Giornalista ucciso a Eboli, Luca Esposito forse ancora vivo quando gli hanno dato fuoco

Cronaca

Nuovi dettagli sulla morte del giornalista dato alle fiamme e ritrovato cadavere in un terreno agricolo nel Comune di Eboli (Salerno) il 19 luglio. Quando è stato dato fuoco al corpo forse era ancora vivo, anche se in gravissime condizioni dopo essere stato brutalmente picchiato e soffocato. I carabinieri hanno fermato un sospettato

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Emergono nuovi dettagli sulla morte di Luigi 'Luca' Esposito, il giornalista dato alle fiamme e ritrovato cadavere in un terreno agricolo nel Comune di Eboli (Salerno) nella mattinata di domenica scorsa (19 luglio). Ieri era emerso il riscontro di una "asfissia meccanica violenta", ora si ipotizza che quando è stato dato fuoco al suo corpo l'uomo potesse essere ancora vivo, anche se in gravissime condizioni dopo essere stato brutalmente picchiato e soffocato. Gli ulteriori aspetti emersi dall’autopsia effettuata sul suo corpo martedì scorso - avvalorando quanto riferito nelle ultime ore da organi di stampa - evidenzierebbero che l'uomo avrebbe inalato il fumo che sarebbe stato appiccato dal suo assassino o dagli assassini poco prima di morire. Ma è stato disposto un supplemento di accertamenti. Intanto, i carabinieri hanno fermato un uomo sospettato del delitto.

Si cerca il cellulare della vittima

Intanto, si cerca il cellulare che la vittima usava abitualmente e che non era vicino a dov'è stato rinvenuto il corpo e nemmeno nella macchina ritrovata parcheggiata poco distante. Un amico dell’uomo, intervistato nel corso della trasmissione La vita in diretta estate, ha raccontato di averlo sentito il pomeriggio di sabato e di avergli scritto nuovamente domenica mattina intorno alle ore 10.27. Non ricevendo notizie, lo ha chiamato utilizzando WhatsApp senza esito e poi gli ha lasciato un vocale. All'inizio i messaggi non erano stati recapitati, solo nel tardo pomeriggio di domenica, riferisce sempre l'amico, le spunte sono diventate due ma non blu. Quindi la visualizzazione non c'è stata, ma il telefono o è stato riacceso da qualcuno o è stato spostato da un punto senza campo ad un punto dove la linea prendeva.

Ancora diversi punti da chiarire

Esposito seguiva le formazioni calcistiche campane. Era opinionista televisivo, collaborava con diversi quotidiani e firmava editoriali. Aveva compiuto 53 anni il 4 luglio. Riguardo alla sua attività lavorativa, resta da chiarire il giallo del presunto impiego all'Arpac. Dopo l'omicidio è emerso che l'uomo avrebbe lavorato per l'Azienda regionale di protezione ambientale della Campania, ma l'ente ha escluso categoricamente che Esposito fosse un suo dipendente. Non risultava nemmeno legato alla Regione, né iscritto all'Ordine dei biologi. Da capire anche perché Esposito dicesse a parenti e ad amici he la mattina era impegnato in attività per le quali non poteva essere disturbato. Le indagini puntano a far luce anche su una fede all'anulare, segno forse di un legame con una presunta moglie, come egli stesso raccontava.

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