Famiglia nel bosco, figli restano lontani. Genitori: “Decisione ci spezza il cuore”

Cronaca

Catherine e Nathan, madre e padre dei tre bambini separati dalla loro casa da ormai 10 mesi, hanno commentato con un video diffuso dal loro avvocato Simone Pillon la decisione del tribunale. Lunedì 31 agosto era stato depositato un provvedimento che dava il via libera al percorso di ricongiungimento della famiglia ma ad oggi, ha sottolineato il legale, “non è stato avviato il programma di rientro dei tre bambini”

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I bambini della famiglia nel bosco non possono ancora tornare a casa. "Una decisione che ci spezza il cuore", hanno commentato i genitori Catherine e Nathan che, in un video affidato all'avvocato Simone Pillon, hanno anche annunciato l'intenzione di presentare ricorso contro la decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Meno di una settimana fa, lunedì 31 agosto, era stato depositato il provvedimento che dava il via libera al percorso per il ricongiungimento della famiglia, ma secondo un iter a tappe monitorato dai servizi sociali che dovranno certificare il reinserimento dei minori. Un programma che però, come sottolineato dal legale dei genitori, “non è ancora stato avviato”.

Genitori: “Siamo preoccupati per il benessere dei nostri figli”

Sono ormai dieci mesi che i tre bambini vivono lontano dai genitori. Ora, secondo il programma deciso dal tribunale, "dovranno fare avanti e indietro senza una chiara prospettiva per il loro futuro, rimanendo in una casa famiglia chissà per quanto tempo". Catherine e Nathan nel video hanno quindi ribadito la volontà di riavere i propri bambini, con la convinzione “dell'urgenza di riportare i nostri preziosi bambini alla sicurezza, alle cure e all'amore della loro famiglia". La coppia si è detta preoccupata per “la salute e il benessere" dei figli, sostenendo che anche per i medici che li hanno in cura “la salute dei bambini è a grave rischio e l'unico modo per ridurre tale rischio è riportarli immediatamente a casa". Ma, denunciano i genitori, "tutto ciò è stato ignorato".

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Annunciato il ricorso

C’è poi anche il tema dell’istruzione. I bambini sono stati abituati a studiare a casa ma ora, hanno spiegato Catherine e Nathan nel video, “saranno iscritti alla scuola pubblica": una decisione che, ha affermato la coppia, “non rispetta i nostri diritti e quelli dei nostri figli". Poi l’annuncio: "Faremo ricorso, come previsto dalla legge” chiedendo "che vengano prese in considerazione le esigenze di salute dei nostri figli e il nostro e il loro diritto all'istruzione domiciliare".

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Avvocato Pillon denuncia ritardi e difficoltà

Già questa mattina, prima della diffusione del video dei genitori dei tre minori, l’avvocato Pillon in una nota aveva denunciato ritardi e difficoltà nell'attuazione concreta delle indicazioni del Tribunale. “Spiace prendere atto che il Servizio sociale affidatario abbia rimandato sia la propria disponibilità sia, e ciò è più grave, la concreta applicazione dei rientri a Palmoli dei minori". Come si legge nel testo dell’avvocato, "immediatamente dopo la comunicazione del decreto abbiamo chiesto una riunione per risolvere con tutti gli attori istituzionali i delicati e complessi problemi di attuazione pratica delle indicazioni del Tribunale". Secondo il legale, tutrice, curatrice e medici della Neuropsichiatria infantile di Atessa hanno "immediatamente offerto la loro disponibilità" a differenza del Servizio sociale affidatario che avrebbe invece rinviato. "Anche le rassicurazioni verbali, ricevute giovedì, circa una comunicazione via email che sarebbe dovuta arrivare entro venerdì 4 settembre, sono rimaste lettera morta".

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