Quarta giornata di sciopero, ancora incertezza sulla rimozione immediata dei blocchi stradali. Domani mattina i sindacati si incontreranno con i lavoratori
Il Governo ha fissato per il 27 ottobre, alle 17, un incontro a Palazzo Chigi, nella Sala Verde, sulla vertenza ex Ilva mentre proseguono le proteste da parte dei lavoratori dell'acciaieria a Taranto: per il quarto giorno consecutivo, da lunedì, i manifestanti hanno organizzato presidi sulle statali 7 per Massafra e 106 Jonica in direzione Reggio Calabria. Il provvedimento approvato dall'esecutivo non ha dissipato i timori e anche la notte appena trascorsa alcuni operai e delegati sindacali sono rimasti lungo le strade, riparandosi nelle tende e accendendo fuochi di fortuna per difendersi dal freddo.
Ancora incerta la rimozione dei blocchi
Secondo quanto riportato dall'Ansa, la convocazione è giunta con una lettera inviata dal capo di Gabinetto del sottosegretario Alfredo Mantovano "per un aggiornamento sulla situazione dell'ex Ilva". Lo stesso Mantovano, insieme alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, spiegano fonti di governo, hanno condotto la trattativa interloquendo anche con il presidente della Regione Puglia e col prefetto di Taranto ed è stata concordata la convocazione delle delegazioni sindacali che si sarebbero impegnate alla rimozione dei blocchi che stanno creando gravi impatti sulla distribuzione di carburante. Sul punto, però, la Film frena e chiarisce che non è ancora certo che il blocco delle statali in atto da quattro giorni verrà tolto. Sicuramente non da stasera. "Stiamo lasciando Bari dopo l'incontro in Regione Puglia e stiamo tornando a Taranto - ha detto il segretario Luigi Bennardi -. Appena rientrati faremo un'informativa con i lavoratori che sono di presidio sulle statali, comunicando loro cosa è emerso dall'incontro in Regione Puglia, e domattina indiremo una grande assemblea. Oggi abbiamo ottenuto un grande e nient'affatto scontato risultato in Regione: il Consiglio regionale tutto e le istituzioni locali di Taranto hanno condiviso la nostra impostazione sull'ex Ilva, ovvero tutele straordinarie per i lavoratori e fabbrica decarbonizzata". Altre fonti sindacali hanno confermato: "La decisione sulla rimozione o sul mantenimento dei blocchi sarà presa domani mattina nel corso di un'assemblea. Orientativamente verso le 8.30, 9".
Il commento dei sindacati
Soddisfazione è stata espressa dai sindacati per la convocazione dell'incontro da parte del governo: "La mobilitazione e gli scioperi delle lavoratrici e dei lavoratori dell'ex Ilva hanno ottenuto la convocazione del tavolo di confronto a Palazzo Chigi", si legge in una nota congiunta di Fim, Fiom e Uilm. Si tratta di "un confronto necessario per avere garanzie e certezze sul piano industriale, lavorativo e sociale", aggiungono i sindacati.
Francesco Brigati della Fiom ha aggiunto: "È chiaro che la questione del 27 è anche legata a quello che accadrà alla Corte di Cassazione. Noi lo abbiamo detto chiaramente: nel frattempo che si discute la decarbonizzazione e che venga installato il primo forno elettrico, bisogna dare delle risposte immediate ai lavoratori. La nostra battaglia non è se arriva un rotolo o una bramma. La nostra battaglia - prosegue - è dal punto di vista industriale e della prospettiva del cambio del ciclo produttivo. Facciamo l'assemblea domani e a volte c'è lo scoramento, c'è la rassegnazione, ma il fatto che oggi noi abbiamo ottenuto questo grande risultato, penso che sia un fatto fondamentale che ci deve fare andare avanti fino alla fine. Noi non arretreremo di un centimetro".
La Uilm commenta: "La convocazione del tavolo a Palazzo Chigi per il 27 ottobre è il frutto delle mobilitazioni dei lavoratori che in questi giorni che hanno consentito di acquisire un primo risultato in un percorso ancora lungo e difficile. L'obiettivo deve essere raggiungere una soluzione che dia certezze sul futuro occupazionale, ambientale ed industriale dell'ex Ilva, di Taranto e di tutti gli altri siti e territori interessati dalla vertenza". Lo dichiarano Guglielmo Gambardella e Luigi
Bennardi, rispettivamente segretario nazionale e Taranto della Uilm. "Oggi siamo stati in Regione Puglia e abbiamo condiviso un documento in cui le istituzioni si impegnano a garantire ambiente, salute e lavoro a Taranto - affermano -. La piattaforma del consiglio di fabbrica del 7 ottobre scorso, che rappresenterà l'agenda condivisa per mettere in protezione i lavoratori con strumenti straordinari e di risarcimento, che indica la prospettiva industriale decarbonizzata e la priorità di assicurare la salute di lavoratori e cittadini, è stata assunta da tutte le forze politiche. Bisogna interrompere questa eterna emergenza occupazionale: Governo e politica tutta devono assumere tutte le decisioni necessarie per tutelare e risarcire i lavoratori, diretti, dell'appalto e di Ilva AS".
Il confronto con Decaro
La richiesta di convocare con urgenza un tavolo interministeriale a Palazzo Chigi era arrivata al termine della riunione tra Fim, Fiom, Uilm e Usb, rappresentanti istituzionali e il presidente della Regione Antonio Decaro. Dalla riunione a Bari è emersa una piattaforma comune tra istituzioni e sindacati per affrontare la crisi e la richiesta di convocare con urgenza un tavolo interministeriale a Palazzo Chigi. Alla riunione, iniziata alle 10.30 e terminata alle 17, hanno partecipato tutte le rappresentanze sindacali, i presidenti dei gruppi del Consiglio regionale, il sindaco e il presidente della Provincia di Taranto, oltre al comitato Sepac. Nel documento finale, le parti condividono le proposte contenute nel testo elaborato il 7 ottobre dal Consiglio di fabbrica unitario, che "costituirà il punto di partenza per la comune piattaforma di azione delle istituzioni e dei sindacati". Quanto al decreto legge del governo, viene riconosciuto il carattere di intervento "ponte", motivato da necessità e urgenza. Pur apprezzandone gli intenti, le parti chiedono ulteriori misure straordinarie a tutela dei lavoratori e dell'occupazione, oltre a strumenti capaci di garantire una prospettiva industriale allo stabilimento, con il diretto coinvolgimento dello Stato. Attraverso Decaro, istituzioni e sindacati si impegnano a promuovere un'azione unitaria per ottenere un confronto urgente a Palazzo Chigi sulla crisi del territorio tarantino. Il documento individua infine nella continuità produttiva dello stabilimento, purché "sostenibile e compatibile con la Salute", la condizione preliminare a ogni discussione. La produzione dovrà essere decarbonizzata, introducendo progressivamente l'utilizzo dell'idrogeno verde, quando le condizioni tecnologiche lo consentiranno. Nel documento uscito dall'incontro si legge che "la continuità produttiva dello stabilimento , sostenibile e compatibile con la Salute", deve essere "la condizione prodromica ad ogni discussione; la produzione dunque dovrà essere decarbonizzata introducendo progressivamente l'utilizzo dell'idrogeno verde quando le condizioni tecnologiche lo consentiranno".
Emergenza negli approvvigionamenti
Il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto sta provocando una vera e propria emergenza negli approvvigionamenti di carburante, con pesanti ripercussioni sulla rete distributiva, sul trasporto pubblico e sul traffico aereo. Intanto, resta l'attesa per il 20 ottobre, quando la Cassazione esaminerà i ricorsi di AdI in amministrazione straordinaria e Ilva in amministrazione straordinaria contro il fermo dell'area a caldo.