Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori, da lunedì lavorerà come volontario nel carcere milanese di Bollate. Lo ha reso noto il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, che oggi lo ha incontrato in visita all'istituto. Nello stesso giorno, a Milano, la "manifestazione nazionale" annunciata in sua difesa si è ridotta a un presidio con una sola partecipante
Da lunedì Mario Roggero comincerà a lavorare come volontario nel carcere di Milano Bollate, dove è recluso da quando è diventata definitiva la sua condanna a 14 anni e 9 mesi. Il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, è stato riconosciuto colpevole di aver ucciso due degli uomini che nell'aprile 2021 avevano rapinato la sua attività. A rendere noto l'avvio dell'attività è stato il senatore piemontese della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Attività produttive a Palazzo Madama, che oggi lo ha incontrato durante una visita all'istituto.
"L'ho trovato in buona salute"
Bergesio ha descritto Bollate come una struttura d'eccellenza sul fronte del reinserimento, dove i detenuti vengono coinvolti in attività lavorative. "In questa occasione ho incontrato Mario Roggero, vittima di una tremenda rapina e persona che conosco da anni insieme ai suoi cari. L'ho trovato in buona salute", ha scritto in una nota. Da lunedì, ha aggiunto, l'uomo "lavorerà come volontario allo sportello giuridico e a quello di segretariato sociale, oltre che in biblioteca all'interno dell'istituto".
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I tre incarichi affidati a Roggero rientrano tra le attività di supporto che a Bollate vengono svolte all'interno dell'istituto. Allo sportello giuridico i detenuti collaborano nell'orientare i compagni sulle pratiche legali e sui loro diritti; il segretariato sociale è il servizio che aiuta la popolazione carceraria nei rapporti con gli uffici e nelle esigenze quotidiane, dalla modulistica alle richieste rivolte all'amministrazione; la biblioteca prevede attività di gestione e prestito dei volumi. Si tratta di mansioni di volontariato, quindi non retribuite.
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Nello stesso giorno, a Milano, era stata annunciata sui social una "manifestazione nazionale" in difesa del gioielliere. In corso Venezia, però, si è presentata una sola persona: Stefania Caiafa, fondatrice dell'associazione "Avanguardia animalista" e organizzatrice dell'iniziativa. Con un megafono e un cartello scritto a penna, "Libertà per Mario Roggero", ha cominciato a scandire slogan in sua difesa. Le forze dell'ordine attendevano un'affluenza ben diversa, circa 150 persone: per questo in corso Venezia erano presenti agenti della Polizia, della Polizia locale e della Digos. Il corteo mai partito si è così ridotto a un presidio con una sola manifestante, contestata anche da un passante: "Ma non ti vergogni? Guarda quanto costi allo Stato, con le forze dell'ordine che sono qui per te e non presidiano la città".
"Sono qua come cittadina, io ci metto la faccia perché non bisogna avere paura dei delinquenti", ha rivendicato Caiafa. "La gente ha paura ad andare a lavorare, così non si vive più tranquilli e c'è chi si deve difendere come ha fatto il signor Roggero. Lui in quel momento era stanco mentalmente, la sua è stata una difesa mentale per le rapine che ha subito. Per lui ci vuole o la grazia o la riduzione della pena". La donna ha infine attaccato la destra, accusandola di non avere "il coraggio di scendere in piazza" per il gioielliere.