Strage di Capaci, a Palermo le celebrazioni per il 34esimo anniversario. FOTO
La commemorazione della strage di Capaci del 1992 a Palermo è avvenuta alla presenza dei ministri Piantedosi, Nordio e Giuli. Chiara Colosimo, presidente della Commissione antimafia, è arrivata a braccetto con Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo, e Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni, che ieri ha aperto il Museo del Presente dedicato ai due magistrati. “La commissione fa un lavoro importante sia per i tempi che per tutto quello che ne è uscito”, ha ricordato Colosimo
SINDACO PALERMO: “CAPACI PAGINA DOLOROSA”
- "Il 23 maggio resta una delle pagine più dolorose ma anche più decisive della storia repubblicana. La strage di Capaci fu, come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 'un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani'”. Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha ricordato il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani nel giorno del 34esimo anniversario della strage.
MUSEO DEL PRESENTE
- Le celebrazioni a Palermo sono l’occasione per Lagalla di ricordare come il “loro sacrificio continua a indicare la strada alle istituzioni e soprattutto alle nuove generazioni". E per questo assume un significato importante il Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ospitato a Palazzo Jung. L’iniziativa, ha ricordato il sindaco, della Fondazione Falcone insieme alle Gallerie degli Uffizi, vuole essere “uno spazio che costruisce futuro, educazione alla legalità e coscienza democratica”.
MARIA FALCONE: “MUSEO SOGNO CHE SI AVVERA”
- E dell’importanza di questo museo, “un sogno che si avvera dopo 34 anni”, ha parlato anche Maria Falcone durante la commemorazione della strage di Capaci del 1992. “Qui verrà ricordata la storia dell'antimafia e tramandata ai ragazzi del futuro - ha detto la sorella del giudice ucciso - Ragazzi che partecipano e, quando racconti loro la loro storia, sono ancora più attenti. La giornata della legalità deve essere un momento in cui si parla di lotta alla mafia, senza pensare che abbiamo vinto ma continuando a ricordare".
MARIA FALCONE: “BISOGNA ANCORA PARLARE DI ANTIMAFIA”
- "Queste opere recuperate ci dicono che la memoria va curata e tutelata. Questo museo serve a ricordare, dobbiamo parlare di lotta alla mafia senza pensare avere vinto", ha sottolineato Maria Falcone incontrando i giornalisti all'ingresso del Museo, dove sono esposti i capolavori di Bartolomeo Manfredi e Gherardo delle Notti, danneggiati nell'attentato di Firenze, e due copie coeve. Accanto i contributi di artisti internazionali come Christo, Robert Rauschenberg, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino ed Emilio Isgrò.
AUTO FALCONE AL MUSEO
- Presente anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha colto l’occasione della commemorazione per annunciare che “l'auto su cui viaggiava Falcone il giorno della strage, questa reliquia insanguinata dove sono morti il magistrato, la moglie e la scorta, finora custodita dal ministero della Giustizia, sarà portata qui al Museo del Presente". E ha aggiunto: “Sono stati i familiari di Falcone a sensibilizzarci sulla necessità di portarla qui e porteremo gli studenti a vederla”.
COLOSIMO: “LAVORO COMMISSIONE IMPORTANTE”
- A Palazzo Jung per la commemorazione della strage di Capaci c’è anche Chiara Colosimo, presidente della Commissione antimafia. È arrivata a braccetto con Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo, e Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni. “Oggi sono tre anni che presiedo la Commissione antimafia e sono tre anni che mi occupo dei 57 giorni che dividono la strage di Capaci da quella di via D’Amelio. È stato un lavoro importante sia per i tempi che per tutto quello che ne è uscito”.
CORONA D'ALLORO
- Presente a Palermo anche il ministro Matteo Piantedosi che, col capo della polizia Vittorio Pisani e la presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo, ha deposto corone di alloro sulla stele che ricorda la strage di Capaci dove morirono nell'esplosione che distrusse l'autostrada Trapani-Palermo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.
PIANTEDOSI: "RICORDARE PER RIAFFERMARE FORZA CONTRO MAFIE"
- "Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità", ha detto il ministro Piantedosi. "Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione".
CONTE: "SOTTRARRE GIOVANI A HUMUS MAFIOSO"
- "La mafia si combatte con tantissime iniziative a vari livelli", ha detto poi il leader del M5S Giuseppe Conte fuori dal tribunale di Palermo. "Serve offrire anche giovani impianti sportivi adeguati, perché è chiaro che, se non lo facciamo, li rendiamo preda facile della malavita. Senza offerte di lavoro, senza scuola, istruzione, un giovane è preda facile di quell'humus mafioso che prospera soprattutto con la manovalanza, in particolare anche giovanile".
GIULI: "MAFIA CI VEDE UNITI NELLA CULTURA"
- Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha poi parlato dell'importanza della cultura nella lotta alle mafie. "La cultura è civiltà, la cultura è la foto di due martiri della cosa pubblica dietro di noi. La cultura siamo noi qui. La mafia in questo momento ci sta guardando nella fermezza, nel richiamo alla bellezza come orizzonte. La mafia ci vede uniti in nome della cultura".