Modena, indagini su dispositivi e frequentazioni per far luce sul rancore di El Koudri
CronacaTelefoni, computer, relazioni personali, disagio sociale e psichiatrico sono il campo d'indagine in cui si muove la squadra mobile di Modena per ricostruire le ragioni che hanno portato al folle gesto del 31enne. Intanto il suo difensore, l'avvocato Fausto Gianelli, ha chiesto al carcere che El Koudri venga visitato da un medico e ha anticipato che chiederà una perizia psichiatrica
Non sono stati trovati segni di radicalizzazione religiosa né contatti con gruppi organizzati, come ha confermato domenica il ministro Matteo Piantedosi. Ma le indagini su Salim El Koudri vanno avanti. Da un lato per approfondire e confermare questo aspetto, dall'altro per scandagliare la sua vita alla ricerca di possibili segnali che non erano stati colti, per dare un nome più preciso al rancore che il 31enne provava. Resta infatti aperta la domanda sul movente che lo ha portato a mettersi alla guida della sua Citroen C3, arrivare da Ravarino in centro a Modena e investire a tutta velocità le persone che passeggiavano sulla via Emilia. Con l'accusa di strage e lesioni, da sabato sera è in carcere, custodia confermata ieri dal Gip.
Al vaglio i dispositivi sequestrati nell'apparetamento del 31enne
Telefoni, computer, relazioni personali, disagio sociale e psichiatrico, sono il campo d'indagine in cui si muovono la squadra mobile di Modena, diretta da Mario Paternoster e la Digos, sotto il coordinamento della Procura. Al consulente tecnico Simone Gardella, nominato dai pm, è stato chiesto di analizzare i dispositivi sequestrati nell'appartamento del 31enne. Per gli esiti ci vorranno alcuni giorni. L'obiettivo è individuare le ricerche fatte sul web di analoghi episodi, espressioni o dati sintomatici di radicalizzazione su siti, o contenuti multimediali di affiliazione religiosa, autoformazione o autoaddestramento. Ma anche contatti con altre persone, eventuale scelta degli obiettivi, monitorando le zone dove ha colpito, possibili sopralluoghi.
Acquisito il materiale clinico: saranno sentite le psichiatre
Agli atti ci sono le mail che nel 2021 spedì all'Università di Modena e Reggio Emilia con cui si era laureato in Economia, dove si esprimeva il proprio disagio per la mancanza di lavoro dicendo, tra l'altro, "bastardi cristiani". Ci sarebbero anche altre comunicazioni simili, inviate nella ricerca di un'occupazione, uno dei temi che più pesava a El Koudri. Ci sono anche i fogli in arabo manoscritti e trovati nell'appartamento di Ravarino, per cui è stata disposta la traduzione. Poi ci sono le persone che hanno seguito il suo percorso nel centro di salute mentale di Castelfranco Emilia, psichiatre che devono essere sentite dagli inquirenti che hanno già acquisito il materiale clinico. Andando indietro, i suoi amici (anche se nell'ultimo periodo era descritto come sempre più isolato e chiuso in se stesso), i suoi colleghi di lavoro (ha avuto diverse esperienze, seppur brevi), i suoi compagni di università e di scuola.
L'avvocato preannuncia la richiesta di una perizia psichiatrica
Intanto il suo difensore, l'avvocato Fausto Gianelli, ha chiesto al carcere che El Koudri venga visitato da un medico e ha anticipato che chiederà una perizia psichiatrica. E anche il Gip modenese, pur affermando che allo stato non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto sabato pomeriggio sia una conseguenza della patologia per cui era stato in cura, ha disposto un periodo di osservazione delle condizioni psichiche con l'eventuale trasferimento in reparti specializzati.