Sciopero scuola e blocco autotrasportatori: scontri a Torino, arrestati tre minori

©Ansa

Giornata ad alta tensione e a rischio paralisi per l'Italia, alle prese con l'ondata di scioperi proclamati dagli studenti per protestare contro il carovita, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture scolastiche. Piazze gremite da Napoli e Torino, dove ieri si sono registrati i primi scontri con le forze dell'ordine. Cassonetti in fiamme a Verona. Al Sud, invece, si incendia la protesti degli autotrasportatori per il caro carburanti. Blocchi previsti in Puglia, Campania e Calabria e Sicilia

in evidenza

Studenti in piazza per un autunno che si annuncia di protesta nelle scuole dopo le tante occupazioni. A Torino, dove alcuni docenti hanno tentato di proteggere il corteo di studenti, la situazione più calda con lancio di sassi contro le forze dell'ordine che hanno risposto con gli idranti: arrestati tre minorenni. A Roma un gruppo di incappucciati ha lanciato bombe carta, momenti di tensione anche a Bologna dove molte scuole sono state chiuse per impedire eventuali occupazioni. 'Se non cambia sarà come a Francia', promettono i manifestanti dalla piattaforma ampia che va dal carovita e l'emergenza abitativa al decreto sul tetto agli stranieri. Domani scendono in piazza nuovamente anche gli studenti francesi: previste almeno 250 manifestazioni e ripristinate le granate stordenti bandite dopo le prime violente protesteGiornata ad alta tensione  e a rischio paralisi per l'talia, alle prese con l'ondata di scioperi proclamati dagli studenti per protestare contro il carovita, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture scolastiche. Piazze gremite da Napoli e Torino, dove ieri si sono registrati i primi scontri con le forze dell'ordine. Al Sud, invece, si incendia la protesti degli autotrasportaori per i caro carburanti. Blocchi previsti in Puglia, Campania e Calabria e Sicilia. In corso  anche i cortei di Fridays for Future in decine di città. Lo scopo della mobilitazione, in questo caso, è quello di lanciare un messaggio sull'emergenza climatica testimoniata dalle ondate di caldo estremo che quest'estate hanno causato oltre 30mila morti in Europa.

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Palermo, merci ferme in porto per sciopero autotrasportatori

La protesta degli autotrasportatori andrà avanti almeno fino al 20 ottobre, ma potrebbe anche proseguire ad oltranza, creando disagi al rifornimento dei supermercati, e a quelle merci deperibili come l'uva, già raccolta e caricata su molti camion nelle zone in cui la vendemmia è stata completata.

Sky TG24 Timeline, venerdì di scioperi e proteste

Oggi l'Italia è stata paralizzata da tre grandi mobilitazioni: gli studenti in piazza contro il governo con pesanti scontri a Torino, gli autotrasportatori del Sud in sciopero contro il caro carburanti che sta svuotando i supermercati, e i lavoratori dell'ex Ilva in rivolta a Taranto contro lo spegnimento degli impianti. Intanto un guasto tecnico alla rete dati di Enav ha messo in ginocchio lo spazio aereo italiano per diverse ore. Nel primo pomeriggio l’annuncio: ripristinata l’operatività al 100%. Con Virman Cusenza, giornalista, e Marco di Fonzo, responsabile della redazione politica di Sky TG24.

Sky TG24 Timeline, venerdì di scioperi e proteste

Sky TG24 Timeline, venerdì di scioperi e proteste

Vai al contenuto

Sciopero scuola, migliaia di studenti in corteo

Studenti in piazza in tutta Italia contro il governo. Cortei in decine di città per chiedere più fondi alla scuola pubblica, con tensioni a Roma e Torino dove sono stati arrestati tre studenti

Sciopero della scuola, cortei e manifestazioni degli studenti da Torino a Roma. FOTO

Si è tenuta oggi la sollevazione di docenti, dirigenti e personale ATA. Studenti e insegnanti protestano contro il carovita, la “scuola caserma”, ovvero il tetto agli studenti stranieri, e il degrado delle strutture scolastiche. Già ieri, durante le prime manifestazioni, tensioni in diverse città, da Milano a Napoli, fino a Torino. Oggi nel capoluogo piemontese lancio di sassi contro gli agenti

Sciopero scuola, manifestazioni degli studenti in tutta Italia. FOTO

Sciopero scuola, manifestazioni degli studenti in tutta Italia. FOTO

Vai al contenuto

Salvini al lavoro per anticipare a martedì 20 ottobre tavolo autotrasporto

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, è al lavoro per anticipare a martedì 20 ottobre la convocazione del tavolo con gli autotrasportatori presso la Prefettura di Milano. Lo riferiscono fonti dell'entourage del ministro. Costante il confronto con altri ministri competenti per accelerare la messa a disposizione dei 590 milioni di euro già stanziati a bilancio per il rinnovo del parco veicolare delle imprese, risorse che, a causa di ostacoli burocratici, non sono ancora arrivate al settore, spiegano. Al lavoro per individuare risorse aggiuntive per il fondo autotrasporto e per il Marebonus 2026, così da sostenere le aziende alle prese con l'aumento dei costi causato dalle guerre in corso e dalle tasse europee sulle emissioni (Ets), aggiungono le stesse fonti. Salvini è inoltre impegnato per rendere "immediatamente disponibili" le risorse economiche già stanziate per contrastare il caro gasolio e reperire ulteriori fondi per garantire la copertura degli interventi per tutto il 2026, oltre a ottenere un'estensione del credito d'imposta al 2027 e studiare ulteriori misure per ridurre l'impatto dei rincari sulle imprese del settore, concludono. 

Rixi: "Al lavoro con tutti i ministeri coinvolti per autotrasporto"

“Stiamo seguendo con attenzione le preoccupazioni dell’autotrasporto e lavorando con la Presidenza del Consiglio e i ministeri dell’Economia e delle Imprese per arrivare preparati all’incontro del 27 ottobre". Così in una nota il deputato e viceministro alle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. "L’obiettivo è approfondire le esigenze economiche di un settore particolarmente esposto al caro carburante e agli effetti dell’Ets marittimo, che incidono in modo significativo sui collegamenti con Sicilia e Sardegna", afferma. "Il confronto e il coordinamento tra le amministrazioni sono fondamentali per esaminare le criticità e individuare possibili percorsi condivisi, nella consapevolezza del ruolo strategico dell’autotrasporto per l’economia nazionale”, conclude.

Proteste vanno avanti in Basilicata, domani marcia trattori a Matera

Vanno avanti le mobilitazioni in Basilicata, nei settori dell'agricoltura e dell'autotrasporto. La Regione Basilicata ha comunicato questa mattina aiuti per un totale di 17 milioni di euro contro il caro-gasolio (10 per agricoltura e 7 per autotrasporto e logistica). L'annuncio non ferma le manifestazioni che sono soprattutto a carattere spontaneo. Domani i produttori di grano duro e altri agricoltori della Collina materana organizzano una marcia di trattori, da Montescaglioso a Matera, con punto di raccolta e partenza alle ore 8.00 nell'area di servizio Tre Confini. L'iniziativa è organizzata a tutela delle produzioni locali e nazionali e contro le importazioni di prodotto estero (olio, grano duro, ortaggi, frutta) perché gli arrivi massicci di materie prime di altri Paesi comportano prezzi minori alle produzioni locali.

 E' il caso dell'olivicoltura che sta attraversando una situazione molto delicata e della produzione di cereali, considerando che per il grano duro la quotazione del frumento nazionale si è attestata stabilmente sotto la quota di 300 euro a tonnellata (media di 280-285 euro secondo gli ultimi listini della Cun). I manifestanti protesteranno anche per i costi insostenibili. Prosegue, intanto, il presidio di autotrasportatori sulla strada statale 106 Jonica, tra Policoro e Scanzano Jonico, in provincia di Matera. Nel corso della giornata le adesioni sono aumentate ed è cresciuto il numero di automezzi che si sono fermati. Il transito è regolare per altri veicoli e per chi non aderisce, anche se con rallentamenti e qualche coda in alcuni orari di maggiore movimento di veicoli.

Protesta autotrasportatori, riaperta uscita Nocera-Pagani sulla A30

Sulla A30 Caserta-Salerno è stata riaperta l'uscita di Nocera-Pagani in entrambe le provenienze: lo svincolo era stato precedentemente chiuso a causa della manifestazione degli autotrasportatori in corrispondenza della stazione. Lo rende noto Autostrade per l'Italia. 

La protesta arriva in Toscana, 2.000 in strada a Firenze, a Pisa blitz alla Normale

Circa 2.000 studenti sono scesi in piazza a Firenze per protestare contro i tagli alla scuola e il limite al numero di alunni per classe. Il corteo, partito da piazza San Marco, ha raggiunto piazza del Carmine. Manifestazioni analoghe si sono svolte anche a Siena e in altre città toscane. A Pisa, invece, gli studenti hanno interrotto la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della Scuola Normale Superiore, occupando simbolicamente la celebre scalinata di Palazzo della Carovana, in piazza dei Cavalieri.

Meloni: "Cortei studenti? Chiedo all'opposizione di condannare violenze"

Quanto alle proteste degli studenti "sono sempre contenta quando c'è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell'ordine. Su questo dobbiamo essere chiari e d'accordo, lo dico perché sto guardando i commenti dei leader dell'opposizione sulle proteste, che non riescono a dire una parola di condanna sulle proteste. Chiedo a tutte le forze politiche italiane di fare un appello a che ci siano manifestazioni senza violenza". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni ai cronisti a Bruxelles, chiamando i partiti dell'opposizione a essere "chiari" su questo. 

Tre minorenni arrestati al corteo studentesco a Torino

Tre minorenni sono stati arrestati in flagranza per resistenza aggravata a pubblico ufficiale durante il corteo studentesco di questa mattina nel centro di Torino. Lo rende noto la Questura, precisando che oltre 50 manifestanti sono stati identificati, alcuni dei quali con il volto coperto. Le loro condotte saranno segnalate all'autorità giudiziaria. I tre arrestati sono stati anche denunciati per porto di oggetti atti a offendere: due avevano spray urticanti e uno delle pietre. 

Manifestazioni, Valditara: 'noi costruiamo, altri distruggono'

"Le manifestazioni studentesche organizzate oggi hanno registrato episodi di violenza, atti di vandalismo, insulti e minacce verso il Governo e le forze dell'ordine. Gesti inaccettabili per ogni sincero democratico e che nulla hanno a che vedere con la legittima espressione del dissenso. Quanto accaduto si accompagna a danneggiamenti, in alcuni casi vere e proprie devastazioni, di edifici scolastici compiuti in occasione di occupazioni. Tutto questo a fronte degli innegabili risultati ottenuti dal Governo, in costruttiva collaborazione con gli enti locali, nel risanamento e nel rinnovamento delle scuole, risultati che costituiscono la più grande opera di riqualificazione dell'edilizia scolastica della storia repubblicana, resa possibile non solo grazie ai fondi Pnrr ma anche a significative risorse nazionali e strutturali e alle incisive misure di semplificazione burocratica. Noi costruiamo, altri distruggono". Così il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. 

Fsp Polizia: 'cori contro armi e violenza ma poi volano bombe carta'

"Cortei in strada che urlano slogan contro le armi e la violenza a favore della scuola mentre, un minuto dopo, volano bombe carta e bottigliate contro gli agenti in servizio. Per non parlare dell'incursione criminale dentro una scuola elementare di Torino devastata da incappucciati armati di spranghe. Cosa può esserci di più ipocrita e ridicolo?". Così Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo le tensioni che si sono verificate in diverse città durante i cortei per la scuola. "Le brutte scene delle solite aggressioni nei vari cortei per manifestare a proposito del sistema scuola - osserva Mazzetti -  sono da condannare fermamente come frutto di consueti comportamenti irresponsabili e non di rado delinquenziali. Incredibilmente c'è ancora bisogno di ripeterlo: i poliziotti sono in strada per lavorare, per garantire un servizio; non sono in strada per essere il bersaglio della violenza aizzata da abili manovratori politici che strumentalizzano tutti pur di creare disordini, incidenti e ferire chi rappresenta lo Stato. Chi vuole manifestare e soprattutto essere ascoltato deve rispettare le regole, altrimenti non può essere preso in considerazione". 

Scuola, ministero: adesione nazionale sciopero ferma all'1,08%

L'adesione nazionale allo sciopero della scuola nell'intera giornata di oggi, 16 ottobre, e' ferma all'1,08%. Lo comunica il ministero dell'Istruzione e del Merito, in riferimento a dati provvisori aggiornati alle ore 16.00. 

Protesta camionisti per caro carburante, disagi sulla Salerno-Reggio Calabria

La protesta degli autotrasportatori sta toccando in queste ore anche la provincia di Salerno. Dopo le chiusure delle uscite di Nola, stamattina, e di Nocera-Pagani, oggi pomeriggio sull'autostrada A30, la mobilitazione è arrivata anche nella zona sud della provincia. Si segnalano disagi e rallentamenti anche ad Eboli, per la presenza di alcuni mezzi pesanti sulla viabilità interna. La corsia dell'A2 Salerno-Reggio Calabria tra Battipaglia e Campagna risulta da poco chiusa.

Scuola: il Consiglio comunale di Prato approva l’ordine del giorno contro il tetto del 30%

Il Consiglio comunale di Prato dice no al tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi prime. L’aula ha approvato oggi un ordine del giorno contro il decreto scuola del Governo Meloni. Il provvedimento introduce anche corsi di italiano obbligatori per alcuni genitori stranieri, con sanzioni per chi non li frequenta. L’atto, presentato da Partito Democratico, Biffoni Sindaco, Orgoglio per Prato Casa Riformista e Alleanza Verdi e Sinistra, impegna il Sindaco e la Giunta a portare la contrarietà della città al Ministero dell’Istruzione e del Merito e all’Anci. «Introdurre percentuali rigide significa avere una fotografia dell’Italia che non corrisponde alla realtà. E significa non conoscere città come Prato, dove convivono circa 120 etnie e da decenni sperimentiamo cosa vuol dire crescere e studiare insieme», dichiara Arjana Salimusaj, consigliera del Pd che ha presentato l’atto. «La cittadinanza non coincide con la conoscenza della lingua. Un bambino nato a Prato che parla perfettamente italiano finisce nel tetto solo perché non ha fatto due anni di asilo. Uno arrivato da piccolo che parla benissimo viene contingentato per il luogo di nascita. Un bambino con cittadinanza che ha davvero bisogno di aiuto linguistico, per il decreto non esiste. Dobbiamo valutare le competenze effettive, non usare la cittadinanza come criterio sostitutivo».

Scuola: 19 studenti denunciati per incendio di cassonetti e altri due per fumogeni dalla Digos di Verona

La Digos di Verona ha denunciato 19 studenti, di cui uno maggiorenne, dell’istituto professionale Giorgi di Veronetta per danneggiamento e blocco stradale.  Stamane, approfittando delle concomitanti manifestazioni studentesche organizzate in altre città italiane e venete ma non a Verona, dove non era stata fatta alcuna richiesta, gli studenti del Giorgi a volto coperto hanno incendiato cinque cassonetti in mezzo alla strada e danneggiato parzialmente un’auto, circostanza che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.  Denunciati dalla Digos veronese anche due studenti minorenni della scuola Berti di Chievo per lancio di oggetti pericolosi, ovvero due fumogeni.  “Gli accertamenti della Digos sono ancora in corso, specie sui social”, fa sapere la questura scaligera. 

Scuola, protesta studenti nel milanese, vandalizzato istituto

Un istituto nel milanese e' stato vandalizzato questa mattina in occasione di una manifestazione automatizzata che si e' svolta davanti alla scuola Italo Calvino di Rozzano, popoloso comune dell'hinterland di Milano. "Condanniamo con fermezza gli atti vandalici compiuti questa mattina all'interno dell'istituto Calvino", fanno sapere dal Comune. "Disastrare una scuola - viene detto - significa mancare di rispetto agli studenti, agli insegnanti, al personale scolastico e a tutte le famiglie che oggi giorno vivono questi spazi". A quanto riferisce l'amministrazione, "alcuni soggetti estranei alla protesta sarebbero entrati nell'edificio dal retro, provocando gravi danneggiamenti ai locali scolastici". Da foto e video si vedono muri imbrattati, vetri a terra, sanitari e altri oggetti di arredo distrutti. "Un episodio grave e inaccettabile, che nulla ha a che vedere con il diritto di manifestare pacificamente e che richiede piena chiarezza sull'accaduto e l'accertamento delle responsabilita'", concludono dal Comune.

Scuola, Cirio e Cameroni: 'chi attacca divise ha sempre torto, porte aperte a chi manifesta pacificamente'

“Chi lancia pietre, bottiglie o qualsiasi altro oggetto contro una divisa passa automaticamente dalla parte del torto. Senza se e senza ma. Quello che abbiamo visto oggi a Torino, così come gli episodi di violenza di questi giorni, è inaccettabile e lo condanniamo con fermezza. Manifestare è un diritto, aggredire qualcuno non lo sarà mai”. Cosi’ il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Istruzione e Merito, Daniela Cameroni, commentando le tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine avvenuti questa mattina a Torino. “Ci teniamo però a dire una cosa chiara ai tanti ragazzi che in questi giorni hanno fatto sentire la propria voce pacificamente: le porte della Regione Piemonte sono e resteranno sempre aperte al dialogo. Siamo pronti ad ascoltarvi e a confrontarci, raccogliendo le vostre istanze. Ma con chi sceglie la violenza non può esserci alcuna ambiguità - aggiungono - per questo chiediamo alla maggioranza degli studenti di non lasciarsi trascinare o strumentalizzare da pochi violenti, che cercano soltanto lo scontro. Non lasciate che siano loro a parlare al posto vostro. Fate sentire la vostra voce, dialogate con le istituzioni. Da parte nostra troverete sempre disponibilità all’ascolto e al confronto”, concludono Cirio e Cameroni.

15enne fa esplodere petardo tra studenti, multata la madre, lui denunciato

Una donna è stata multata oggi dalla Polizia locale di Treviso per non aver impedito al figlio 15enne "comportamenti incompatibili con la libera fruizione e l'accessibilità dell'autostazione", dopo che il ragazzo aveva fatto esplodere un petardo tra gli studenti che affollavano l'area, sia quelli diretti agli istituti scolastici che quelli partecipanti al corteo di protesta. Lo riferisce il Comune di Treviso. L'episodio è accaduto questa mattina e il giovane, raggiunto dal comandante della Polizia locale Patrick Antonello, che si trovava nei paraggi, ha dapprima cercato di darsi alla fuga per essere poi raggiunto e bloccato. La madre è stata convocata al Comando per l'identificazione del ragazzo, privo di documenti, e multata in quanto "persona tenuta alla vigilanza del minore". Il figlio è stato denunciato alla Procura per i minorenni di Venezia per resistenza a pubblico ufficiale, ed è stato obbligato a rimanere lontano dall'autostazione di Treviso per 48 ore.

Studenti a Firenze riportano manifestante in corteo, urlava verso agenti

Durante il corteo degli studenti a Firenze, alla sosta prevista in piazza Goldoni, i manifestanti sono intervenuti per ricondurre uno di loro all'interno del gruppo da cui si era allontanato per dirigersi verso un presidio di agenti ai margini del passaggio. Secondo quanto ricostruito, il ragazzo si stava dirigendo verso le forze dell'ordine e pronunciava parole ad alta voce. Gli stessi partecipanti - un certo numero di loro - lo hanno richiamato, raggiunto e riportato nell'ambito della manifestazione. Il corteo ha poi proseguito in modo ordinato su ponte alla Carraia in direzione dell'Oltrarno per la conclusione.

Studenti in piazza contro il governo e le spese militari

Lancio di bottiglie contro agenti al corteo di Roma, al vaglio video

Lanci di bottiglie, bombe carta e svuotati estintori in direzione del dispositivo di sicurezza al corteo degli studenti a Roma. Un'azione, rende noto la questura, messa in atto da un ristretto gruppo di manifestanti travisati. Queste  condotte - spiega la Questura - sono state "puntualmente documentate" dagli operatori della Polizia Scientifica per le attività di identificazione.    "L'azione di questa componente minoritaria non ha tuttavia inciso sull'efficacia della strategia di gestione dell'ordine pubblico" viene sottolineato.

Scuola: Roma, concluso a Testaccio il corteo degli studenti

Si è concluso a Testaccio, davanti alla Città dell’Altra Economia, il corteo degli studenti partito questa mattina da piazza dell’Esquilino. Migliaia i ragazzi in strada per il ‘no Meloni day’ in una protesta guidata dai collettivi studenteschi contro “la scuola caserma”. Tra lancio di fumogeni e bottiglie contro gli agenti schierati in ordine pubblico davanti alla sede del ministero dell’Istruzione e cori contro Valditara, i ragazzi hanno rivendicato la necessità di un maggior numero di aule e fondi per la scuola, a discapito dei finanziamenti per armi e guerra.

Carburanti: presidio davanti al porto di Palermo, decine di autotrasportatori fermi

Il presidio degli autotrasportatori siciliani davanti al varco Santa Lucia di Palermo è iniziato all'alba di oggi. La situazione al momento è tranquilla. Sul posto ci sono anche polizia e carabinieri. Gli autotrasportatori protestando contro il caro carburanti. "Abbiamo registrato una partecipazione totale. In tutta la Sicilia non circola un solo mezzo pesante", ha detto Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasporto siciliano (Cts), presente al porto di Palermo. Gli autotrasportatori chiedono la riduzione del prezzo del carburante. Ci tengono a sottolineare che non si tratta di un blocco stradale. "Noi continueremo finoa quando gli scaffali dei supermercati non saranno vuoti", dice Michele Dogel.

Corteo studenti, torna la calma a Torino dopo fitto lancio di oggetti

Dopo un fitto lancio di oggetti contro le forze dell'ordine in piazza Castello, che hanno risposto con cariche di alleggerimento, è tornata la calma a Torino. I manifestanti arretrano e sono stati allontanati verso via Po. A terra sono rimasti bottiglie, pietre e bastoni, lanciati da qualche centinaio di studenti che si era staccato dal corteo.

Concluso corteo degli studenti a Roma, venerdì assemblea per mobilitazione

Il corteo degli studenti a Roma, dopo una azione di protesta davanti al ministero dell'Istruzione con cori e lanci di petardi, si è concluso senza tensioni alla Città dell'Altra Economia a Testaccio. Le realtà studentesche hanno dato appuntamento a venerdì prossimo, 23 ottobre, per una assemblea pubblica "per organizzare il movimento studentesco" e proseguire la mobilitazione. Al corteo di oggi, secondo quanto si è appreso dalle forze dell'ordine, hanno partecipato oltre 5mila studenti. 

Scuola: a Firenze in 2 mila contro tagli e tetto a stranieri

Sono almeno duemila gli studenti delle scuole superiori che questa mattina a Firenze partecipano alla manifestazione contro i tagli alla scuola e contro il decreto Valditara sui tetti agli stranieri nelle classi. "Soldi alle scuole, no alle guerre", è scritto nello striscione in testa al corteo. "Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente", si legge su un altro striscione. Dal corteo sono partiti slogan contro il governo e la premier Giorgia Meloni e a favore del popolo palestinese.

Conclusa a Firenze manifestazione studentesca contro il Governo

Si è concluso il corteo studentesco a Firenze per protestare in particolare contro i tagli alla scuola ma anche contro il Dl Valditara sul limite agli studenti stranieri in classe. Il corteo è partito da piazza San Marco ed è arrivato in piazza del Carmine. Oltre 2.000 i presenti che hanno intonato cori contro il governo e in particolare la premier Giorgia Meloni. Nel tratto finale del corteo i partecipanti hanno esploso alcuni petardi. Rispetto al percorso originario è stato deciso di non passare da piazza Ognissanti e da lungarno Vespucci, motivo per cui il corteo è andato direttamente in piazza Goldoni, via dei Serragli, ponte alla Carraia, approdando poi in piazza del Carmine. Erano presenti studenti dei licei Galileo, Machiavelli, Castelnuovo, Leonarod da Vinci, l'artistico di Porta Romana e del Dante, Marco Polo, Duca d'Aosta, Da Vinci, Agrario. "Questa protesta riguarda tutti gli studenti, riguarda il nostro futuro - ha detto Lorenzo del Galileo Michelangiolo - Il problema della scuola attuale è che spesso ci sono disparità, non tutti hanno le stesse occasioni e questo danneggia le possibilità degli studenti. Non vogliamo la guerra, è un sentimento comune, non riguarda solo gli studenti". "Siamo qui per dimostrare che siamo studenti liberi e pensanti, non siamo dei servi del potere - ha affermato Mattia, del Copernico di Prato -. Si prospetta un futuro in cui il governo non spende i fondi per l'istruzione ma per le armi, per mobilitarci in un piano bellico assurdo. Noi siamo contrari a questa cosa. Io non partirei mai per una guerra". In molti hanno descritto le "difficili condizioni delle scuole" affermando che il governo "pensa solo a colpevolizzare gli stranieri".

Corteo Torino, fitto lancio oggetti e cariche di alleggerimento

Proseguono le tensioni a Torino fra manifestanti e forze dell’ordine che per contenere il fitto lancio di bottiglie, pietre e bastoni hanno utilizzato qualche carica di alleggerimento spingendo una parte di manifestanti all’imbocco di via Po. Per allontanare i manifestanti che stavano avanzando, nonostante l’idrante, sono stati lanciati anche alcuni lacrimogeni.

Studenti in corteo a Milano con foto di Meloni e Tajani a testa in giù

Nel corteo "Nessuno è straniero" degli studenti milanesi sono comparsi degli striscioni con le fotografie della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani a testa in giù e con sopra le impronte di mani verniciate di rosso, a simboleggiare il sangue. Uno dei temi della manifestazione era il ripudio della guerra e del riarmo.

Cagliari, mille studenti in corteo in città, scioperi Ata a macchia di leopardo

Giornata di sciopero a macchia di leopardo a Cagliari e hinterland per la mobilitazione nazionale degli studenti e di quella di docenti, dirigenti e personale Ata proclamato dal sindacato Sisa. Un corteo di studenti aderenti al 'No Meloni day', con cartelloni, trombe e slogan contro il governo e il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, è partito intorno alle nove da piazza Garibaldi e ha attraversato le vie del centro cittadino ed è arrivato in piazza Yenne, poi è proseguito verso la via Roma, dove si è fermato di fronte al palazzo del Consiglio regionale. “Soldi alla scuola non alla guerra”, “In giardino vogliamo fiori non siringhe”, “Meno burocrazia, più fatti”, “Vogliamo poter studiare, non la guerra”. Questi alcuni dei cartelli portati dagli studenti in corteo, un migliaio secondo la Questura. La Digos e il Reparto Mobile 'Sardegna' della Polizia hanno seguito il corteo durante il quale non si sono registrate criticità di alcun genere. In città si è registrata però un po' di confusione per un messaggio che sta circolando da qualche giorni sulle chat di classe degli alunni degli istituti superiori per la mobilitazione di oggi, 16 ottobre e di domani, sabato 17. “Ragazzi di tutte le scuole di Cagliari, Monserrato, Quartu, Selargius, e dintorni. Il 16 e il 17 di questo mese stiamo organizzando un evento-protesta di massa dove migliaia di studenti andranno tutti assieme al bastione di Cagliari alle ore 8/8.30. Presentiamoci tutti li con cartelloni, manifesti, fumi colorati e qualsiasi altra cosa non tossica o nociva. Prendete trombette, megafoni e casse. Non portate petardi o uova e altre cose che possono fare danni perché non siamo qui per distruggere il nostro bastione, ma per protestare. Dobbiamo fare molto rumore e farci notare. Facciamo vedere di cosa abbiamo bisogno e che anche noi abbiamo il potere di protestare”. Questo il testo del messaggio che sta circolando tra gli studenti cagliaritani e delle scuole dell'hinterland.

A Bologna tensione in stazione, scontri con polizia

Tensione in stazione a Bologna nel giorno dello sciopero per protestare contro le politiche del Governo sulla scuola. Il corteo dei manifestanti, in cui sfilano circa un migliaio di studenti, dopo aver attraversato i viali, bloccando il traffico durante il suo passaggio, ha tentato di entrare in stazione, ma e' stato fermato dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa e c'e' stato un momento di contatto, quando gli studenti sono stati respinti dai poliziotti con gli scudi e con manganellate. Gli studenti hanno reagito accendendo fumogeni e lanciando bottiglie. Il corteo dopo e' ripartito in direzione di via Irnerio. Gli studenti delle scuole superiori sono partiti in corteo dopo essersi dati appuntamento davanti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale, in via de' Castagnoli, nella zone universitaria. Insieme a loro sfilano anche i collettivi studenteschi di Cua e Cas.

Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, urlando: "Questa è la Prefettura, quella che non ci voleva far arrivare qua in piazza". Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni, mentre dalla piazza si leva il coro "Tout le monde déteste la police". Il lancio di grossi sassi e di bottiglie di vetro continua, mentre le forze dell'ordine hanno fatto arretrare i manifestanti avvicinandosi con qualche momento di contatto e proseguendo con gli idranti.

Studenti provano avvicinarsi a consolato francese a Firenze, brevi tensioni

Durante l'avvicinamento del corteo a Firenze organizzato per protestare contro i tagli alla scuola e i finanziamenti alle armi, un ristretto numero di manifestanti ha provato ad avvicinarsi al consolato francese ma i giovani hanno trovato via Borgognissanti e lungarno Vespucci chiusi dalla polizia e dai carabinieri. C'è stato qualche piccolo momento di tensione ma poi il corteo è andato avanti. L'ultima tappa del corteo è in piazza del Carmine dove sono arrivati i manifestanti. 

Studenti a Milano occupano ex obitorio al termine del corteo

Al termine del corteo studentesco a Milano, i partecipanti hanno occupato l'ex obitorio nella centralissima via Francesco Sforza, alle spalle dell'università Statale.    "Siamo in 5mila", hanno detto. Il corteo si è concluso senza particolari tensioni.    L'ex obitorio è un edificio al momento vuoto di proprietà del Comune di Milano dato in concessione alla Statale che lo utilizzerà come polo didattico.

Tensioni a corteo Torino, pietre bottiglie e bastoni contro polizia, azionati idranti

Tensioni in piazza a Torino durante il corteo studentesco. Giunti in piazza Castella, davanti alla prefettura un gruppo di manifestanti ha cominciato a lanciare pietre, bottiglie, bastoni e petardi contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’edificio che hanno risposto con l’uso dell’idrante.

Sciopero scuola, sagome di Meloni e Valditara a testa in giù a Genova

Al grido di "il maresciallo Tito ce l'ha insegnato, uccidere il fascista non è reato" un gruppo di studenti partecipanti allo sciopero nazionale della scuola promosso dal movimento di Opposizione studentesca di alternativa (Osa) a Genova ha messo due sagome del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara a testa in giù vicino ai bidoni della spazzatura lanciandogli contro delle uova. L'episodio, in ricordo di quanto accaduto a Benito Mussolini il 29 aprile 1945 a Milano a piazzale Loreto, è avvenuto in via dei Santi Giacomo Filippo vicino alle sedi della Prefettura di Genova, della Città metropolitana di Genova e dell'Ufficio scolastico regionale. Lo sciopero dal titolo 'No Meloni Day' è stato indetto contro il decreto Valditara, il carovita, il carobenzina, la riforma degli istituti tecnici e professionali, per chiedere di finanziare la scuola pubblica non la guerra. Centinaia i manifestanti in piazza con bandiere e striscioni. Davanti alla sede di Confindustria Genova è stato bruciato un carro armato di cartone. Al momento non vengono registrate particolari tensioni se non disagi per il traffico in centro città.

A Torino Askatasuna dietro protesta studenti

Askatasuna in piazza con gli studenti a Torino. Nella protesta di questa mattina indetta dai collettivi, secondo quanto apprende Agi, ci sarebbe l'ombra del centro sociale. Nonostante Askatasuna non abbia annunciato una formale adesione alle manifestazioni la galassia antagonista torinese e le frange più radicali, comprese quelle legate al movimento No Tav, starebbero convergendo nelle stesse piazze degli studenti. Sarebbero circa 70 gli appartenenti al centro sociale e alle altre componenti dell'area antagonista. Tra questi, una trentina sarebbero già stati identificati mentre si trovavano con il volto coperto.

Studenti a Roma lanciano petardi contro il ministero dell'Istruzione

Gli studenti in corteo a Roma hanno raggiunto il ministero dell'Istruzione in viale Trastevere e hanno poi lanciato petardi contro l'edificio. Urlano "noi da qui non ce ne andiamo" e "Valditara esci dal palazzo". Poliziotti e carabinieri sono schierati in tenuta antisommossa all'ingresso del ministero. Nel frattempo gli studenti cantano "vogliamo più aule non più bombe".

Lollobrigida: "Manifestare lecito ma impedire distribuzione merci è reato"

"Manifestare è lecito e degno di rispetto… bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato. Rispetto le istanze di tutti, ma considero grave e intollerabile che milioni di italiani rischino, a causa di blocchi stradali, di vedere negozi privi di merce o con prezzi molto più alti che aggravano la condizione di molte famiglie. Invito a garantire la circolazione e gli approvvigionamenti". Così in un post social il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. "Arrecare danno ad altri per tutelare le proprie posizioni non è giusto. Molti prodotti presenti sui camion, fermati contro la volontà di chi li conduce, saranno inutilizzabili, arrecando un danno economico alle imprese, ai lavoratori del settore e ai cittadini tutti. Non c'è mai alcuna giustificazione nel violare le leggi e, soprattutto, nel danneggiare altri cittadini".

Al corteo degli studenti a Roma incappucciati lanciano bombe carta

Al corteo degli studenti in corso a Roma, lungo il percorso, all'altezza di via Marmorata, alcuni incappucciati hanno lanciato bombe carta e petardi fatto rotolare i cassonetti in mezzo alla strada per bloccarla.

Studenti al fianco degli autotrasportatori nel Cosentino

Gli studenti sono scesi in strada al fianco di autotrasportatori e agricoltori nelle loro proteste contro il caro carburante a Trebisacce, uno dei luoghi scelti per l'attuazione dei presidi dei Tir che stanno provocando disagi alla circolazione.    Gli studenti degli istituti superiori di Trebisacce stanno manifestando per le vie del paese. Tra cartelli, slogan e striscioni contro il caro vita e l'aumento dei costi energetici, i giovani, circa trecento, stanno testimoniando la loro solidarietà a camionisti ed agricoltori. La protesta proclamata da Fedralog ha portato numerosi Tir a fermarsi lungo le statali 534 e 106 sotto il controllo delle forze dell'ordine. Nessun blocco anche in questo caso, ma l'impatto sul traffico è pesante con forti rallentamenti. Uno dei due punti nevralgici della mobilitazione è lo svincolo autostradale dell'A2 di Firmo-Sibari. Qui più di 50 autotrasportatori hanno schierato i propri mezzi ai margini della carreggiata della statale 534, a ridosso dell'ingresso autostradale, creando una vera e propria strettoia. L'altro è sulla Statale 106, nei pressi del Motel Sybaris, nel territorio comunale di Cassano allo Ionio, dove sono presenti una trentina di camion. Qui gli autoarticolati che non partecipano alla protesta hanno problemi ad attraversare il presidio a causa del forte restringimento.    Anche stamattina, intanto, è attivo, per il quinto giorno consecutivo, il presidio autonomo degli agricoltori di Cassano, Castrovillari, Firmo e Cerchiara, in contrada Bianchino di Castrovillari. 

Corteo studenti Firenze incontra rappresentanti lavoratori ex Gkn

Il corteo degli studenti, attualmente ripartito da piazza San Lorenzo, in precedenza aveva provato a girare nell'area di Palazzo Medici Riccardi, sede della Prefettura, ma poi gli organizzatori, dopo un breve colloquio con la digos, hanno preferito mantenere il percorso originario. In San Lorenzo gli organizzatori hanno inoltre incontrato alcuni rappresentanti dei lavoratori ex Gkn. Tra gli striscioni ce n'è anche uno contro il ministro Valditara. 

Liceali in corteo a Roma bruciano bandiere di Usa e Israele

Una bandiera degli Stati Uniti e una di Israele sono state bruciate durante il corteo degli studenti in corso a Roma. Durante la manifestazione sono stati inoltre scanditi cori che invitano a "boicottare" lo Stato ebraico. Nel corteo, che da via Cavour punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, sono state notate decine di bandiere palestinesi. 

A Bologna ambientalisti in piazza: meno investimenti per il cemento

A Bologna concentramento e corteo di Extinction rebellion, Wwf, Legambiente e altre sigle ambientaliste per chiedere "la tutela del verde, degli alberi e meno investimenti per il cemento". Un centinaio di persone si sono radunate in Piazza Maggiore per dedicare "una giornata al clima - spiegano gli attivisti - e per chiedere, a chi governa di adottiare strategie per rallentare il riscaldamento globale e di adattare i territori alle conseguenze dei cambiamenti climatici". Dopo alcuni interventi, gli ambientalisti partiranno per un corteo nelle vie del centro. 

Scuola: migliaia di studenti a Torino, tensione per corteo

Migliaia di studenti si sono ritrovati questa mattina in piazza XVIII Dicembre, a Torino, per prendere parte al "No Meloni Day", una giornata di mobilitazione contro la guerra e per chiedere al governo di destinare alla scuola le risorse economiche previste per la difesa. La protesta si svolge in un clima di forte tensione, dopo i recenti atti vandalici che hanno interessato alcuni istituti della città, portando all'arresto di un 17enne e all'identificazione di altri giovani, molti dei quali non risultano coinvolti nelle occupazioni pacifiche delle scuole, una ventina in tutta la provincia di Torino. In vista del corteo di oggi, al quale partecipano anche attivisti No Tav e pro Palestina, la prefettura ha disposto il divieto di indossare caschi, maschere e altri oggetti che possano impedire il riconoscimento del volto e nel corso della mattinata la polizia ha identificato una quindicina di ragazzi che si presentavano a volto coperto. Dopo l'avvio della manifestazione, alcuni fogli raffiguranti Giorgia Meloni, altri esponenti del governo, la segretaria del Pd Elly Schlein e il logo di Leonardo sono stati collocati a terra. Un gruppo di studentesse ha poi immerso le mani nella vernice rossa, imprimendole sulle immagini al grido: "Siete la vergogna dell'Italia". Al momento non si registrano disordini, con i poliziotti in tenuta antisommossa che presidiano il corteo.

Corteo scuola a Torino, bruciato un carro armato di cartone

Un carro armato di cartone è stato bruciato in testa al corteo degli studenti a Torino. Un gesto simbolico per dire no alla guerra e alle spese belliche. Mentre dal corteo arrivavano cori di incitamento, "brucia brucia", alcuni dei manifestanti hanno dato fuoco al modellino con alcuni fumogeni colorati. "Noi la guerra non la paghiamo", a scandire la scena.

Sciopero scuola 16 ottobre: chi si ferma oggi, i motivi e i possibili disagi

Giornata di agitazione nel settore scolastico. Le mobilitazioni sono due: una a carattere nazionale e una limitata alle istituzioni scolastiche della provincia di Livorno.

Sciopero scuola 16 ottobre: chi si ferma oggi e i motivi

Sciopero scuola 16 ottobre: chi si ferma oggi e i motivi

Vai al contenuto

Ex Ilva, rimossi tutti i blocchi stradali, anche sulla statale 7

I sindacati metalmeccanici hanno deciso che, oltre al blocco sulla statale 106 davanti alla raffineria Eni, anche il presidio e blocco stradale sulla statale 7, nei pressi dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, viene rimosso subito, senza attendere il termine dello sciopero fissato per le 23. La decisione è stata assunta dall'assemblea dopo la convocazione a Palazzo Chigi per il 27 ottobre e il documento condiviso ieri con Regione, Comune e Provincia di Taranto.

Al via blocco autotrasporto in Calabria, presìdi in tutte

"Siamo allo stremo. Oggi siamo qui a protestare per dare una scossa a tutto il Paese. Chiediamo al governo una riforma strutturale del settore, l'abbattimento dei costi del carburante e tariffe adeguate ai costi di produzione". Così all'Adnkronos Domenico Notaro, portavoce per la Calabria della Fedralog, la Federazione regionale della logistica che ha promosso la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante a partire da oggi e fino al 20 ottobre, insieme alle federazioni omologhe di Puglia, Sicilia e Basilicata. Dalle prime ore del mattino sono circa venti i presìdi dei tir attivi in tutte le province della Calabria: tra gli altri, lo svincolo autostradale di Falerna, l'area dell'aeroporto di Lamezia Terme, Marcellinara, la raffineria di Vibo Valentia, Pizzo, Sant'Onofrio, Passovecchio, nel Crotonese, il porto di Gioia Tauro, vari punti della Ss 18 lungo il Tirreno cosentino, gli svincoli di Sibari, Frascineto, Castrovillari, San Marco Argentano. La mobilitazione degli autotrasportatori si aggiunge a quella degli agricoltori, che va avanti da oltre dieci giorni. "Dal mese di marzo a oggi abbiamo speso in media duemila euro in più di gasolio per mezzo di trasporto - spiega Notaro -. Moltiplicando questa cifra per il numero di mezzi complessivo di ciascuna ditta, si può ben comprende come le aziende abbiano subìto perdite di fatturato drastiche, che non sono state compensate in altro modo".  La Fedralog lamenta, inoltre, il mancato ascolto da parte del governo centrale e delle associazioni di categoria; anche la Regione Calabria, pur avendo aperto uno spiraglio minimo al dialogo, non avrebbe fatto abbastanza per fronteggiare la crisi: a parere della Federazione, i 15 milioni di euro stanziati contro il caro carburanti, di cui 5 per le imprese del comparto agricolo e 10 per il settore dell'autotrasporto trasporto, sono un intervento 'tampone', che "non risolve il problema, lo rimanda soltanto". Insieme ai lavoratori del settore della logistica, si fermano e si aggiungono ai presìdi anche agricoltori, allevatori e pescatori calabresi: "Ci siamo uniti per avere un appoggio maggiore e far arrivare le nostre istanze al governo centrale, da cui aspettiamo un cenno da più di due settimane - dichiara Matteo Talarico, referente del Movimento Territorio e Agricoltura -. Chiediamo una misura straordinaria e un ristoro imminente per fronteggiare la crisi ma, in generale, chiediamo una riforma complessiva del comparto agricolo per il prezzo minimo e per risolvere i problemi strutturali che ci portiamo dietro dal 2022. I costi di produzione sono arrivati alle stelle e noi non possiamo più permetterci di lavorare sotto costo", aggiunge Talarico. In assenza di risposte, il blocco, programmato fino al 20 ottobre, fanno sapere i referenti, potrebbe andare avanti a oltranza. Disagi e rallentamenti al traffico si stanno registrando in corrispondenza dei punti nevralgici della protesta, costantemente monitorati dalle forze dell'ordine. Intanto cresce la preoccupazione tra i consumatori, con gli scaffali dei supermercati che si svuotano progressivamente a causa del blocco dei rifornimenti e della grande distribuzione, e la corsa agli approvigionamenti di beni e alimenti di prima necessità.

Tir e trattori rallentano traffico nel Catanese

È entrata nel vivo a Catania e in provincia la protesta proclamata da autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburanti, l'aumento dei costi di gestione e la crescita del costo della vita. I primi disagi alla circolazione si registrano nella zona industriale Nord del capoluogo etneo, nella zona dell'ingresso Ikea, dove diversi mezzi pesanti sono fermi creando forti rallentamenti. La mobilitazione punta i riflettori sulle crescenti difficoltà economiche delle imprese del settore, snodo strategico per la logistica e la distribuzione delle merci nell'Isola. Parallelamente, da questa mattina è in corso la manifestazione dei lavoratori della terra e dei camionisti di Caltagirone e dei comuni vicini. Un lungo corteo di trattori ha preso il via dal presidio calatino per percorrere le strade statali 417 "Catania-Gela" e 385, raggiungendo la rotatoria in località Castelluccio. Il transito dei mezzi agricoli sta provocando inevitabili code e rallentamenti al traffico. Gli autotrasportatori non chiedono assistenzialismo, ma dignità, tutele e risposte immediate. Se ci fermiamo noi, non si blocca solo l'economia locale, ma si mette in ginocchio l'intero sistema regionale, nazionale ed europeo.

Proteste per il caro carburanti, sciopero dei tir nel Sud Italia

Il caro carburanti ha fatto scattare la rivolta dei tir: gli autotrasportatori stanno minacciando di fermare il Paese mentre il l governo ha deciso di convocare un tavolo di confronto per il 27 ottobre presso il ministero dei Trasporti. Blocchi autonomi sono già scattati in alcune regioni del Mezzogiorno, come in Puglia, altre manifestazioni sono cominciate su iniziativa di comitati e gruppi autonomi in Calabria e in Sicilia ma anche in Puglia, Campania e Basilicata. Intanto cresce l'allarme in alcune regioni nelle quali si stanno esaurendo i carburanti in diverse stazioni di servizio con lunghe code.

Proteste per il caro carburanti, sciopero dei tir nel Sud Italia

Proteste per il caro carburanti, sciopero dei tir nel Sud Italia

Vai al contenuto

Sciopero della scuola, cortei e manifestazioni degli studenti da Torino a Roma. FOTO

Oggi incrociano le braccia docenti, dirigenti e personale ATA. Studenti e insegnanti protestano contro il carovita, la “scuola caserma”, ovvero il tetto agli studenti stranieri, e il degrado delle strutture scolastiche. Già ieri, durante le prime manifestazioni, tensioni in diverse città, da Milano a Napoli, fino a Torino.

Sciopero scuola, manifestazioni degli studenti in tutta Italia. FOTO

Sciopero scuola, manifestazioni degli studenti in tutta Italia. FOTO

Vai al contenuto

Iniziata in Calabria la protesta dei Tir, presidi in tutte le province

È scattata stamattina in Calabria la protesta dei Tir contro il caro carburante proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica, che andrà avanti sino al 20. I camion si posizionano ai lati delle strade senza attuare veri e propri blocchi, sotto il controllo delle forze dell'ordine. I disagi alla circolazione comunque non mancano a causa del restringimento della carreggiata. Sono una quindicina i presidi individuati nella Regione tra cui la zona dell'aeroporto di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro, nel cosentino nei pressi degli svincoli della A2. La protesta si aggiunge ai presidi in corso da giorni degli agricoltori.

Studenti incendiano cassonetti per protesta a Verona

Un gruppo di studenti dell'Istituto Statale Giorgi di Verona hanno incendiato stamani cinque cassonetti ed un monopattino parcheggiato lì accanto. Da quanto si è appreso non si è trattato di una bravata, ma di un'azione di protesta in seguito ai provvedimenti punitivi decisi dalla dirigenza scolastica dopo alcuni episodi di rissa avvenuti nelle classi. Gli studenti si sono mobilitati con una chat, prima dell'inizio delle lezioni, hanno lanciato petardi e incendiato i cassonetti. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e le Volanti della Polizia di Stato; le indagini sono affidate alla Digos della Questura di Verona.

Cronaca: i più letti