Alcuni lavoratori dell'impianto di Cornigliano si sono staccati dal presidio di protesta, in corso da tre giorni in largo Eros Lanfranco, sono entrati nell'edificio e si sono seduti nell'atrio e al secondo piano: chiedono rassicurazioni da Roma sulla continuità produttiva dell'ex Ilva. In corso la riunione tra i commissari dello stabilimento genovese e i sindacati nazionali
Un gruppo di lavoratori dell'ex Ilva ha occupato la Prefettura di Genova facendo irruzione all'improvviso nell'edificio dal presidio di protesta in corso da tre giorni in largo Eros Lanfranco. Gli operai in sciopero attendono garanzie dal governo sulla continuità produttiva dello stabilimento di Genova Cornigliano che finora non sono arrivate; perciò, hanno deciso di dare un ulteriore segnale. Alcune decine di lavoratori si sono seduti nell'atrio della Prefettura di Genova e al secondo piano battendo i caschi e urlando lo slogan "l'Ilva di Genova non si chiude". "Dopo che siamo entrati in prefettura hanno convocato subito una riunione tra i commissari e i sindacati nazionali per Genova. La riunione è in corso, aspettiamo qua e valutiamo cosa fare nei prossimi minuti. Rimaniamo qua ordinati e vediamo gli sviluppi: evidentemente per ottenere un incontro bisogna arrivare a questo", ha dichiarato il delegato rsu Fiom Cgil Armando Palombo.
La protesta a Genova
Oggi è stato il terzo giorno di mobilitazione dei lavoratori dell’azienda, che hanno protestato in tutte le città dove sono presenti gli impianti. A Genova, il corteo degli operai dell'ex Ilva di Cornigliano è arrivato in piazza de Ferrari dove è stato lanciato un appello rivolto all'esecutivo nazionale affinché intervenga sulla vertenza in corso. Presenti le istituzioni politiche locali, dal governatore Bucci alla sindaca Salis, che hanno parlato con i delegati sindacali, e anche la Curia. “Si può dire tutto, però, a dire la verità, il governatore Bucci si è speso in questi giorni. La sindaca anche, le istituzioni di Genova anche. Il governo ancora non batte un colpo. E il motivo per cui siamo qua è proprio questo”, ha dichiarato un rappresentante dei manifestanti. Dalla piazza si è poi alzato all'unisono il coro "il governo dov'è". Arnaldo Palombo, delegato Rsu Fiom Cgil di Ilva Cornigliano, ha detto: "Noi tutti i giorni abbiamo i tempi scanditi da un cartellino: se timbriamo un minuto in ritardo ci sanzionano, ok? Non possiamo seguire i tempi del governo e della politica di Roma, e quindi siamo qua. Volevo dirlo, lo condividiamo perché noi condividiamo tutto, tutto fino alla fine”.
Urso: "Nessuno ha fatto offerta separata per gli stabilimenti del Nord"
Durante il question time alla Camera il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ha dichiarato: "Per quanto riguarda la possibilità che l'area nord sia separata dall'area di Taranto, questo era già previsto nell'aggiornamento della gara in corso, ma nessuno ha fatto una proposta per gli interi stabilimenti del Nord". Alcuni gruppi secondo il ministro hanno fatto "manifestazioni di interesse per l'intero complesso produttivo", "altri invece hanno chiesto singoli stabilimenti, ma a allo stato attuale nessuno ha fatto una proposta per l'area nord separata di quella di Taranto". Il ministro ha poi proseguito: "Io stesso, quando riunii Federacciai più di un anno fa, per presentare le modalità di gara, in qualche misura feci comprendere che questo era possibile, e lo feci anche quando mi recai a Genova". Urso ha poi concluso: "In teoria lo si può ancora fare negli ultimi giorni di questa fase negoziale, prima che si chiuda il 9 di novembre il deposito delle proposte vincolanti".
Salis: "Sono ottimista, ma serve soluzione a breve"
"Sono in costante contatto con i commissari, li ho sentiti anche pochi minuti fa, si sta cercando una soluzione e io devo dire personalmente non sono pessimista", ha dichiarato la sindaca di Genova Silvia Salis prima della presentazione del suo libro È già domani. "Vedo che la soluzione si sta cercando e si vuole trovare. In questo momento gli operai, ai quali va il mio pensiero, sono in prefettura, loro stanno lottando per il loro lavoro. Ricordo che ogni giorno di sciopero per loro sono più di 100 euro in meno sullo stipendio, quindi va considerato anche questo e pensare a quanto è importante che una soluzione si trovi nel breve tempo", ha poi concluso.