Nuova e intensa fase esplosiva al cratere Voragine dell'Etna, con il tremore vulcanico in netta risalita su valori molto alti. Prosegue l'attività effusiva e l'emissione di cenere, mentre l'allerta per l'aviazione (Vona) resta al momento arancione. Un dato che tiene con il fiato sospeso l'aeroporto di Catania, riaperto solo ieri dopo nove giorni di stop e oltre 700 voli saltati
Torna a farsi sentire l'Etna. Una nuova e intensa attività esplosiva interessa il cratere Voragine, con il tremore vulcanico – l'indicatore dell'energia che agita i condotti magmatici interni – in risalita su valori molto alti. Lo rileva il sistema di monitoraggio dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo di Catania. L'avviso per l'aviazione, il Vona (Volcano observatory notice for aviation), resta per ora arancione.
L'attività del vulcano
Prosegue l'attività effusiva dalle bocche a quota 2.750 e 1.990 metri sul livello del mare. Il fronte più avanzato dei flussi lavici si attesta intorno ai 1.395 metri, tra Rocca delle Palombe e Rocca Musarra. Tra le 09.40 e le 12.40 il cratere di Nord-Est ha prodotto una serie di esplosioni di breve durata, con un pennacchio di cenere disperso in area sommitale verso Sud-Est. Alle 18.22 è ripresa l'attività stromboliana alla Voragine e, dalle 18.45, si è intensificata l'emissione di cenere dal cratere di Nord-Est.
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Il tremore in risalita
Dal punto di vista sismico, l'ampiezza media del tremore vulcanico ha oscillato per tutta la giornata tra valori bassi e medi, crescendo progressivamente. Nelle ultime ore l'incremento è diventato più marcato: dalle 18 circa l'ampiezza è passata dall'intervallo dei valori medi a quelli alti. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati tra i crateri di Nord-Est e Voragine, a una quota compresa tra 2.800 e 3.000 metri.
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Il nodo aeroporto
La ripresa dell'attività arriva a poche ore dal ritorno alla normalità dello scalo di Catania-Fontanarossa, riaperto ieri alle 14 dopo nove giorni di blocco. Il via libera era scattato grazie al passaggio dell'allerta vulcanica da rosso ad arancione e alla minore emissione di cenere, con la riapertura dei settori C1 e B3 disposta dalla società di gestione Sac. Lo stop, il più severo degli ultimi vent'anni per l'infrastruttura, aveva causato la cancellazione o il dirottamento di oltre 700 voli su Palermo e Comiso, in piena stagione turistica, con circa 40mila passeggeri al giorno coinvolti. Il fatto che il Vona resti arancione, e non risalga a rosso, è al momento la condizione che consente ai voli di proseguire: un ulteriore peggioramento rimetterebbe però in discussione l'operatività dello scalo.