Roggero si è costituito a Bollate. Ministero: "L'iter per la grazia non è ancora partito"
CronacaLa Procura di Asti ha firmato l'ordine di carcerazione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour. Nelle stesse ore la moglie Mariangela Sandrone ha presentato la domanda di grazia e i legali hanno depositato un'istanza per il differimento dell'esecuzione della pena
Il gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori, si è presentato al carcere di Bollate per costituirsi. Alle domande dei giornalisti che chiedevano se si fosse pentito di quanto ha fatto ha risposto: "Sì, ma con il senno di poi, bisogna trovarsi in quelle situazioni" e in merito alla sua condanna ha parlato di "un'ingiustizia". Roggero ha anche detto di aspettarsi la grazia dal presidente Mattarella che "ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza". Roggero ha fatto il suo ingresso a Bollate, dove è detenuto in una sezione della struttura che viene definita a regime ordinario. "È molto provato. Dopo essere entrato ha pianto", spiegano alcune fonti.
Firmato dalla Procura di Asti l'ordine di carcerazione
La Procura di Asti ha firmato venerdì alle 12:45, per mano del procuratore Biagio Mazzeo, l'ordine di carcerazione: l'atto formale che il gioielliere di 72 anni di Gallo di Grinzane, nel Cuneese, attendeva per costituirsi dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo il 28 aprile 2021. Nelle scorse la difesa ha tentato di fermare l'esecuzione della pena: la moglie, Mariangela Sandrone, ha inviato la domanda di grazia, mentre veniva depositata un'istanza per il differimento della carcerazione.
L'annuncio dei legali e il rinvio
Subito dopo la pronuncia della Cassazione, gli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Rovani avevano fatto sapere che il loro assistito si sarebbe presentato in carcere immediatamente, senza attendere. Una tempistica corretta poche ore più tardi dallo stesso Marcolini, che aveva spostato il passo ai giorni successivi. Il chiarimento definitivo è arrivato subito dopo: la costituzione sarebbe avvenuta solo a notifica ricevuta. Un passaggio tecnico che spiega perché, per due giorni, il gioielliere sia rimasto libero nonostante la sentenza definitiva.
Perché la competenza è di Asti
L'ordine di carcerazione spettava alla Procura di Asti perché lì si era celebrato il processo di primo grado, chiuso con una condanna a 17 anni di reclusione. In appello, a Torino, la pena era stata ridotta a 14 anni e 9 mesi, misura poi confermata mercoledì dalla Suprema Corte.
Il ministero smentisce di aver avviato l'iter per la grazia
Il ministero della Giustizia ha invece smentito le voci diffuse in giornata secondo cui il ministro Carlo Nordio aveva avviato l'iter per la richiesta della grazia, in coordinamento con la Procura Generale della Corte d'Appello di Torino.
"Deriva pericolosa": la Corte d'Appello sugli attacchi ai giudici
Sul fronte opposto, la Corte d'Appello di Torino ha preso posizione contro la campagna che si è sviluppata sui social dopo la sentenza. In una nota firmata anche a nome di tutti i magistrati del Distretto, la presidente Alessandra Bassi esprime "sconcerto ed estrema preoccupazione per la gravissima campagna diffamatoria sviluppatasi sui social network a seguito della sentenza della Corte suprema di Cassazione", che ha confermato la condanna pronunciata dalla Corte di assise di appello di Torino il 3 dicembre 2025, in parziale riforma della sentenza della Corte di assise di Asti del 4 dicembre 2023.
"L'incontestato diritto di critica, che può ovviamente interessare anche le sentenze pronunciate in nome del popolo italiano, non può invero tradursi in offese e in attacchi personali ai giudici che quelle decisioni hanno assunto nell'osservanza delle leggi", scrive Bassi, parlando di una "deriva estremamente pericolosa che, oltre a minare alla base la fiducia nelle istituzioni e i fondamenti dello Stato di diritto, espone i magistrati interessati a gravissimi rischi per la sicurezza e l'incolumità personale".
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Il caso politico e la grazia
Parallelamente al percorso giudiziario, la vicenda ha assunto contorni politici. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l'istruttoria sulla richiesta di grazia, mentre il vicepremier Matteo Salvini non ha escluso una futura candidatura del gioielliere. A Gallo di Grinzane prevale intanto la riservatezza. La solidarietà del paese è stata espressa dal sindaco Gianfranco Garau, che ha definito la pena "una condanna troppo pesante per una persona di 72 anni che è sempre stata corretta, laboriosa e onesta", parlando di "una famiglia onesta, che ha sempre lavorato con grande volontà e che oggi si trova a dover pagare un prezzo troppo caro per questa vicenda".