Ladro ucciso a Baldissero d'Alba, gli spari di Roberto Mollo sarebbero partiti da 14 metri

Cronaca
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Il 29 settembre si è svolta la perizia balistica nella cascina per cercare di chiarire la dinamica che ha portato alla morte di Gjovalin Lazri. Si presume che gli spari siano arrivati da un unico posto verso una sola direzione

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Dal piano terra Roberto Mollo è salito in balcone e da qui ha sparato contro i ladri entrati nella sua cascina a Baldissero d'Alba i colpi che la notte tra il 19 e 20 settembre hanno ucciso Gjovalin Lazri. La distanza degli spari è tra i 10 e i 30 metri - il cortile è confinato - ed è possibile che quella reale fosse di non più di 14 metri. È quanto emerge dalla perizia balistica. I carabinieri hanno repertato 12 bossoli raggruppati: si presume che abbia esploso i colpi da un unico posto verso una sola direzione, le luci delle torce degli intrusi. Tre quelle repertate dai militari, una era vicino al cadavere e attribuita a Lazri. 

La perizia

La perizia balistica svolta nella cascina in ristrutturazione di Mollo, autotrasportatore di 35 anni, non sembra comunque aver chiarito tutti i dubbi delle parti. Le operazioni sono durate poco più di cinque ore. Il colpo mortale, sparato con una Steyr 9x21 dal balcone, avrebbe trafitto Lazri al collo mentre si trovava nel cortile. Più volte i consulenti hanno replicato in serie da cinque colpi lo sparo mortale, con l'obiettivo di calcolare la traiettoria e la compatibilità con la caduta dei bossoli. Hanno preso parte al sopralluogo la procuratrice aggiunta di Asti, Laura Deodato, e gli avvocati di difesa e parte civile con i rispettivi consulenti, Stefano Conti per la procura, Ruggero Pettinelli per la difesa Mollo e Maurizio Cusimano nominato dalla legale della famiglia Lazri. Mollo, indagato a piede libero, non ha assistito alle operazioni. Si preannuncia però un nuovo sopralluogo, in orario notturno e senza spari, che avrà l'obiettivo di verificare la visibilità, possibilmente con le stesse condizioni lunari e climatiche di quella notte. 

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