Alto Adige, piscina apre a donne islamiche dopo chiusura: è polemica

Cronaca

L'accordo, riporta il quotidiano Alto Adige, è stato siglato dal gestore della struttura Luca Lechthaler con l'obiettivo di favorire l'inclusione e il benessere e consentirà alle frequentatrici di fare il bagno indossando il burkini. Contraria la Lega: "Separare uomini e donne negli spazi pubblici non significa integrare, ma introdurre una logica di divisione che pensavamo appartenesse al passato”

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Da lunedì prossimo, 27 luglio, una volta a settimana il Lido di Salorno, in Alto Adige, riserverà la piscina per un'ora (dalle 18:30 alle 19:30, subito dopo l'orario di chiusura al pubblico) all'associazione 'Armonia' e alle donne islamiche della zona. L'accordo, riporta il quotidiano Alto Adige, è stato siglato dal gestore della struttura Luca Lechthaler con l'obiettivo di favorire l'inclusione e il benessere e consentirà alle frequentatrici di fare il bagno indossando il burkini. L'iniziativa è stata accolta con favore dall'associazione promotrice così come dal sindaco di Salorno, Roland Lazzeri, il quale ha sottolineato come la scelta permetta di includere cittadine che solitamente non frequentano la struttura negli orari tradizionali.

La polemica della Lega

"Quella che viene presentata come un'iniziativa di inclusione rappresenta, a nostro avviso, l'esatto contrario - scrive in una nota la Lega Alto Adige -. Separare uomini e donne negli spazi pubblici non significa integrare, ma introdurre una logica di divisione che pensavamo appartenesse al passato”. “È una scelta senza senso che non favorisce assolutamente l'inclusione ma piuttosto alimenta la segregazione con le donne separate dagli uomini e obbligate all'uso di un costume integrale per motivi religiosi. Altro che integrazione, in questo modo si istituzionalizza una forma di separazione tra uomini e donne e tra le diverse comunità." "Con questa decisione - prosegue il comunicato - si consente ad alcuni gruppi religiosi di isolarsi volontariamente, non aiutando le donne a integrarsi ma piuttosto a sentirsi emarginate e oppresse. L'uso del burkini come quello del velo integrale all'aperto non è libertà ma piuttosto sottomissione. Non dobbiamo abituarci a un'integrazione al contrario ma piuttosto favorire la conoscenza dei nostri valori e dei diritti delle donne. Queste decisioni, vendute come iniziative per l'inclusione, vanno invece nella direzione opposta". 

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