Omicidio Esposito a Eboli, autopsia di cinque ore. Proseguono le indagini

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Gli investigatori sono al lavoro per capire cosa sia successo realmente al giornalista ucciso nel Salernitano. I carabinieri stanno cercando di fare luce sull'orrenda "azione omicidiaria", come riporta un comunicato diffuso dall'ufficio inquirente coordinato dal procuratore Raffaele Cantone

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È durata quasi cinque ore l'autopsia sul corpo del giornalista Luca (all'anagrafe Luigi) Esposito, 53 anni, trovato carbonizzato e senza vita  domenica scorsa in un terreno agricolo nella prossimità della strada statale 7 bis, in una zona periferica e isolata di Eboli, in provincia di Salerno. L'esame, disposto dalla Procura di Salerno, è stato eseguito oggi, 21 luglio, presso l'obitorio comunale. La salma resta ancora sotto sequestro perché gli accertamenti tecnici irripetibili non sono conclusi e saranno necessari ulteriori approfondimenti di istologia, tossicologia e genetica. In queste ore si cerca l'arma del delitto Esposito sarebbe stato ucciso prima si essere bruciato. Secondo una prima ricostruzione, il giornalista sarebbe stato vittima di un omicidio - forse premeditato - preceduto da brutale pestaggio che gli avrebbe provocato fratture multiple. Il fuoco sarebbe stato appiccato per eliminare ogni traccia . Le conclusioni dell'esame effettuato dal medico legale Gabriele Casaburi potranno ora fissare un punto fermo sulle cause della morte. Era presente anche il consulente tecnico nominato dalla famiglia, il dottor Giuseppe Raimo

Le indagini e l'ipotesi che avanza

Intanto, le indagini per capire cosa sia successo realmente vanno avanti grazie al lavoro dei carabinieri che stanno cercando di fare luce sull'orrenda "azione omicidiaria", come riporta un comunicato diffuso dall'ufficio inquirente coordinato dal procuratore Raffaele Cantone. Stando a notizie, però non confermate, nei pressi del luogo dove è stato trovato il cadavere sarebbero stati anche scoperti un bossolo e dei resti di un sacco nero. Se così fosse, avanzerebbe ancora di più l'ipotesi che Esposito possa essere stato prima ucciso e poi dato alle fiamme. La Procura di Salerno sta passando al setaccio ogni dettaglio, a partire dagli spostamenti di Esposito nella sera di sabato. È stato chiarito che la vittima non aveva una casa ad Agropoli, come inizialmente ipotizzato. Gli inquirenti escludono collegamenti con la sua attività professionale di giornalista sportivo, molto noto tra Salerno e Avellino, e concentrano l'attenzione sulla pista personale. Resta da chiarire anche il giallo del presunto impiego all'Arpac: l'Azienda regionale di protezione ambientale ha escluso categoricamente che Esposito fosse un suo dipendente. Non risultava nemmeno legato alla Regione, né iscritto all'Ordine dei biologi, come confermato oggi. Sono in corso verifiche sui titoli di studio.  Esposito è arrivato sul posto con la sua auto: in tasca aveva le chiavi. Gli investigatori ritengono che avesse un appuntamento o che fosse giunto sul posto insieme con un'altra persona. 

Lo sgomento di parenti e amici

"In questo momento - ha commentato la sorella di Esposito - so solo che sono distrutta. Nemici? Che io sappia no. Nessuno gli voleva del male. Era tranquillo, non ha mai mostrato segni di qualcosa che lo preoccupasse". Anche una amica e collega del giornalista si è detta "sconvolta da quanto accaduto". È stato "un delitto atroce. Nulla potrebbe  giustificare tutto ciò. Non l'ho mai sentito spaventato o  pensieroso in questo ultimo periodo", ha aggiunto, "era sereno come sempre. Mi hanno riferito che  un collega di una testata locale lo avrebbe sentito poco dopo le  nove di sera e lui avrebbe risposto dicendogli 'ti richiamo', - aggiunge la donna - chissà cos'è  successo dopo, e se fosse già in compagnia di chi poi lo ha  ammazzato". Le sorelle Ida e Francesca, chiuse nel loro dolore, hanno chiesto rispetto e riservatezza. "Sono sotto shock", ha riferito l'avvocato Annalisa Califano, legale delle due sorelle. 

Il lavoro degli inquirenti

In attesa dei risultati completi dell'autopsia, gli investigatori stanno analizzando anche i dati presenti sul cellulare del giornalista per scoprire se avesse qualche appuntamento in programma. Oggi i sommozzatori dei Carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nella zona del ritrovamento, valutando anche il possibile dragaggio del rivolo d'acqua che costeggia l'area. La ricerca potrebbe riguardare l'oggetto con cui Esposito sarebbe stato colpito o altri elementi utili alle indagini. La zona è isolata, senza abitazioni né telecamere. A testimonianza di quanto accaduto restano solo i nastri che delimitano l'area, un fascio di fiori deposto da qualcuno e una macchia di bruciato. 

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