Il docente è stato colpito con calci e pugni questa mattina all’istituto Carlo Grassi: è stato portato al Giovanni Bosco di Torino. Lo studente, un minore che frequenta il secondo anno delle superiori, è stato portato in caserma
Insegnante aggredito a scuola a Torino. Questa mattina, all’istituto Carlo Grassi del capoluogo piemontese, un docente è stato colpito con calci e pugni da uno studente minorenne che gli avrebbe anche scagliato contro una sedia. Il professore è stato trasportato in codice verde all'ospedale Giovanni Bosco.
Studente in caserma
L’episodio di violenza è avvenuto all’interno dell’istituto durante le ore scolastiche mattutine. A dare l'allarme è stato un collega del docente aggredito che ha chiamato il 112: sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale sanitario del 118. Le motivazioni dell’aggressione non sono ancora chiare: lo studente, che frequenta il secondo anno delle superiori, è stato accompagnato in caserma per gli accertamenti e per ricostruire la dinamica della violenza.
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Il racconto del prof
L'aggressione, secondo la ricostruzione del professore, è avvenuta mentre rifletteva su quale voto dare al ragazzo. "Ha unito le due mani e mi ha tirato un pugno, cioè con le due braccia unite". Il colpo lo ha fatto cadere a terra. "Io non l'ho neanche visto arrivare perché stavo scrivendo - racconta - e quel colpo mi ha scaraventato a terra. Mi sono messo la mano sul naso perché vedevo che gocciolava del sangue, e lui, mentre ero in terra, mi ha tirato una sedia in testa". A interrompere l'aggressione è stato un collega, che ha allontanato lo studente. "Poi - prosegue Vadalà - c'è tutta la classe che era lì a fianco a me, ha visto tutto, si sono spaventati più di me, perché poi quando è intervenuto il mio collega e l'ha allontanato, mi sono alzato, mi ha portato dei fazzoletti, mi sono pulito dal sangue". Il professore, soccorso e trasportato all'ospedale Giovanni Bosco, racconta di non essere particolarmente scosso, quanto piuttosto dispiaciuto per l'accaduto. "Non sono scosso, più che altro dispiaciuto, anche perché a scuola vado d'accordo praticamente con tutti, potete anche chiedere, cioè gli studenti, anche quelli che non sono della mia classe, mi conoscono, non so cosa dire". Soltanto dopo gli accertamenti sanitari ha appreso di avere riportato una frattura al naso. "Mi hanno dato 30 giorni di prognosi". Alla domanda se si aspetti delle scuse dai genitori del ragazzo, il docente risponde di essere soprattutto preoccupato per lo studente. "Più che le scuse a me dispiace per l'accaduto, perché evidentemente qualcosa non va, qualcosa non funziona, io più che le scuse mi auguro che venga fatto qualcosa per il ragazzo, per fargli capire che ha sbagliato e che non ci si comporta in questo modo". "Io - conclude l'insegnante - sono tranquillo, il mio dovere l'ho fatto, sono nel giusto, spero che i genitori vadano a fondo e vedano un pochettino come possano aiutarlo".