Fabrizio Corona, il processo per diffamazione nei confronti di Meloni sarà a Palazzo Chigi

Cronaca

La vicenda giudiziaria  ha origine nell'ottobre del 2023, quando Meloni e l'allora parlamentare di Fratelli d’Italia, Manlio Messina, decisero di sporgere querela per diffamazione contro Corona. Nel mirino della magistratura un articolo pubblicato su Dillingernews.it

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Giovedì 21 maggio le porte della presidenza del Consiglio si apriranno per un insolito scenario giudiziario. Palazzo Chigi si trasformerà temporaneamente in un’aula di tribunale per ospitare il faccia a faccia tra l’ex re dei paparazzi, Fabrizio Corona, e la premier Giorgia Meloni, quest'ultima nel ruolo di parte civile. La vicenda giudiziaria  affonda le radici nell'ottobre del 2023, quando Meloni e l'allora parlamentare di Fratelli d’Italia, Manlio Messina, decisero di sporgere querela per diffamazione contro Corona. Nel mirino della magistratura è finito un articolo pubblicato su Dillingernews.it – portale fondato da Corona e diretto dal giornalista Luca Arnau, anch'egli imputato – nel quale si lasciava intendere l'esistenza di una relazione sentimentale tra i due esponenti politici.

Corona rifiuta l'audizione di Meloni in videoconferenza

A spiegare i dettagli tecnici di questa insolita udienza romana è stato il Corriere della Sera. Corona ha legittimamente rifiutato l'opzione di un'audizione della premier in videoconferenza. Di conseguenza, la presidente del Consiglio ha esercitato il diritto di chiedere che la propria deposizione avvenisse nella sede del governo anziché nell'aula del Tribunale di Milano. Corona – che in passato ha scontato condanne per estorsione, reati fiscali, bancarotta e corruzione – varcherà la soglia di Palazzo Chigi accompagnato dal suo storico legale, l'avvocato Ivano Chiesa. Ad attenderlo ci sarà una vera e propria delegazione giudiziaria milanese in trasferta: la giudice Nicoletta Marcheggiani, il cancelliere, il pm Giovanni Tarzia e il procuratore capo di Milano Marcello Viola, che ha scelto di seguire personalmente l'andamento del caso. Presenti anche i legali di tutte le parti coinvolte: Luca Libra per Meloni, Matteo Serpotta per Messina e Alessio Pomponi per Arnau. Resta invece in dubbio la presenza fisica del co-querelante Manlio Messina. Il politico sta attraversando una fase di forte turbolenza interna: ha recentemente interrotto i rapporti con Fratelli d’Italia e abbandonato il partito a seguito di insanabili frizioni con Luca Sbardella, commissario della formazione politica in Sicilia.

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