Famiglia nel bosco, Anm: "Da ministero interferenze sui magistrati"

Cronaca

L'associazione nazionale dei magistrati esprime "preoccupazione per le modalità con cui sta proseguendo l'ispezione del ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila". "Desta perplessità, in particolare, che l'attività ispettiva si sia estesa anche allo sviluppo di un procedimento ancora in corso, con possibili ricadute sui delicati equilibri tra controllo amministrativo e funzione giurisdizionale", si legge nella nota

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Un nuovo tassello si aggiunge alla complessa vicenda della famiglia nel bosco. La Giunta esecutiva centrale dell'Anm, in una nota, ha espresso infatti "preoccupazione per le modalità con cui sta proseguendo l'ispezione del ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila". "Desta perplessità, in particolare, che l'attività ispettiva si sia estesa, secondo quanto emerge, anche allo sviluppo di un procedimento ancora in corso, con possibili ricadute sui delicati equilibri tra controllo amministrativo e funzione giurisdizionale" si legge ancora nella nota. Per questo, l'ispettorato intende "monitorare l'andamento del procedimento ed il contenuto dei successivi provvedimenti, acquisendo atti istruttori".

Anm invoca un chiarimento dal Csm

Nella nota i vertici del sindacato delle toghe hanno sottolineato che "si tratta di profili che meritano attenta verifica nelle sedi competenti, ma che impongono già ora di ribadire un principio: l'indipendenza della giurisdizione costituisce garanzia di tutti i cittadini e non può essere esposta a forme, anche solo potenziali, di interferenza". La giunta auspica "un tempestivo chiarimento da parte del Consiglio superiore della magistratura già investito della questione".

Anm denuncia "inferenze" da parte del Ministero

Si riapre a distanza di mesi lo scontro tra toghe e ministero, cominciato lo scorso 6 marzo. L'Anm ha denunciato anche il rischio di "interferenze" da parte degli uffici di via Arenula ma gli stessi magistrati del ministero, incaricati dei controlli, ha replicato che "tutti gli accertamenti finora svolti sono stati rispettosi della normativa che, peraltro, non richiede 'l'osservanza di particolari formalità nella conduzione dell'inchiesta amministrativa'" e tutte le attività svolte sono "strettamente connesse, nonché necessarie, ad acquisire le informazioni volte al miglior adempimento dell'incarico ricevuto dal ministro Carlo Nordio".

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La presidente del Tribunale dell'Aquila, Nicoletta Orlandi, ha scritto al Csm ponendo con urgenza un quesito in merito al procedimento sulla famiglia del bosco. In sintesi, Orlandi ha chiesto al Consiglio se la tipologia di ispezione, da parte dei tecnici del ministero della Giustizia, sia legittima oppure eccessivamente invasiva o potenzialmente dannosa ai fini dell'autonomia e dell'indipendenza dei giudici. Secondo la presidente, gli ispettori avrebbero chiesto di monitorare l'andamento del procedimento e il contenuto dei successivi provvedimenti dei magistrati sulla vicenda, richiedendo l'eventuale acquisizione di atti istruttori. 

La richiesta del tribunale dell'Aquila

Orlandi ha chiesto quindi esplicitamente e con urgenza "se le richieste dell'ispettorato volte a monitorare l'andamento del procedimento ed il contenuto dei successivi provvedimenti" emessi dal suo ufficio e dalla Corte d'Appello "rientrino nel potere ispettivo riservato al ministro". Il riferimento è alla "continua richiesta di informazioni e documentazione" e all'acquisizione di "atti istruttori, quali la consulenza tecnica d'ufficio". Proprio sulla relazione della perizia psicologica il tribunale dovrà pronunciarsi entro un mese in merito alla sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti della coppia australiana. La domanda è giunta al Consiglio superiore della magistratura e sarà trattata probabilmente dalla settima o dalla sesta sezione in tempi brevi.

Lega: "Non si preoccupano per la salute dei bambini, vergogna"

Sulla vicenda interviene anche la Lega, che invece attacca l'Associazione: "sono preoccupati per il lavoro dei loro colleghi magistrati, non per la salute di quei tre bambini strappati da mesi all'amore di mamma e papà. Vergognatevi!".

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