Caso Roggero, arrivato ordine di carcerazione: la moglie del gioielliere chiede la grazia

Cronaca
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La Procura di Asti ha firmato l'ordine di carcerazione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour. Nelle stesse ore la moglie Mariangela Sandrone ha presentato la domanda di grazia e i legali hanno depositato un'istanza per il differimento dell'esecuzione della pena

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Una corsa contro il tempo. La Procura di Asti ha firmato venerdì alle 12:45, per mano del procuratore Biagio Mazzeo, l'ordine di carcerazione per Mario Roggero: l'atto formale che il gioielliere di 72 anni di Gallo di Grinzane, nel Cuneese, attendeva per costituirsi dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo il 28 aprile 2021. Nelle stesse ore la difesa ha tentato di fermare l'esecuzione della pena: la moglie, Mariangela Sandrone, ha inviato la domanda di grazia, mentre veniva depositata un'istanza per il differimento della carcerazione.

Mario Roggero con la moglie Mariangela Sandrone in un frame tratto dal profilo Instagram di Mario Roggero, Torino, 17 Luglio 2026. INSTAGRAM/MARIO ROGGERO
Mario Roggero e la moglie Mariangela Sandrone - ©Ansa

L'annuncio dei legali e il rinvio

Subito dopo la pronuncia della Cassazione, gli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Rovani avevano fatto sapere che il loro assistito si sarebbe presentato in carcere immediatamente, senza attendere. Una tempistica corretta poche ore più tardi dallo stesso Marcolini, che aveva spostato il passo ai giorni successivi. Il chiarimento definitivo è arrivato subito dopo: la costituzione sarebbe avvenuta solo a notifica ricevuta. Un passaggio tecnico che spiega perché, per due giorni, il gioielliere sia rimasto libero nonostante la sentenza definitiva.

Perché la competenza è di Asti

L'ordine spetta alla Procura di Asti perché lì si era celebrato il processo di primo grado, chiuso con una condanna a 17 anni di reclusione. In appello, a Torino, la pena era stata ridotta a 14 anni e 9 mesi, misura poi confermata mercoledì dalla Suprema Corte. Sull'istituto in cui il gioielliere si presenterà non ci sono conferme ufficiali: nelle ore successive alla firma è circolata l'ipotesi del carcere di Bollate, nel Milanese, mentre in precedenza si era parlato di Fossano, nel Cuneese.

"Grazie a chi si muove per la grazia"

A parlare in questi giorni è stato il fratello Dante. "Mio fratello si costituirà appena sarà ufficiale l'ordine di carcerazione. Non so dove si presenterà", aveva spiegato, aggiungendo che la sentenza "ha certamente provato mio fratello, ma è sempre resiliente. Tanti si sono mossi per la richiesta di grazia e di questo lui è estremamente riconoscente". Alla domanda su cosa dica oggi il gioielliere, il familiare ha rimandato all'ultimo video pubblicato sui social dopo il verdetto, che si apriva con le parole: "È finita, sto passando gli ultimi minuti coi miei familiari". Minuti che, di fatto, si sono allungati di due giorni.

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Il caso politico e la grazia

Parallelamente al percorso giudiziario, la vicenda ha assunto contorni politici. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l'istruttoria sulla richiesta di grazia, mentre il vicepremier Matteo Salvini non ha escluso una futura candidatura del gioielliere. A Gallo di Grinzane prevale intanto la riservatezza. La solidarietà del paese è stata espressa dal sindaco Gianfranco Garau, che ha definito la pena "una condanna troppo pesante per una persona di 72 anni che è sempre stata corretta, laboriosa e onesta", parlando di "una famiglia onesta, che ha sempre lavorato con grande volontà e che oggi si trova a dover pagare un prezzo troppo caro per questa vicenda".

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