A 123 anni dalla sua apertura, lo stabilimento "Pedocin" con il suo muro divisorio di 74 metri che separa i bagnanti sulla base del genere continua a rappresentare un impianto unico in Europa. Come rivelano i dati del capoluogo friulano, nei tre mesi centrali della stagione estiva 2026 le presenze superano le 106mila, per un incasso complessivo di circa 120mila euro
A Trieste c'è un muro che continua ad abbattere record. Lo stabilimento comunale "Alla Lanterna", meglio conosciuto dai residenti come "Pedocin", sembra non risentire dei segni del tempo e si avvia ad archiviare una stagione estiva senza precedenti. Secondo gli ultimi dati forniti dal capoluogo friulano il lido, dotato di una parete divisoria bianca lunga 74 metri, che divide maschi e femmine, ha registrato in soli tre mesi 106.696 presenze, per un incasso complessivo di circa 120mila euro.
Il Pedocin piace più alle donne: a luglio staccati 53mila biglietti
Inaugurato nel 1903 lo stabilimento, retaggio della dominazione austriaca e di una concezione mitteleuropea delle giornate in spiaggia, prevede da sempre una divisione fisica tra i bagnanti sulla base del genere. Divenuto negli anni un luogo cult della città, Pedocin si conferma meta di relax indiscussa per residenti e turisti attratti, oltre che dalla sua storia, anche dai prezzi agevolati. Per un ingresso giornaliero si pagano infatti 1,20 euro contro una media di 40 euro per ombrellone e sedie a sdraio. Solo a luglio sono stati staccati 53.610 biglietti contro i 34.885 del 2025 e i 40.160 del 2024. A giugno, invece, gli ingressi sono stati 36.051, un numero inferiore rispetto ai 40.373 dello scorso anno, ma ben superiore rispetto allo stesso mese del 2024, quando i ticket furono 22.353. A maggio, il primo mese di apertura a pagamento, sono stati validati 17.035 biglietti, tanti di più rispetto ai 10.315 del 2025 e ai 7.393 del 2024. E secondo i numeri del municipio, a frequentare il lido sono soprattutto le donne.
A giugno polemiche per un ingresso vietato
Il Pedocin sembra sopravvivere alla prova del tempo ma anche alle polemiche sul bagnasciuga. Lo scorso giugno un'accesa lite è esplosa tra una coppia di turisti e una persona del posto. Come riportato dal Piccolo i vacanzieri hanno insultato pesantemente una bagnante triestina perché quest'ultima aveva chiesto ai due di rispettare la regola della divisione in settori: maschi da una parte, donne dall'altra.