Marina Ruoppolo, 18 anni, si è diplomata con 100 al Liceo Classico Umberto I di Napoli, ma senza lode: nell'ultimo giorno di scuola era scesa a festeggiare in cortile con i compagni, infrangendo un divieto. Per l'intera classe è scattato l'8 in condotta, voto che con le nuove regole preclude il massimo dei crediti. In una lettera aperta al Corriere della Sera la neodiplomata attacca la riforma: "Se questa è la scuola, siamo contenti di non meritare il credito che spetta ai vostri migliori"
Cento in pagella, ma niente lode. È la conclusione con cui Marina Ruoppolo, 18 anni, ha chiuso il suo percorso al Liceo Classico Umberto I di Napoli. A pesare non è stato il rendimento, ma un 8 in condotta: l'ultimo giorno di lezione la studentessa era scesa in cortile a festeggiare insieme ai compagni, violando un divieto della presidenza. Il voto sul comportamento è stato assegnato collettivamente alla classe e, in base alla nuova disciplina, ha sbarrato la strada al massimo dei crediti scolastici necessari per la lode.
La vicenda è diventata pubblica attraverso una lettera aperta che la ragazza ha affidato al Corriere della Sera, indirizzata alla dirigente scolastica, ai docenti e al ministro dell'Istruzione e del Merito.
"Cara dirigente"
Nel testo Marina Ruoppolo si rivolge alla preside senza rancore personale, riconoscendole di limitarsi a eseguire le direttive ricevute, ma trasforma il caso in un atto d'accusa contro l'intero impianto della scuola. Critica l'appiattimento del pensiero divergente e il tempo in classe che, anno dopo anno, viene sacrificato a favore di attività orientative vissute come un colloquio di lavoro. Al centro c'è la denuncia di una scuola percepita come "fabbrica", in cui ognuno svolge un compito parcellizzato senza guardare al processo nel suo insieme.
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La disciplina "arma più potente"
La studentessa punta il dito sul peso crescente attribuito alla condotta, letta come strumento di controllo più che di formazione. Racconta i tentativi degli studenti di incidere per vie democratiche (dalle rappresentanze d'istituto ai distributori di assorbenti installati nei bagni con la formula "se ti serve prendilo, se ce l'hai lascialo") scontrandosi, sostiene, con un muro di burocrazia e con un atteggiamento di sufficienza da parte dell'istituzione. La chiusura è netta: "Se questa è la scuola, siamo contenti di non meritare il credito che spetta ai vostri migliori".
La riforma sulla condotta
Il caso si inserisce nel quadro introdotto dalla legge 1° ottobre 2024, n. 150, che ha rafforzato il peso del voto di comportamento. La norma ha inserito nel decreto legislativo 62/2017 una regola precisa: il punteggio più alto nella fascia di credito scolastico spetta solo agli studenti con una condotta pari o superiore a 9 decimi. Un 8, quindi, esclude dal massimo della fascia. E poiché la lode richiede il credito più alto in tutti e tre gli anni del triennio, quel voto sul comportamento è sufficiente a sbarrarne l'accesso, anche a fronte di un 100 pieno. Per l'esame di Stato 2026 i meccanismi applicativi sono definiti dal D.P.R. 135/2025 e dall'Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026. La riforma, voluta dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha reintrodotto anche i giudizi sintetici alla scuola primaria.