Iniziatore del "pensiero complesso", è diventato famoso per l'approccio transdisciplinare con il quale ha trattato un'ampia gamma di argomenti, tra cui l'epistemologia. L'illustre intellettuale, uno degli ultimi giganti della cultura contemporanea, è stato presidente dell'Associazione per il Pensiero Complesso, con sede a Parigi, e presidente dell'Agenzia europea per la Cultura ed era professore onorario dell'École des Hautes Études en Sciences Sociales, dove dal 1977 è stato direttore di studi
Il sociologo e filosofo Edgar Morin, figura di spicco della vita intellettuale francese, è morto ieri all'età di 104 anni. La notizia è stata comunicata oggi all'Afp dalla moglie. Gigante del pensiero con forti inclinazioni politiche di sinistra, è stato autore di un'opera variegata, nota ben oltre i confini francesi, che si contrapponeva alla sociologia tradizionale, presentandosi come una riflessione sull'umanità basata su dati scientifici. "Fino ai suoi ultimi giorni, Edgar Morin è rimasto attento al mondo, agli altri e alle grandi sfide umane che hanno nutrito il suo pensiero", ha dichiarato la moglie Sabah Abouessalam Morin in una nota all'agenzia francese. "Oggi il vuoto che lascia è immenso. Ma il suo coraggio, la sua fedeltà alle persone e alle idee, il suo rigore morale e la sua speranza continuano a guidarci", ha aggiunto
Una visione multidisciplinare
Nonostante l'età avanzata, Morin è rimasto una voce autorevole e influente nel dibattito intellettuale. Le sue analisi sui cambiamenti dei nostri stili di vita nell'epoca della globalizzazione hanno contribuito a interpretare il nostro tempo. Insignito di lauree honoris causa da 38 università straniere, è stato autore di circa 40 libri, molti dei quali tradotti. La sua originalità, da ebreo laico che si definiva un "predatore di conoscenza", risiedeva nel rifiuto della frammentazione del sapere. Storico, filosofo e scienziato, ha cercato di abbattere i confini tra le discipline. Nel quinto volume della sua opera maggiore, "Il Metodo", scrisse: "Più sappiamo dell'umanità, meno la comprendiamo. Le divisioni tra le discipline la frammentano, la svuotano di vita, di sostanza, di complessità, e alcune scienze che si definiscono umane arrivano persino a prosciugare la nozione stessa di umanità".
Le origini e l'impegno politico
Nato Edgar Nahoum l'8 luglio 1921 a Parigi, da una famiglia ebrea originaria di Salonicco, in Grecia, emigrata a Parigi. Nel 1941 si iscrisse al Partito Comunista e si unì alla Resistenza con lo pseudonimo di Morin. La sua opera ebbe un forte impatto con la pubblicazione, nel 1959, di "Autocritica", in cui racconta l'espulsione dal Partito Comunista Francese (Pcf), di cui era stato una figura di spicco, e la sua cecità verso lo stalinismo. In quel periodo fu anche uno dei fondatori del comitato di intellettuali contro la guerra d'Algeria.