Rapporto mondiale Onu sulle mafie: 95mila omicidi all'anno, quanto le vittime di guerre

Cronaca
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Dal 2000 a oggi le mafie mondiali hanno ucciso 95mila persone all'anno, pari al numero delle vittime annuali delle guerre. Lo rileva il primo rapporto globale dell'Unodc sulle organizzazioni criminali mondiali, presentato a Palermo, in occasione dell'anniversario della strage di Capaci, da Giovanni Gallo, capo della sezione anti-crimine dell'Onu

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"Dal 2000 a oggi le mafie mondiali hanno ucciso 95mila persone all'anno, pari al numero delle vittime annuali delle guerre, un dato decisamente allarmante che non conferma il mito secondo cui le organizzazioni criminali hanno cambiato il modus operandi ricorrendo meno alla violenza". Lo dice Giovanni Gallo, capo della sezione dell'Ufficio delle Nazioni unite contro il crimine organizzato presentando a Palermo il primo rapporto globale dell'Unodc sulle organizzazioni criminali mondiali, in occasione dell'anniversario della strage di Capaci. 

Il rapporto

Il rapporto fa un'analisi sull'evoluzione delle mafie internazionali dalla Convenzione di Palermo contro il crimine organizzato firmata nel 2000 a oggi, cosa è rimasto uguale e quali sono state le risposte. Dallo studio, oltre al gran numero di omicidi dei gruppi criminali, emerge lo sviluppo delle tecnologie, con l'ampliamento del ventaglio delle vittime perché chiunque è un potenziale bersaglio di estorsioni e frodi online in larga scala. Il report evidenzia inoltre che l'attività più redditizia delle mafie rimane il traffico di sostanze stupefacenti: basti pensare che lungo la rotta balcanica ogni anno gli affari illeciti di eroina e metanfetamina genera proventi per tra i 3 e i 7 miliardi di dollari e quello di cocaina almeno 10 volte tanto, nonostante la diversificazione del business in reati ambientali, traffico di opere d'arte, nel disboscamento illecito. Emerge inoltre, dal rapporto, il ricorso continuo alla violenza e alle intimidazioni per affermare il potere, in media un omicidio volontario su 5 al mondo è legato alle organizzazioni criminali e il dato sale in America latina dove un omicidio su 2 porta la firma dei cartelli del narcotraffico. 

 Le auto distrutte sul luogo della strage  del  23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci nel territorio comunale di Isola delle Femmine, a pochi chilometri da Palermo, dove morirono il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Gli unici sopravvissuti furono gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l'autista giudiziario Giuseppe Costanzaauto ANSA

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