Mario Roggero, il precedente del 2005: minacciò il fidanzato della figlia con una pistola

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L’episodio emerso dagli atti risale al 2005, quando Roggero aggredì il fidanzato della figlia e minacciò con una pistola lui e i suoi genitori. Per quei fatti patteggiò nel 2007 una pena di due mesi, sostituita con una multa. Il precedente è stato richiamato anche nelle motivazioni della sentenza d’appello sulla morte dei due rapinatori, poi confermata dalla Cassazione

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Nel passato giudiziario di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo, figura un precedente risalente al 2005. L’episodio è emerso dagli atti delle sentenze confermate dalla Cassazione. Roggero, che oggi si è costituito nel carcere di Bollate, durante una lite aggredì il fidanzato della figlia e minacciò con una pistola il giovane e i suoi genitori.

Il precedente del 2005  

L’episodio avvenne il 17 dicembre 2005. Secondo quanto riportato negli atti, Roggero era stato chiamato dalla figlia, che gli aveva chiesto aiuto dopo essere stata lasciata in strada dal fidanzato. Durante una lite tra i due giovani, il ragazzo aveva schiaffeggiato la fidanzata. Roggero raggiunse quindi l’abitazione del fidanzato della figlia, lo insultò, lo spinse e lo colpì con alcuni pugni al volto. All’arrivo dei genitori del giovane, estrasse una pistola e minacciò tutte e tre le persone. La vicenda si concluse con denunce reciproche. Nel 2007 Roggero patteggiò davanti al Tribunale di Alba una pena di due mesi di reclusione, sostituita con una multa di 2.280 euro, per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma.

Il richiamo nelle motivazioni della sentenza

Il precedente è richiamato anche nelle motivazioni della sentenza d'appello, confermata dalla Cassazione. I giudici hanno osservato che Roggero era "affetto da un disturbo post traumatico da stress in seguito alla precedente rapina del 2015" e che era convinto "di dover agire da solo, posto che le autorità a ciò deputate non avevano svolto in modo adeguato il loro compito a seguito di quella rapina". Con riferimento all’episodio del 2005, nelle motivazioni si legge inoltre che "la modalità impulsiva di reazione agli eventi fosse presente anche nel passato".

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