Scomparsa nel nulla il 10 agosto 1996 durante una gita sul Monte Faito, la piccola non è più stata ritrovata. Da allora, indagini, segnalazioni e piste internazionali non hanno mai portato a una risposta definitiva. Ma la famiglia non ha mai smesso di cercarla
Sono passati 30 anni dalla scomparsa di Angela Celentano, la bambina di tre anni sparita il 10 agosto 1996 sul Monte Faito, nel territorio di Vico Equense, in provincia di Napoli. Da allora le ricerche non si sono mai fermate e nel tempo hanno seguito numerose piste, dall'ipotesi di un sequestro a quelle che hanno portato gli investigatori e la famiglia fino in Messico, Turchia e Venezuela. A oggi, però, di Angela non si hanno notizie certe. Nel giorno del trentennale, la famiglia ha ribadito di non aver mai perso la speranza di poterla riabbracciare.
Il messaggio della famiglia
Sulla pagina Facebook dedicata ad Angela Celentano, la famiglia ha scritto che "gli anni passano e possono logorare le forze, i pensieri e segnare la pelle… ma mai la speranza". Una speranza che "non fa rumore, che mantiene viva ogni possibilità e sostiene il tempo che passa. Oggi sono 30 anni senza di te. 30 anni in cui la certezza di riabbracciarti non è mai venuta meno".
Per i familiari, "non servono date per ricordarti perché non sei una ricorrenza ma ogni giorno che passa non è che un altro giorno senza di te. Sei ogni giorno nei nostri cuori e nei nostri pensieri e oggi, così come dal 10 Agosto 1996, il nostro obiettivo è sempre quello di poterti raggiungere, ovunque tu sia". E anche se "potrebbe sembrare follia… noi siamo ancora qui a sperare e credere che prima o poi tutto questo finirà".
La scomparsa il 10 agosto 1996
Il 10 agosto 1996 la famiglia Celentano è sul Monte Faito per la tradizionale gita organizzata dalla Comunità evangelica di Vico Equense. Angela, nata l'11 giugno 1993, ha tre anni. Poco dopo le 13 il padre si accorge che la bambina, che stava giocando lì vicino, non c'è più. Scattano immediatamente le ricerche. Un bambino di 11 anni, Renato, racconta di essere sceso poco prima lungo il sentiero verso il parcheggio e di aver visto Angela seguirlo. Il bambino le avrebbe chiesto di tornare dalla madre, proseguendo poi da solo.
Parenti, amici e volontari perlustrano la zona. Nei giorni successivi entrano in campo anche forze dell'ordine, esercito, unità cinofile ed elicotteri. Angela non verrà mai ritrovata. Restano però punti mai chiariti, a partire da chi abbia visto Angela per ultimo e dalle versioni discordanti fornite dai bambini presenti alla gita.
Dalle segnalazioni alla pista dello zio
Negli anni successivi non mancano segnalazioni di persone che potrebbero essere Angela. Nel 2001 una bambina fermata in provincia di Salerno perché somigliante alla piccola scomparsa viene sottoposta al test del Dna, che dà esito negativo. Nel 2009 una ragazza notata mentre chiedeva l'elemosina a Taranto viene a sua volta indicata come possibile Angela: anche in quel caso gli accertamenti escludono la corrispondenza.
Nel frattempo le indagini proseguono. Nel 1999 lo zio di Angela, Gennaro Celentano, viene iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di sequestro di persona. L'ipotesi viene però abbandonata e nel dicembre dello stesso anno l'uomo viene scagionato.
La pista messicana e il caso di Celeste Ruiz
Una delle piste più clamorose viene seguita nel 2010. Una ragazza che si presenta come Celeste Ruiz Tellez contatta via email la famiglia sostenendo di essersi riconosciuta nelle fotografie di Angela. Racconta di essere stata adottata e di vivere in Messico. La corrispondenza con i Celentano alimenta una nuova speranza: la ragazza invia fotografie e sostiene di stare bene, chiedendo però di non essere cercata.
Le autorità messicane si attivano per rintracciarla e viene anche messa a disposizione una ricompensa. La vicenda arriva fino in Italia, dove la giovane viene ascoltata dalla Procura di Torre Annunziata. Nel 2017, però, la pista viene definitivamente smentita. Celeste Ruiz confessa di chiamarsi in realtà Brissia e sostiene che la fotografia inviata anni prima alla famiglia fosse stata sottratta dal suo profilo. Il test del Dna conferma che non è Angela Celentano.
La Turchia, il Venezuela e la speranza mai abbandonata
Negli ultimi anni le ricerche seguono altre piste internazionali. Una, emersa da una testimonianza risalente al 2009, porta in Turchia, sull'isola di Büyükada, vicino a Istanbul. Secondo il racconto di una donna che aveva raccolto la confidenza di un parroco, Angela sarebbe stata rapita nel 1996 e portata sull'isola, dove avrebbe vissuto con un uomo considerato suo padre. Questo filone, già archiviato una prima volta nel 2021, viene riaperto nel 2022. Nel 2023 viene chiesta una proroga, e poi la Procura nel chiede di nuovo l'archiviazione. Ma nel giugno 2025 il gip respinge la richiesta, disponendo ulteriori approfondimenti.
Sempre nel 2023 una nuova speranza arriva dal Venezuela. Una giovane modella, per alcuni aspetti molto somigliante ad Angela e indicata come possibile corrispondenza, viene sottoposta all'esame del Dna. Il risultato è negativo: la giovane non è Angela.