I vari procedimenti sono stati riuniti in un'unica udienza che si è svolta lo scorso 23 giugno: in particolare, quattro sono stati dichiarati inammissibili per ragioni di carattere processuale, mentre uno è stato respinto nel merito
Via libera per il progetto definitivo del nuovo impianto. Il tribunale amministrativo della Lombardia ha respinto i cinque ricorsi presentanti da associazioni e cittadini che sono stati presentati negli anni, il più vecchio del 2022, contro la vendita dello stadio San Siro e delle aree circostanti da parte del Comune a Inter e Milan. I vari ricorsi sono stati riuniti in un'unica udienza che si è svolta lo scorso 23 giugno: in particolare, quattro sono stati dichiarati inammissibili per ragioni di carattere processuale, mentre uno è stato respinto nel merito. Questo è un passaggio fondamentale per dare un'accelerazione al progetto dei club per la realizzazione del nuovo impianto e il conseguente abbattimento del Meazza.
I ricorsi
Il tribunale amministrativo non entra nel merito delle "doglianze" presentate dai ricorrenti nei loro ricorsi, tranne che in un caso, perché come si legge le "posizioni sarebbero non omogenee poiché", ad esempio, "a seconda della prossimità territoriale, muterebbe il tipo di lesione prospettata, l'intensità del pregiudizio allegato e l'utilità concreta che ciascun ricorrente potrebbe ricavare dall'eventuale annullamento degli atti impugnati". "Non sussisterebbe, dunque, il prescritto requisito dell'identità di posizioni sostanziali e processuali costantemente richiesto dalla giurisprudenza ai fini dell'ammissibilità del ricorso collettivo - spiega il Tar - . Il ricorso si configurerebbe, nella sostanza, come una iniziativa collettiva volta a contestare l'intera operazione urbanistico-patrimoniale facendo valere una pluralità di interessi non sovrapponibili e, in parte, riconducibili a una critica civica o politica dell'azione amministrativa, che, come tale, non sarebbe ammessa nel nostro ordinamento". Il Tar ha invece respinto nel merito il ricorso presentato dal consigliere comunale del gruppo mistro Enrico Fedrighini che contestava le modalità con cui il Consiglio aveva dato il via libera alla vendita dello stadio, lamentando la mancata convocazione di alcune commissioni ad esempio e poi l'utilizzo del cosiddetto sub emendamento canguro, con cui furono eliminati 214 emendamenti durante la discussione. Ma per il Tar ha respinto le contestazioni.
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"Su San Siro il Tar della Lombardia ha parlato chiaro: il Consiglio comunale ha lavorato nel rispetto delle regole", ha dichiarato la vicesindaca del Comune di Milano, con delega alla Rigenerazione urbana, Anna Scavuzzo. "Cinque sedute di Commissione, oltre quindici ore di discussione in Aula, un confronto lungo e vero. La delibera è stata esaminata correttamente e il ricorso sulla procedura è stato respinto nel merito. Gli altri ricorsi sono stati dichiarati inammissibili". "Rispetto - prosegue Scavuzzo - chi ha scelto di rivolgersi ai giudici. Ma oggi c'è anche un dato politico: su San Siro la città ha discusso, si è confrontata e alla fine ha scelto. Quel confronto non è stato tempo perso. Ha migliorato il progetto e fissato impegni precisi. Adesso tocca rispettarli: metà dell'area a verde, risorse per le opere pubbliche, controlli antimafia rigorosi e massima attenzione alla qualità dei lavori e del cantiere. Ora - conclude quindi Scavuzzo - abbiamo la responsabilità di realizzare al meglio ciò che è stato deciso".