La Corte d'Assise di Chieti ha anche disposto l'isolamento diurno per due mesi nei confronti di Antonio Mancini, il 70enne che un anno fa uccise la moglie, Cleria Mancini, a Lettomanoppello, nel Pescarese
La Corte d'Assise di Chieti ha condannato all'ergastolo con isolamento diurno per due mesi Antonio Mancini, il 70enne che un anno fa ha ucciso in strada con due colpi di pistola la moglie, Cleria Mancini, a Lettomanoppello, nel Pescarese. Era stata la pm Giuliana Rana, al termine della requisitoria in cui ha ricostruito i fatti, a chiedere il massimo della pena. Il collegio, presidente Guido Campli, giudice a latere Luca De Ninis, ha dichiarato Mancini interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, in stato di interdizione legale e decaduto dalla responsabilità genitoriale.
"Capace di intendendere e di volere"
In base ad una perizia chiesta dalla difesa di Mancini, e affidata dalla corte al medico legale Ildo Polidoro, Mancini al momento del fatto aveva la piena capacità di intendere e di volere. L'uomo, inoltre, è stato condannato a risarcire i danni alle parti civili, assistite dall'avvocato Giuseppina D'Angelo, da liquidare in separata sede, con assegnazione di provvisionali per complessivi 250.000 euro. Mancini, attualmente in carcere, era in aula, accanto al difensore, l'avvocato Luca Pellegrini. La Corte ha disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero per le determinazioni per i reati di ricettazione e di detenzione dell'arma di cui al capo 4 del capo dell'imputazione nei confronti dello stesso imputato. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni.