Uomo ucciso con un cacciavite a Udine, fermato presunto assassino

Cronaca
©Ansa

Il sospettato, un 32enne, aveva fatto perdere le proprie tracce dopo aver colpito con un cacciavite al torace l’uomo di 65 anni, morto in ospedale a causa della gravità delle ferite. Si tratta dell’ex compagno della sorella della vittima: la donna aveva chiuso la relazione ma l’uomo non lo accettava e l’aveva minacciata di morte. Aperto fascicolo per omicidio

ascolta articolo

È stato fermato dopo meno di 24 ore alla stazione ferroviaria di Basiliano l’uomo che ieri sera a Udine avrebbe ucciso a colpi di cacciavite un altro uomo di 65 anni, Abdellatif Bensefiyan. Il sospettato è un 32enne di origini marocchine che, dopo aver aggredito il connazionale, è fuggito a piedi facendo perdere le proprie tracce. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, la vittima stava rientrando a casa in via Castions con le borse della spesa quando è stato sorpreso dal killer che lo attendeva nascosto dietro una siepe. Sul corpo del 65enne sono stati rinvenuti molteplici segni di arma da taglio al torace e un cacciavite insanguinato, possibile arma del delitto, è stato trovato in terra accanto al corpo e sequestrato dai carabinieri. Immediati i soccorsi ma la vittima era già in condizioni critiche: i sanitari del 118 hanno prestato le prime cure e lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale dove le condizioni dell’uomo si sono aggravate ed è deceduto poco dopo l’arrivo. Abdellatif Bensefiyan lavorava nel settore della distribuzione dei giornali e viveva a Udine, dove lascia la compagna. La procura di Udine ha aperto un fascicolo per omicidio, che potrebbe essere aggravato dalla premeditazione.

Presidiati porti e ospedali

Il presunto assassino, incensurato, formalmente è residente a Rive d'Arcano, in provincia di Udine, ma da alcuni mesi gravitava nella zona di Codroipo e dintorni. È proprio in quest'area che si sono concentrate le ricerche, con controlli e pattugliamenti intensificati. Le forze dell'ordine hanno intensificato i controlli nei principali snodi di collegamento del Nordest, con particolare attenzione a porti, aeroporti e stazioni ferroviarie nella convinzione che il 32enne, dopo essere fuggito a piedi attraverso i campi, potesse aver cercato di allontanarsi rapidamente dall'Italia e raggiungere il Marocco, dove avrebbe interessi e parenti.

Leggi anche

Uccide moglie e figlio poi si spara a Finale Ligure, disposte autopsie

La vendetta

Il movente dell’omicidio sarebbe una vendetta legata a questioni personali tra il fuggitivo e la sorella della vittima: il 32enne, stando alle prime ipotesi, aveva avuto una relazione con la donna che però, un mese fa, aveva decisio di chiudere il rapporto. L’uomo, come la stessa 38enne ha raccontato agli investigatori, non accettava la fine della storia e le faceva pressioni. Tre giorni prima del delitto si era anche presentato sul luogo di lavoro della donna per incontrarla e, davanti al suo rifiuto, l’aveva minacciata di morte. Gli investigatori, che stanno acquisendo eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza e raccogliendo le testimonianze, stanno anche verificando un episodio avvenuto nella giornata di ieri, quando è stata danneggiata l'automobile di un altro parente della donna.

Potrebbe interessarti

Melissa Echevarria, la donna trovata morta a Messina è stata uccisa

Cronaca: i più letti