Omicidio a Torino, chi sono i fermati che da giorni erano sotto effetto di droghe

Cronaca
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Il delitto di Fabio Colapietro si è consumato dopo un festino a base di crack, funghi allucinogeni, lsd, cannabis, mdphp (droga sintetica) e superalcolici. Emergono nuovi particolari sui fermati: Christian Matheus De Oliveira Morando, di 26 anni, Nicole Formichetti, docente di 47 anni, e Keith Butig, di 22 anni

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Un festino a base di crack, funghi allucinogeni, lsd, cannabis, mdphp (droga sintetica) e superalcolici. Poi l’omicidio e infine la decisione di fare a pezzi il cadavere. È questa la sequenza che si delinea per l’omicidio di Fabio Colapietro, trentanovenne di Chivasso ucciso alla periferia Nord di Torino. Per il delitto sono stati fermati Christian Matheus De Oliveira Morando, di 26 anni, Nicole Formichetti, docente di 47 anni, e Keith Butig, di 22 anni.

La professoressa

Tutto è successo a casa di Nicole Formichetti, originaria di Rieti ma che vive a Torino. La donna è docente di italiano all’istituto Tommaso d’Oria di Ciriè, ma a scuola, per il nuovo anno scolastico, non l’avevano ancora vista: era assente giustificata per “problemi personali”. Secondo i primi accertamenti, la donna aveva sviluppato in città un’ampia rete di contatti con spacciatori e consumatori.

Cosa è successo nell’appartamento della prof

La festa nell’appartamento della docente 47enne era iniziata il 20 settembre, come ha raccontato un altro dei tre protagonisti, De Oliveira Morando. Quel giorno era arrivato a casa della professoressa con Butig, che abita con la famiglia a poche centinaia di metri. Una volta giunto anche Colapietro, considerato il galoppino "di uno spacciatore che conosce la professoressa", il gruppo ha "cominciato a consumare ogni tipo di sostanza, il giorno e la notte", ha spiegato l'avvocato di De Oliveira Morando. L'indomani il ventiseienne "si sveglia e gli dicono che la vittima gli avrebbe rubato forse 50 euro, ne nasce una lite in cui tutti si sono picchiati, quindi Colapietro cade e muore". Sulle circostanze del decesso non c'è chiarezza. "Sì l'ho ucciso, ma involontariamente. Certamente non era programmato, era nell'ambito di un litigio durante un'assunzione di droghe da giorni", ha detto De Oliveira Morando al gip. Il magistrato avrebbe chiesto al fermato se abbia cinto il collo della vittima col braccio, facendo intuire una potenziale causa di decesso: "Dice che non ricorda assolutamente, poi gli hanno praticato la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco" aggiunge il difensore. "Un paio d'ore" di tentativi. Poi "hanno deciso di nascondere il cadavere. Sono andati nei giorni successivi a comprare il telo, i sacchi, la candeggina, i guanti, il coltello, il cemento", ha detto ancora l'avvocato. Quindi "l'hanno sezionato e lui dice che a un certo punto non ce la faceva più: esce, chiama sua madre, la fa venire lì e chiama la polizia". Erano intenzionati, aggiunge l'avvocato, a "gettare le parti del cadavere in un fiume".

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De Oliveira Morando e Keith Butig

Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, papà di una bambina di 4, ha spiegato al gip di aver ucciso Colapietro, "ma involontariamente. Certamente non era programmato, era nell'ambito di un litigio durante un'assunzione di droghe da giorni". I vicini di casa, scrive Il Corriere della Sera, ricordano: "Ci ha svuotato le cantine più di una volta e ha rubato valigie degli attrezzi, olio, vino, un po’ di tutto. Forse per comprarsi le dosi". Sembra che il giovane da qualche tempo vivesse in strada, senza fissa dimora. Keith Butig invece, 22 anni, transgender di origini filippine, ha detto al suo avvocato e al giudice: "Non ho fatto nulla, ero in un’altra stanza". Per Butig "l'omicidio neanche è in contestazione. Nega anche la partecipazione al vilipendio, allo smembramento, all'occultamento di cadavere", spiega il suo avvocato. "Era consapevole di quello che era successo. Non ha partecipato all'opera di occultamento. Ha riferito di essere andata ad acquistare dei sacchi che sarebbero poi stati utilizzati per..., ma che è l'unica partecipazione attiva che ha dato". La giovane "è rimasta lì per due giorni, dopo di che è uscita e si è nascosta per un giorno e mezzo o due, per paura dell'accaduto, e poi è stata fermata". Non avrebbe assistito all'omicidio in quanto "era in un'altra stanza". Il gruppo, riferisce il legale, si era conosciuto "nel contesto di "vendita e acquisto sostanze stupefacenti".

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