Tajani: "Diffusi miei dati su dark web da hacker russi". Meloni: "Grande preoccupazione"
CronacaIl vicepremier : "La nostra posizione sull'Ucraina è la ragione per cui sono nel mirino". Dietro ci sarebbe il gruppo "Noname057(16)", che avrebbe chiesto ulteriori informazioni a pagamento sul vicepremier e sui suoi famigliari. Tra le persone coinvolte anche il Procuratore di Roma Francesco Lo Voi e il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli. Meloni: "Messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni va affrontata con massima determinazione"
Gli hacker filorussi di "Noname057(16)" hanno pubblicato sul darkweb dati e richiesto notizie, a pagamento, sul ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l'Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme", scrive su X il vicepremier, secondo cui c'è una "ragione politica" per cui è entrato nel mirino degli hacker: la posizione del governo italiano sull'Ucraina. La premier Giorgia Meloni: "La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione", scrive in una nota, dove cita anche la "preoccupante circolazione di immagini false, diffuse anche da esponenti dell’opposizione", perché "la libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione". Nelle ultime ore ha fatto polemica il post del presidente del Pd Bonaccini - poi rimosso - con una foto di Tajani con il cappello rosso Maga.
Tajani: "Hacker pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari"
A dare la notizia per primo della diffusione dei dati di Tajani sul darkweb è stato Il Fatto Quotidiano, secondo cui sarebbero stati diffusi i dati anche dei famigliari di Tajani, oltre che sul Procuratore di Roma Francesco Lo Voi e sul capo della Polizia postale Ivano Gabrielli. I loro profili sono corredati da schede dettagliate con curriculum, dati pubblici, numeri di telefono privati, email e indirizzi civici delle abitazioni. Il responsabile della Farnesina sottolinea come di fatto queste richieste sul dark web lo espongano a nuove minacce e intimidazioni: "Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari". Per Tajani chi cerca informazioni si muove "anche in reazione alle attività che da mesi abbiamo messo in piedi per difendere la sicurezza informatica" del ministero degli Esteri. Dallo scorso 1° gennaio, ricorda, alla Farnesina è stata infatti creata una direzione cyber “per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili”.
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La "taglia" dei NoName
Dal 26 ottobre scorso i NoName - che sono considerati legati al Gru (il servizio segreto militare di Mosca) - hanno inserito una "taglia" sui dati sensibili di 18 persone, ritenute nemiche della Federazione Russa. Nel gruppo italiano, oltre a Tajani, Lo Voi e Gabrielli, c'è anche Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano (Pordenone), sede di una base militare aerea americana. Tra le personalità di spicco all'estero sono presenti Michael Schmid, presidente di Eurojust, Benjamin Krause, magistrato della Procura di Francoforte, Holger Münch, a capo della polizia criminale tedesca e Michael Alexander Martens, giornalista d'inchiesta ricercato da Mosca.