Caso Minetti, nell’udienza di oggi i giudici dovrebbero prendere atto della grazia

Cronaca
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Salvo sorprese, il Tribunale di Sorveglianza di Milano dovrebbe prendere atto del provvedimento di clemenza concesso all'ex consigliera lombarda dal presidente della Repubblica e quindi dell'estinzione della pena residua, perché sarà "cessata la materia del contendere"

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La vicenda giudiziaria di Nicole Minetti potrebbe arrivare oggi, 12 giugno, a un punto importante: salvo sorprese, i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano dovrebbero prendere atto della grazia concessa all'ex consigliera lombarda dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, quindi, dell'estinzione della pena residua. Non è prevista la presenza di Minetti in aula.

L’udienza di oggi

Nicole Minetti è stata condannata a un totale di 3 anni e 11 mesi per il caso Ruby bis e per la vicenda delle "spese allegre" al Pirellone. Dopo le condanne definitive, Minetti - assistita dagli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi - aveva presentato richiesta per scontare la pena in affidamento ai servizi sociali. L’udienza di oggi fa parte di quel procedimento: in un primo momento era stata fissata a dicembre e poi rinviata, ma il 18 febbraio è arrivata la grazia che ha estinto quella pena. Oggi, quindi, il Tribunale di Sorveglianza - attraverso un’ordinanza dei giudici - dovrebbe prendere atto del provvedimento di clemenza e quindi della decadenza del titolo di esecuzione pena, perché sarà "cessata la materia del contendere".

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Il caso

La grazia concessa a Minetti, ex showgirl, igienista dentale e consigliera regionale del Pdl, è stata al centro di un caso dopo l'inchiesta giornalistica del Fatto Quotidiano e i dubbi sollevati dal giornale. La nuova udienza, fissata per il 14 maggio, è stata spostata a oggi per permettere i nuovi accertamenti che hanno di fatto confermato la grazia. Per l’udienza di oggi, in realtà, la Procura generale di Milano non ha dovuto svolgere altri accertamenti: l'ultimo atto è stato la trasmissione nei giorni scorsi al ministero della Giustizia della dichiarazione giurata dell'ex massaggiatrice della tenuta in Uruguay di Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti. Dichiarazione inoltrata anche al Quirinale, che già aveva fatto sapere di aver "preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano, in base alle quali non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella Magistratura".

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