Il ragazzo è deceduto a metà luglio dopo essere rimasto folgorato mentre giocava con il calciometro. Alla luce delle indagini portate avanti in questi mesi, il gip del tribunale di Savona ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due gestori dell’attrazione, marito e moglie. Sono accusati di omicidio colposo e frode processuale
Sono stati arrestati i due giostrai gestori dell’attrazione che, il 16 luglio, ha provocato la morte di un 15enne a Spotorno. La vittima stava giocando con un calciometro quando è rimasto folgorato. Alla luce di quanto emerso dalle indagini, il gip del tribunale di Savona ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due, dei quali non sono state diffuse le identità, accusati di omicidio colposo e frode processuale. A darne notizia è lo stesso tribunale in un comunicato stampa.
15enne morto folgorato
Come si legge nel comunicato, dalle indagini è stato confermato che la vittima “è deceduta mentre utilizzava l’attrazione denominata ‘calciometro’, di proprietà di altra persona sottoposta ad indagini per i medesimi fatti”. Il 15enne è morto “per arresto cardiocircolatorio conseguente a folgorazione da corrente elettrica”: da qui l’arresto della coppia di gestori considerati responsabili del cortocircuito che ha ucciso il minore. I due non sono i proprietari dell’attrazione che ha folgorato la vittima ma di quella limitrofa, collegata tramite cavo elettrico alla prima. Il calciometro con cui la vittima stava giocando, spiega infatti il comunicato del tribunale, “sarebbe stato collegato mediante un cavo elettrico all’attrazione limitrofa denominata ‘giostra seggiolini’, di cui sono titolari i due indagati”.
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Tentativi di occultare responsabilità
I due gestori arrestati, come emerso dalle indagini, avrebbero cercato di occultare il proprio coinvolgimento con la vicenda, “rendendo versioni non vere, modificando lo stato dei luoghi, rimuovendo il cavo elettrico, occultando alcuni cavi e intervenendo con modifiche sull’impianto dell’attrazione di loro proprietà”. Al momento l’ipotesi accusatoria è quindi quella di omicidio colposo e frode processuale e la custodia cautelare si è resa necessaria “per evitare l'inquinamento delle prove e la reiterazione del reato, essendo necessario preservare la genuinità delle indagini”. Proseguono intanto gli accertamenti tecnici per ricostruire quanto accaduto e attribuire tutte le responsabilità del caso.