Sub morti alle Maldive, iniziate le autopsie. Settimana decisiva per le indagini

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Dopo il conferimento dell’incarico per eseguire gli esami sui cadaveri recuperati nelle grotte di Hekunu Kandu, sono cominciate le autopsie di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. Nella tarda mattinata di domani, sempre all'ospedale di Gallarate saranno eseguiti gli esami autoptici anche sui corpi di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino. Si attendono risposte anche dalle analisi delle go-pro

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Inizia una settimana decisiva per le indagini sulla tragedia alle Maldive in cui hanno perso la vita 5 sub italiani. Oggi è stato formalizzato l'incarico per eseguire le autopsie sui cadaveri recuperati nelle grotte di Hekunu Kandu dal rescue team finlandese di Dan Europe, incarico conferito in procura a Busto Arsizio dalla pm Nadia Alessandra Calcaterra, su delega della procura di Roma. Le salme sono all'obitorio dell'ospedale di Gallarate, dove si sta procedendo con le autopsie. Oggi, poco dopo le 13, sono iniziati gli esami sui corpi di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. Nella tarda mattinata di domani saranno eseguiti gli esami autoptici anche sui corpi di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino.

Le indagini

Sul fronte delle indagini, con la procura di Roma che indaga per omicidio colposo, la squadra mobile di Genova, su delega dei pm capitolini, prosegue nell'acquisizione di documenti e testimonianze. Si punta anche ad appurare in cosa consistesse la missione affidata dall'università di Genova alla professoressa Montefalcone, anche in considerazione del fatto che l'ateneo genovese, sin dal primo giorno, ha sempre sottolineato che "l'attività di immersione subacquea non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”.

Fase chiave

Da oggi si entra in una fase critica delle indagini: le autopsie potranno chiarire definitivamente le cause della morte dei cinque subacquei e le analisi delle go-pro, le action-cam che sono state recuperate dal rescue team finlandese potranno aiutare, forse, a capire il motivo per cui i sub sono finiti a 60 metri di profondità, in un anfratto della grotta nell'atollo di Vaavu, in cunicoli marini dove è alto il rischio di scarsa visibilità dovuta ai sedimenti corallini.

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