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Un anno senza Fabrizio Frizzi, una vita in tv tra garbo, intelligenza e ironia

6' di lettura

Il volto storico della televisione italiana è morto nella notte tra il 25 e il 26 marzo del 2018. Oltre ad aver condotto programmi di successo come “Scommettiamo che?”, molti lo ricordano per la sua umanità fuori e dentro lo schermo

Dai suoi esordi, negli anni ’80, Fabrizio Frizzi è entrato nelle case degli italiani “in punta di piedi”, come diceva lui stesso, e ci è rimasto per oltre 35 anni. Nella notte tra il 25 e il 26 marzo dello scorso anno il volto storico della televisione è morto a Roma, a 60 anni, a causa di un’emorragia cerebrale. La sua scomparsa ha sconvolto un Paese intero: Frizzi, per molti, è stato come un familiare, una presenza rassicurante, gentile, bonaria, seppur chiusa in uno schermo. La sua carriera è iniziata, giovanissimo, nelle radio, per poi passare alla conduzione di programmi televisivi di successo come “Scommettiamo che…?”, “Miss Italia”, “Per tutta la vita”, senza mai allontanarsi anche dall’impegno sociale (FOTO). Per anni ha condotto numerose maratone Telethon, per raccogliere fondi per la ricerca medico scientifica, e per lo stesso motivo ha presentato varie “Partite del cuore”, oltre a essere stato testimonial dell’Ail, l’associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma e di diverse altre onlus.

Gli esordi

Nato nella Capitale il 5 febbraio 1958, Fabrizio Frizzi si è diplomato al liceo classico per poi tentare la carriera universitaria, iscrivendosi a giurisprudenza. La strada degli studi però si è interrotta presto. Dopo quattro esami, ha deciso di lasciare la facoltà. A meno di venti anni ha iniziato a lavorare nelle radio e nelle televisioni private fino all’approdo in Rai nel 1980. Per la radiotelevisione italiana, inizialmente, ha condotto i programmi per ragazzi “Il barattolo” e “Tandem” che lo hanno fatto amare dal pubblico per quell’aria da ragazzo un po’ goffo ma simpatico che ispirava fiducia. Nel 1988, invece, Fabrizio è approdato al timone di "Europa Europa”, un format curioso sulla cultura europea, che andava in onda in prima serata il sabato sera. È questo programma ad aprire le porte del successo al conduttore televisivo che da qui in poi diventerà uno dei volti principali della televisione pubblica.

La carriera

Sempre nel 1988, Frizzi ha presentato per la prima volta “Miss Italia”, esperienza che gli ha dato una larghissima popolarità e che ha ripetuto per altri 15 anni consecutivi, fino al 2002, per poi tornare alla guida dello show anche nel 2011 e nel 2012. Ma il successo definitivo è arrivato con altri due programmi di Michele Guardì, già ideatore di “Europa europa”, che hanno visto Fabrizio alla conduzione prima de “I fatti vostri” e poi del celebre “Scommettiamo che…?”. Da quel momento in poi, il presentatore tv è uscito virtualmente dallo schermo per entrare nel cuore degli spettatori che ne hanno apprezzato, per tutta la vita, l’ironia, l’educazione e l’intelligenza mostrati in vari altri show come “Domenica In”, “Luna Park”, “Piazza Grande” e i più recenti “I soliti ignoti” e “L’eredità”.

I legami affettivi di Fabrizio

Grazie al programma “Tandem”, che fu affiancato alla trasmissione “Pane e marmellata”, tra il 1985 e il 1986 Fabrizio Frizzi ha conosciuto Rita dalla Chiesa che ha sposato nel 1992. Il matrimonio tra i due conduttori è terminato ufficialmente con il divorzio nel 2002. Nonostante la fine del legame sentimentale, Rita e Fabrizio sono rimasti comunque in ottimi rapporti, lavorando insieme in vari altri programmi anche dopo la separazione. Proprio l’anno del divorzio, mentre era alla conduzione di “Miss Italia”, il presentarore ha conosciuto poi quella che diventerà la sua seconda moglie e l’amore della sua vita: Carlotta Mantovan. La coppia si sposerà, dopo 12 anni e la nascita della figlia Stella, nel 2014.

La solidarietà

Ma di Fabrizio Frizzi, oltre al volto gentile e alla professionalità, si ricorda anche la generosità d’animo e l’umanità, mostrate in più occasioni, sia dentro che fuori lo schermo tv. In televisione, per moltissimi anni, ha condotto la maratona Telethon per sostenere la ricerca sulle malattie genetiche rare. Ha presentato varie edizioni de “La partita del cuore”, evento sportivo di beneficenza che vede sfidarsi la Nazionale cantanti con quella di altri personaggi del mondo del cinema, dello sport e della tv. Ha prestato la voce al cortometraggio “La mosca”, realizzato da Uild, unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare ed è stato il volto dell’Ail per raccogliere fondi per la ricerca contro i tumori. Per dieci anni è poi stato sostenitore di “Save the Children” e della Giornata nazionale Unitalsi, l’unione nazionale trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali. Nel 2015, per l’impegno e le varie attività di solidarietà, Frizzi è stato nominato Commendatore dall’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nel 2000 ha invece donato il suo midollo osseo a una bambina veronese affetta da leucemia, Valeria, salvandole la vita.

Teatro, doppiaggio e alcune curiosità

Oltre alla lunghissima esperienza televisiva, Fabrizio Frizzi ha lavorato anche a teatro e al cinema come attore e doppiatore. Giovanissimo inscenò due commedie teatrali di Dario Fo, per poi tornare sul palco nel 1999 insieme ad Andrea Bocelli per una versione de “La vedova allegra”, andata in scena all’Arena di Verona. Nel 1995 è stato invece la voce italiana di “Woody”, nel primo film della Pixar: “Toy Story”. Ma fu anche doppiatore in “Cars” e in un episodio dei “Simpson”. Nel numero 2778 del febbraio 2009, il fumetto “Topolino” lo ha omaggiato con la storia “I Bassotti e gli insoliti ignoti”, dove i fratelli ladri partecipavano al quiz “Soliti ignoti-identità nascoste” condotto, appunto, da Paprizio Sfrizzi.

La morte in ospedale

L’annuncio della morte di Fabrizio Frizzi era stato dato dalla moglie, dal fratello Fabio e dai famigliari del conduttore con una frase piena d’affetto: “Grazie Fabrizio per tutto l'amore che ci hai donato”. Il presentatore si è spento nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2018 all'ospedale Sant'Andrea di Roma, in seguito a una emorragia cerebrale. Già il 23 ottobre 2017 Fabrizio Frizzi aveva avuto un malore, un’ischemia, mentre stava registrando una puntata del programma "L'Eredità". Venne ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma e fu dimesso alcuni giorni dopo. Parlando della malattia Frizzi disse: "Se guarirò racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando". 

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