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Fabrizio Frizzi, il ricordo di Valeria: "Mi donò il midollo osseo"

Valeria Favorito insieme a Fabrizio Frizzi (foto Ansa tratta da Facebook)
3' di lettura

Nel 2000 Valeria Favorito, malata di leucemia, ricevette una donazione anonima che le salvò la vita: era del popolare presentatore scomparso il 26 marzo. La ragazza scoprì qualche anno dopo l'identità del donatore: "Volevo che fosse il mio testimone di nozze", racconta

"Ero andata a Roma qualche giorno fa per portare di persona a Fabrizio Frizzi il mio invito di nozze, volevo che lui fosse il mio testimone. Mi disse: se le mie forze me lo consentiranno, oggi sto bene, domani non so". A parlare è Valeria Favorito, veronese di 30 anni, a cui Fabrizio Frizzi, il popolare presentatore televisivo scomparso il 26 marzo, donò in maniera anonima il midollo osseo nel 2000 mentre stava girando una fiction. L’operazione le salvò la vita. "Ho perso un fratello – ha raccontato Valeria - una persona a cui tenevo tantissimo. Dopo l'intervento - aggiunge - ci siamo visti un sacco di volte". La ragazza ha spiegato di aver saputo che era stato Frizzi il suo donatore perché glielo aveva sentito dire in televisione.

Il trapianto in tempi record

A eseguire il trapianto del midollo di Fabrizio Frizzi a Valeria Favorito, all’epoca solo una bimba, fu il dottor Fabio Benedetti, del reparto di trapianto del midollo ed ematologia del Policlinico di Verona. Valeria, malata di leucemia “era giunta da noi in pediatria - ricorda il dottore - ed era in condizioni gravissime”. Il donatore c'era, ma il trapianto veniva sempre rimandato perché Fabrizio Frizzi era troppo impegnato nella registrazione di una fiction. Da Roma non arrivavano risposte e così “mi sono impuntato e ho fatto di tutto per accelerare i tempi”, racconta Benedetti. “Frizzi, quando ha saputo del caso di Valeria, è stato grande: anziché seguire la prassi, rinunciando in parte anche alla privacy, si è preso solo 48 ore per procedere con la donazione anziché i consueti cinque giorni di ricovero tra prelievo e post intervento". Frizzi tornò subito a lavorare dopo aver donato e - prosegue il dottore – “caso unico nella nostra storia che conta centinaia e centinaia di trapianti, abbiamo fatto l'intervento di domenica”.

Per Frizzi, Valeria era "la sorellina"

Valeria ha scoperto, guardando la tv, che quel midollo che le aveva salvato la vita era di Fabrizio Frizzi. "Lo ha raggiunto a bordo campo del 'Bentegodi', lo stadio di Verona, durante una 'Partita del cuore' e lì si sono abbracciati tra le lacrime. Non si staccavano più l'uno dall'altra", ricorda Benedetti. "Frizzi - aggiunge - è tornato più volte a Verona. Un altro bel momento è stato per i 18 anni di Valeria. Tutti in un locale del centro a festeggiarla e c'era anche lui, quello che lei chiamava il suo fratello più grande, mentre per Frizzi lei era la sorellina".

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