Schermitrice denuncia violenza sessuale di gruppo in ritiro a Siena: assolti i due atleti
CronacaSono stati assolti "perché il fatto non sussiste" due giovani schermitori italiani imputati, con rito abbreviato, per violenza sessuale di gruppo ai danni di una schermitrice di origine messicana. I fatti contestati risalgono alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un raduno internazionale di scherma a Chianciano Terme. La ragazza: "Non posso credere che le cose siano andate così, mi batterò per avere giustizia"
Sono stati assolti dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Siena, Andrea Grandinetti, "perché il fatto non sussiste" due giovani schermitori italiani imputati, con rito abbreviato, per violenza sessuale di gruppo ai danni di una schermitrice di origine messicana e che gareggia con la nazionale uzbeka. I fatti contestati risalgono alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un raduno internazionale di scherma organizzato a Chianciano Terme, in provincia di Siena, e al quale partecipavano delegazioni di diverse federazioni sportive. I due ragazzi erano accusati di aver compiuto gli abusi durante il periodo di permanenza nella località termale senese per il raduno sportivo. La procura aveva chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi di carcere.
La ragazza: "Non posso credere che le cose siano andate così"
Presente in aula, la giovane atleta è scoppiata in lacrime al momento della lettura della sentenza. La ragazza, al termire dell'udienza, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti. "In questi tre anni - ha detto - non ho mai mostrato il mio volto, ora sono stanca, voglio farmi vedere. Sono orgogliosa che per tre anni oltre a sacrificarmi per lo sport ho lottato per ottenere giustizia. E non mi fermerò mai. Non ci posso credere che le cose siano andate così. Questo non può succedere: non sono solo io, sono tanti i casi nello sport e nel mondo che si silenziano le donne". "Dovete dire che hanno fatto una cosa così brutta" ha concluso.
Il legale: "Faremo appello contro questa sentenza"
"Il processo a mio avviso avrebbe dovuto prendere una direzione completamente diversa soprattutto perché durante l'incidente probatorio e dalle sommarie informazioni raccolte dagli inquirenti è emerso che la mia assistita non era nelle condizioni di potere discernere e prestare consenso per avere rapporti" ha dichiarato l'avvocato Luciano Guidarelli, dopo la decisione del gup di Siena. "Stiamo parlando - ha aggiunto - di una ragazza minorenne all'epoca dei fatti che ha avuto la forza di metterci la faccia in tutti i sensi raccontando e denunciando abusi e violenze. Oggi la ragazza ha ottenuto una vittoria che è molto più prestigiosa di qualsiasi medaglia sportiva: ci ha messo la faccia denunciando la stortura del sistema. Faremo appello contro questa sentenza".