Per Benedetta De Luca, l’anatomo patologa che ha effettuato l’autopsia sui corpi di Antonella Di Ielsi e della figlia 15enne Sara Di Vita, “l’autopsia non può determinare quello che è successo”. La dottoressa quindi non si sente di escludere né l’ingestione accidentale né la somministrazione da parte di terzi. Proseguono le indagini
L’unica cosa sicura, nel caso di Pietracatella, è che madre e figlia sono morte per avvelenamento da ricina. Come le due vittime abbiano assunto la sostanza tossica, o chi possa avergliela somministrata, è ancora un mistero. E dopo giorni di colloqui in Questura tra gli inquirenti e tutte le persone che potrebbero essere a conoscenza dei fatti, tra sospettati e testimoni, riemerge nuovamente l’ipotesi che Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita possano aver ingerito la ricina in modo accidentale. Una pista che, inizialmente, dopo i decessi avvenuti a dicembre 2025, gli investigatori avevano seguito ma che poi era stata messa da parte a favore dell’ipotesi di omicidio.
Autopsia non determinante
A far tornare l’ipotesi dell’incidente è la dottoressa Benedetta De Luca, l’anatomo patologa che ha effettuato l’autopsia sui corpi di Antonella Di Ielsi e della figlia 15enne Sara. “La causa della morte è sicuramente l’avvelenamento da ricina, ma l’autopsia non può determinare quello che è successo, ovvero l’ingestione accidentale, o la somministrazione da parte di terze persone”, ha commentato De Luca durante un’intervista all’emittente locale Telemolise. La dottoressa quindi, non esclude nulla: “Nello stomaco delle due vittime non abbiamo individuato nessun residuo alimentare - ha spiegato - ma solo sangue, perché prima di morire, sia Antonella che Sara, avevano ripetutamente rovesciato”.
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Proseguono le indagini
Intanto proseguono le indagini. Ieri pomeriggio in Questura sono stati sentiti alcuni parenti e amici del marito di Monia, una docente vicina, in passato, a Gianni Di Vita. Anche l’uomo, marito e padre delle due vittime, nei giorni scorsi è tornato dagli inquirenti di Campobasso per poi tornare a casa senza essere indagato.