La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 14,6%. "Salgono a 83 le province in 19 Regioni con dimostrata circolazione del virus" sottolinea il report dell'Istituto superiore della Sanità
Cresce l'impatto del West Nile virus in Italia. Il nono bollettino settimanale dell'Istituto superiore di sanità (Iss) registra 700 casi confermati di infezione da West Nile Virus (Wnv) nell’uomo " di cui 368 si sono manifestati nella forma neuro invasiva. Di questi 5 casi sono importati: 1 Maldive, 1 Francia, 1 Belgio, 1 Grecia e 1 Olanda). 88 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 239 casi di febbre , 4 casi con altri sintomi e 1 caso asintomatico".
Iss: Salgono a 83 le province con dimostrata circolazione del Wnv
"Tra i casi confermati sono stati notificati 54 decessi (erano 51 nel bollettino precedente) di cui uno in un caso importato. La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 14,6% (nello stesso periodo del 2025, 14,9%). Lo scorso anno nello stesso periodo erano 680 i casi segnalati con 48 decessi", continua il report. Nello stesso periodo sono stati segnalati 15 casi di Usutu virus (8 Lombardia, 1 Emilia-Romagna, 1 Marche, 2 Lazio, 1 Piemonte, 2 Veneto). Salgono a 83 le Province con dimostrata circolazione del Wnv appartenenti a 19 Regioni (nello scorso bollettino erano 82 province in 19 regioni)", conclude l'Iss.
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Ultima vittima all'ospedale di Grosseto: morto 89enne
Intanto, risale a ieri la morte di un paziente all'ospedale di Grosseto per un caso di West Nile virus. La scomparsa dell'uomo, 89 anni, è avvenuta nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale Misericordia, dove era ricoverato dopo aver contratto il virus West Nile a Marina di Grosseto. L'infezione aveva provocato una grave encefalite, una delle complicanze neurologiche più rare e severe della malattia.
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La febbre del Nilo occidentale
La febbre West Nile (o del Nilo occidentale) è una malattia infettiva virale trasmessa principalmente dalla puntura di zanzare infette, in particolare del genere Culex. Il patogeno responsabile è il West Nile Virus, un virus isolato per la prima volta in Uganda nel 1937. Gli uccelli selvatici rappresentano il serbatoio naturale del virus, mentre le zanzare fungono da vettori per la trasmissione all'uomo e ad altri mammiferi, come i cavalli. Non si trasmette da persona a persona tramite il contatto quotidiano. Nell'80% dei casi l'infezione non provoca alcun disturbo. In meno dell'1% dei casi (specialmente negli anziani o nelle persone con difese immunitarie deboli), il virus può causare gravi problemi neurologici, come l'encefalite.