Ferrovie del Mottarone ha rinunciato al ricorso in Cassazione, estinguendo il giudizio civile contro il Comune di Stresa legato al contenzioso seguito alla tragedia del 2021, in cui morirono 14 persone. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso "rinunciato" per mancata richiesta di decisione entro i termini, imponendo alla società il pagamento di 6.950 euro di spese legali
Nessun giudizio in Cassazione nella causa civile tra Ferrovie del Mottarone e il Comune di Stresa. La società, oggi in liquidazione da parte di Luigi Nerini, l'ex titolare della concessionaria dell'impianto precipitato nel 2021 che lo scorso settembre ha patteggiato 3 anni e 10 mesi per il tragico incidente in cui persero la vita 14 persone, ha rinunciato al ricorso dinanzi alla Suprema Corte dopo averlo inizialmente presentato. La conferma arriva dal neosindaco di Stresa, Luca Gemelli, controparte nel procedimento. Secondo il decreto della seconda sezione civile della Cassazione, pubblicato il 6 luglio, la parte ricorrente non ha richiesto la decisione del ricorso entro il termine prescritto di 40 giorni dalla proposta di definizione in giudizio comunicata dalla stessa Corte. Per questo motivo il ricorso "deve intendersi rinunciato" e il giudizio è ufficialmente "estinto".
Le spese legali e il contenzioso sul canone
Ferrovie del Mottarone dovrà versare 6.950 euro al Comune di Stresa per le spese legali. La vicenda si inserisce nel più ampio contenzioso civile nato dopo lo schianto dell'impianto. Il Comune aveva sospeso il pagamento del canone annuale di 143.000 euro, ritenendo la società inadempiente rispetto agli obblighi contrattuali legati alla manutenzione e alla sicurezza. I legali di Nerini sostenevano invece che il canone fosse la restituzione rateale di un prestito concesso al Comune nel 2015 per la ristrutturazione dell'impianto, tesi già respinta nel 2022 dal Tribunale civile di Verbania e poi confermata dalla Corte d'Appello di Torino nel gennaio 2024.
La posizione del sindaco Gemelli
Il sindaco Gemelli precisa che il passo indietro dei legali di Nerini in Cassazione non deriva "da alcun accordo con il Comune". Il primo cittadino si interroga tuttavia su quali possano essere le ipotetiche altre procedure a cui la difesa dell'ex concessionario ha lasciato intendere di voler fare ricorso in alcune recenti dichiarazioni.