizzate con complesse tecniche. La loro realizzazione è un'arte che, nel corso dei secoli, ha sviluppato un suo linguaggio particolare, che chi fa questo mestiere padroneggia e tramanda. In Italia, la produzione delle perle di vetro colorate si concentra a Murano, Burano e Torcello. In Francia è concentrata nella parte continentale del Paese, dall'Ile de France all'Auvergne , la Nouvelle Aquitaine e Occitanie

Con l'aggiunta delle murrine e della musica da corno, gli elementi italiani iscritti nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale sono 14. Nel 2008 aveva fatto il suo ingresso l'opera dei Pupi siciliani

Nello stesso anno è stato incluso anche il Canto a tenore sardo. Sviluppato nell’ambito della cultura pastorale della Sardegna, è una forma di canto polifonico eseguito da un gruppo di quattro uomini usando quattro diverse voci chiamate bassu, contra,boche e mesu boche (foto: Wikipedia)

Nel 2012 entra nella lista il saper fare liutario di Cremona. Gli artigiani frequentano una scuola specializzata, basata su uno stretto rapporto insegnante-studente, prima di fare apprendistato in una bottega, dove continuano a perfezionare la tecnica

Il 16 novembre 2010 a Nairobi in Kenya, il Comitato Intergovernativo della Convenzione Unesco sul Patrimonio Culturale Immateriale ha approvato l’iscrizione della Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale. Con questa definizione si riconoscono le pratiche tradizionali, le conoscenze e le abilità che sono passate di generazione in generazione in molti paesi mediterranei fornendo alle comunità un senso di appartenenza e di continuità

Nel 2013 sono entrate nell'elenco le Feste delle grandi macchine a spalla. Sono comprese la La Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda dei Candelieri di Sassari, il trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo (nella foto)

Nel 2014 è stato definito patrimonio immateriale dell'umanità anche l'arte dell'allevamento della vite ad alberello di Pantelleria (foto: Wikipedia)
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Nel 2016 nella lista è entrata anche la falconeria, come elemento transnazionale comprendente oltre all'Italia anche Emirati Arabi, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Kazakhistan, Repubblica di Corea, Mongolia, Marocco, Pakistan, Portogallo, Qatar Arabia saudita, Spagna, Repubblica Araba Siriana

Nel 2017 l'Unesco sancisce l'ingresso tra i beni immateriali anche dell'arte del pizzaiuolo napoletano

L'anno successivo tocca all'arte dei muretti a secco, elemento transnazionale che comprende oltre all'Italia, anche Croazia, Cipro, Francia, Slovenia, Spagna e Svizzera (nella foto, i muretti della Val di Cembra, Trentino/Stefania Leo)

Nel 2019 è stato nominato bene immateriale patrimonio dell'umanità Unesco la Perdonanza Celestiniana. Tradizione che giunge ai giorni nostri dal Medioevo, comprende riti e celebrazioni che si tramandano ininterrottamente dal 1294. Fu ispirata da Papa Celestino V e dalla sua bolla pontificia del 1924: chiunque, confessato e pentito, si fosse recato nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio tra i vespri del 28 agosto e i vespri del 29 agosto di ogni anno, attraversando la porta santa appositamente aperta, avrebbe ottenuto l'indulgenza

Nello stesso anno anche l'alpinismo è diventato bene immateriale patrimonio dell'umanità Unesco, comprendente Italia, Francia e Svizzera
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Nel 2019 anche la transumanza è entrata nella lista, come elemento transnazionale che comprende Austria, Italia e Grecia